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29 Aprile, 2026

Microbiota e salute della pelle degli animali

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In diversi articoli di questo blog abbiamo affrontato l’argomento del microbiota declinato in funzione della salute intestinale. Ebbene da numerosi studi ed evidenze è emerso che anche la cute è colonizzata da numero elevatissimo microrganismi che contribuiscono all’equilibrio della sua salute.

Come sappiamo la cute rappresenta l’organo più esteso del corpo e oltre alla funzione di barriera protettiva nei confronti di agenti esterni, ha diverse altre funzioni. Contribuisce alla termoregolazione, al mantenimento dell’equilibrio idrico, garantisce la sensibilità tattile, rimuove sostanze di scarto e sintetizza la vitamina D.

Quando la pelle si infiamma il paziente che sperimenta questo problema va incontro a grandi disagi. Le cause di infiammazione cutanea nel cane e nel gatto sono numerosissime e spaziano dai problemi infettivi come parassitosi, all’irruzione di germi, a quelle allergiche, alle carenze alimentari. La cute oltre ad avere una barriera meccanica ed immunologica è dotata anche di una barriera microbiologica ovvero il microbioma cutaneo. Vediamo insieme di cosa si tratta.

Batteri buoni e batteri cattivi

I microrganismi che formano il microbiota cutaneo nel cane e nel gatto, come anche nell’uomo, concorrono a preservare la salute cutanea grazie ad un’azione di competizione con microrganismi patogeni. I batteri che compongono il microbiota cutaneo, grazie alla produzione di enzimi che stimolano la produzione di grassi da parte delle cellule della cute, arricchiscono il film lipidico che garantisce l’idratazione e protegge la pelle.

Inoltre il microbiota cutaneo agevola le difese immunitarie locali attraverso meccanismi che inducono la stimolazione da parte dei cheratinociti stessi a produrre sostanze in grado di eliminare direttamente virus, funghi e batteri.

Il microbiota cutaneo fa parte a tutti gli effetti del sistema di difesa dell’integrità della cute. Il sistema immunitario cutaneo è in grado di discriminare tra microbi commensali innocui e microbi patogeni dannosi, grazie all’esposizione ripetuta a questi ultimi che sensibilizzano le cellule della pelle a produrre sostanze in grado di uccidere i patogeni.

I germi che compongono il microbiota sono veramente tantissimi. Si stima che nell’uomo ogni centimetro quadrato di pelle è ricoperto da 1000 a 1 milione di microorganismi; nel cane e nel gatto non sono stati fatti studi prospettici che possano fornire un numero preciso, ma è altamente probabile che questo numero sia pari se non addirittura più elevato che nell’uomo. Cani e gatti infatti non si detergono quotidianamente e sono a stretto contatto con superfici non pulite, come ad esempio pavimenti e terreno.

Alcuni studi hanno dimostrato che le specie batteriche presenti sulla cute del cane sono diverse da quelle presenti sulla cute umana. Fino a quando questi germi “buoni” sono in equilibrio riescono a bloccare la proliferazione di germi nocivi, mentre quando si ha uno squilibrio questi ultimi possono proliferare più facilmente dando luogo a infiammazioni. Vediamo insieme quali sono le cause di squilibrio del microbiota cutaneo per i nostri amici con la coda.

Disbiosi cutanea: quando il microbiota non è in equilibrio

Come per quello intestinale, l’equilibrio del microbiota cutaneo può essere minacciato da diversi fattori. Tra i più frequenti ci sono le forme di dermatite allergica come ad esempio la dermatite atopica. Si è visto da diversi studi che la popolazione batterica e fungina di cani ed anche persone con dermatite atopica differisce sia per specie batteriche e fungine presenti, che numericamente. La cute dei soggetti atopici ha infatti meno batteri e funghi “buoni”, e sono invece maggiormente rappresentati batteri che producono sostanze infiammatorie come tossine in grado di alterare la salute della barriera cutanea.

Oltre ad alterazioni della normale flora microbica cutanea altre cause di disbiosi cutanea sono patologie endocrine, malattie sistemiche croniche e debilitanti e la somministrazione di farmaci immunosoppressivi e che modificano il pH cutaneo.

