Se il tuo amico con la coda soffre di dolori osteoarticolari o ha subito un trauma e la ferita cutanea tende a non rimarginare, o ancora è affetto da dermatite cronica e non guarisce con nessuna terapia, non è detto che debba assumere farmaci chimici che possono appesantire il suo metabolismo. Anche in veterinaria, infatti, sono in larga espansione una serie di terapie alternative a quelle chimiche, ed anche alternative alle classiche Medicine Non Convenzionali quali omeopatia, agopuntura, fitoterapia, etc. In medicina umana sono già diversi decenni che è largamente utilizzata una cura che sfrutta particolari emissioni elettromagnetiche che vanno ad agire sui tessuti con proprietà curative.
Tra queste tecniche curative ricordiamo la laserterapia e la fotobiomodulazione. Vediamo insieme di cosa si tratta e se i nostri Fido e Micia poterebbero avere dei giovamenti da queste terapie.
Laser terapia e biomodulazione: di cosa si tratta?
Per laserterapia si intende una terapia fisica che applica al corpo umano ed animale una peculiare forma di emissione elettromagnetica chiamata luce infrarossa e comunemente conosciuta come Laser. Il termine LASER è infatti l’acronimo di “Light Amplification Through the Stimulated Emission o Radiation” ovvero “amplificazione della luce attraverso l’emissione stimolata di radiazioni”.
Questo particolare tipo di luce laser ha diverse caratteristiche speciali che la rendono idonea ad essere utilizzata per particolari condizioni patologiche. Tra le caratteristiche più particolari ci sono la “monocromaticità”, ossia che questo tipo di luce contiene un solo “colore” puro; poi vi è la caratteristica della brillanza, la forte concentrazione energetica, ed infine la unidirezionalità, cioè la capacità di questo fascio di luce di far divergere molto poco i suoi raggi. Chiunque sia stato ad un convengo o un congresso avrà di certo notato l’applicazione di questa particolare caratteristica dei laser osservando i puntatori che riescono a convogliare i propri raggi in un punto piccolissimo.
La fotobiomodulazione invece, conosciuta anche come PBM o PBMT, è un trattamento che utilizza un laser a bassa potenza, che emette luce rossa direttamente nel corpo. Nonostante il bagliore rosso fuoco che sprigionano i manipoli che vengono utilizzati per questa tecnica curativa, non si ha l’emissione di alcun calore e pertanto l’applicazione della fotobiomodulazione non provoca alcun disagio ai pazienti, né umani a tantomeno animali.
Questa tecnica terapeutica è conosciuta anche come terapia a luce rossa, o terapia della luce a basso livello, detta LLLT, o anche terapia laser a basso livello; altri sinonimi sono biostimolazione, stimolazione fotonica o terapia con scatola luminosa.
Anche in medicina veterinaria cani, gatti, conigli e perfino cavalli possono beneficiare di questi preziosi strumenti per diverse condizioni patologiche.
Come funzionano queste terapie laser?
Diversi studi in umana hanno dimostrato che particolari frequenze di luce hanno effetti biologici diversi, e le lunghezze d’onda specifiche della luce rossa penetrano nelle cellule creando un cambiamento positivo nel corpo, malgrado i pazienti ai quali si somministrano questi trattamenti non hanno alcuna sensazione durante i trattamenti, né spiacevoli né piacevoli, ma soltanto dopo ne sperimentano i benefici.
Il laser veterinario agisce attraverso la stimolazione dei tessuti trattati che vanno incontro a fenomeni di vasodilatazione, e pertanto si ha anche un’attivazione del sistema linfatico; entrambi questi processi hanno azione antiedemigena ovvero diminuiscono gonfiore e infiammazione locale nei tessuti infiammati. L’energia della luce laser agisce inoltre sulle cellule nervose periferiche, che si trovano nei tessuti in preda all’infiammazione, modificando e attenuando la trasmissione degli impulsi dolorifici e stimolando la produzione di endorfine, con un effetto analgesico naturale e progressivo. I vantaggi sono sia immediati dopo la seduta che a distanza di tempo, e si stabilizzano man mano che vengono effettuate tutte le sedute prescritte dal medico veterinario curante.
La fotobiomodulazione in veterinaria viene utilizzata con apparecchi che emettono luce blu che viene applicata sulla cute ricoperta di un gel cromoforo che assorbe la luce blu e la riemette in forma di energia luminosa fluorescente. Questa luce fluorescente stimola i fotorecettori presenti in numerose cellule dell’organismo e ne stimola l’attività mitocondriale, ovvero di quei piccoli organelli cellulari deputati alla produzione di energia per la cellula stessa. Le cellule vengono quindi rivitalizzate ed al loro interno si ha la produzione di sostanze antiossidanti. I diversi fasci di luce poi vanno ad interagire con diverse strutture; la luce blu ha effetto antibatterico ed antinfiammatorio, quella verde raggiunge i fibroblasti nel derma, contribuendo ad accelerare i normali processi di guarigione, quella gialla aiuta a contrastare i segni infiammatori, come il rossore e il gonfiore, agendo sui vasi sanguigni nel derma, ed infine la luce rossa aiuta i naturali processi di contrasto all’infiammazione e l’aumento di sintesi del collagene agendo sui vasi nel derma e ipoderma superiore.
Per cosa è indicata la laserterapia in medicina veterinaria
Le sedute di Laserterapia in veterinaria hanno diverse applicazioni; in particolare il suo utilizzo è indicato per supportare guarigione di tessuti muscolari, legamentosi, articolari e cutanei. Tra le principali applicazioni abbiamo quindi lesioni muscolari, tendinee e legamentose, patologie articolari degenerative come artrite e artrosi, supporto nella guarigione di fratture e nel post-operatorio chirurgico; anche in situazioni croniche ed in pazienti affetti da problemi osteoarticolari tali da aver provocato un’atrofia muscolare, la laserterapia si può utilizzare come riabilitazione nel cronico oltre che nel post-traumatico acuto. Un altro campo importante è quello della dermatologia: ferite aperte, ulcere, dermatiti croniche e piaghe cutanee trovano giovamento dalle applicazioni Laser. In generale i pazienti sottoposti a laserterapia sperimentano sollievo dal dolore, riduzione di edemi, gonfiore e infiammazione.
Le applicazioni della fotobiomodulazione sono molto simili a quelle della laserterapia, ed includono il miglioramento della produzione naturale di collagene e fibroblasti. Questi ultimi sono cellule all’interno dello strato del derma con il compito di mantenere il tessuto connettivo sano e sintetizzano il collagene che aiuta nella guarigione delle ferite. In oltre la luce della fotobiomodulazione aumenta il flusso sanguigno; da queste proprietà derivano miglioramento del recupero muscolare, riparazione di tessuti molli traumatizzati, e anche a livello cutaneo si ha miglioramento del tono della pelle, ridotta incidenza di dermatiti con diminuzione in generale di fenomeni infiammatori. Una caratteristica che accomuna entrambe le tecniche terapeutiche è quella della riduzione dell’infiammazione e dello stress ossidativo che porta alla formazione di radicali liberi, coinvolti nei processi di infiammazione cronica.
Come si svolgono le sedute di laserterapia e fotobiomodulazione?
Normalmente il paziente viene posizionato seduto o sdraiato, o comunque in una posizione che gli è comoda. Le sedute durano pochi minuti e non provocano alcun fastidio o dolore e pertanto cani, gatti, ed altri animali si sottopongono di buon grado a queste terapie. Per erogare i laser sulla parte del corpo da trattare il terapista utilizza un manipolo tenuto a breve distanza dalla cute, e proietta un raggio piuttosto focale di luce infrarossa che viene erogata con modalità pulsata. Solitamente si effettuano una serie di sedute di pochi minuti intervallate, a seconda dei casi, da giorni. Inizialmente il terapeuta può consigliare più sedute settimanali per poi diradare gli incontri fino ad effettuare una terapia di mantenimento che prevede sedute da effettuarsi anche con intervalli di tempo lunghi. Non c’è quindi alcun fastidio per gli animali e l’impegno di noi umani non è poi così gravoso.
Vale la pena sottolineare che il laser terapeutico e la fotobiomodulazione sono degli strumenti non invasivi e indolori. Durante la seduta gli animali possono avvertire solo un leggero calore o un lieve formicolio nella zona trattata e, salvo particolari casi di cani e gatti con indole particolarmente sensibile, è possibile praticarle davvero a tutti. Oltre ai vantaggi citati in precedenza queste due tecniche hanno l’enorme vantaggio di non avere alcun effetto collaterale. Laserterapia e fotobiomodulazione rientrano quindi in una strategia volta a migliorare la qualità della vita dei Pet, sempre a patto che vengano eseguite da personale esperto; chiedi al tuo veterinario curante se si occupa di queste terapie oppure rivolgiti a dei centri specializzati che erogano questo tipo di prestazioni.
Da notare che sono perfettamente compatibili con cure omeopatiche, agopuntura e fitoterapia.
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