Il pH cutaneo influisce considerevolmente sul mantenimento dell’equilibrio della flora batterica cutanea e può essere modificato da diversi fattori tra cui quelli alimentari o meccanici, come ad esempio l’utilizzo di shampoo aggressivi e molto sgrassanti. L’abitudine di detergere il pelo dei cani e dei gatti con shampoo non specifici o molto sgrassanti è infatti correlata a una diminuzione del normale sebo che ricopre e protegge pelle e pelo, ed è importante quindi chiedere consiglio al proprio veterinario di fiducia su quali detergenti utilizzare.

Come già accennato sono molti i farmaci che minano l’equilibrio del microbiota cutaneo e tra questi i più lesivi sono proprio gli antibiotici: assunti sia per via orale che topica alterano sia il microbiota cutaneo che quello intestinale, favorendo la proliferazione indisturbata di germi patogeni. Infine, anche in numerose patologie dermatologiche come l’ittiosi, la seborrea idiopatica, la piodermite o la dermatite zinco responsiva, si ha un’alterazione del microbiota cutaneo, e malattie autoimmunitarie come il lupus possono alterare l’equilibrio del microbioma cutaneo e di conseguenza la salute di pelle e pelo. Molte di queste condizioni oltre a modificare l’equilibrio cutaneo vanno ed incidere negativamente anche su quello intestinale. Intestino e cute sono correlati e questo stretto legame che si evidenzia anche quando entrambi sono in una condizione di disequilibrio.

Asse intestino-cute e disbiosi

Già in alcuni lavori di medicina umana del 2019, che in lavori più recenti di medicina veterinaria sui cani, si è rilevato che la salute del microbiota intestinale si ripercuote sulla salute del sistema immunitario. Si stima infatti che circa il 90% delle cellule del sistema immunitario, in particolare linfociti e plasmacellule, siano contenuti a livello intestinale.

Queste cellule inducono l’organismo a reagire contro le sostanze patogene e a tollerare quelle non patogene come pollini, acari e diverse sostanze, e sono in stretto contatto con il microbiota. Quando c’è un’alterazione di quest’ultimo l’organismo tende a non riconoscere più quali sono le sostanze contro cui attivare il sistema immunitario e quali sono quelle invece innocue. Partendo da questo assunto si è dedotto attraverso una serie di studi che un’alterazione dell’equilibrio del microbiota intestinale altera la risposta immunitaria del soggetto che ne è affetto, agevolando l’insorgenza di allergie. La stessa cosa accade anche per quanto concerne allergeni cutanei.

Il cane, ed in misura minore il gatto, se affetti da disbiosi intestinale risultano maggiormente soggetti a soffrire di allergie cutanee, e di conseguenza a manifestare alterazioni del microbiota cutaneo.

Come possiamo aiutare quindi Fido e Micia ad avere un equilibrio del loro microbiota?

Microbiota sano in poche mosse

Il primo fattore che incide sulla salute della cute, come accennato, è quello meccanico: lavaggi troppo frequenti con shampoo aggressivi tendono a sgrassare troppo la cute di cani e gatti, ne modificano il pH e la rendono più vulnerabile ad agenti esterni e alla proliferazione di germi nocivi.

Altro fattore importantissimo è una dieta equilibrata che mantenga in salute il microbiota, sia a livello intestinale che cutaneo; oltre a formulazioni dietetiche equilibrate e ricche di sostanze epitelioprotettrici, molto utile è l’utilizzo di pre, pro e post biotici che rafforzino il microbiota intestinale con un effetto a specchio su quello cutaneo. Insieme ai fermenti lattici occorre sempre poi il substrato sul quale essi possano crescere ed andare a colonizzare l’intestino, ovvero la fibra.

Da ultimi poi, ma non per importanza, giocano un ruolo fondamentale gli acidi grassi della serie omega3/6, in particolare quelli omega 3 provenienti da olio di pesce. La supplementazione di questi nutraceutici può agevolare moltissimo il mantenimento e dove occorre il ripristino di una equilibrata flora batterica sia intestinale che cutanea.

Piccoli consigli pratici per fronteggiare la disbiosi cutanea

Fermo restando che il consiglio più importante è quello di valutare un piano terapeutico adeguato e cucito su misura per il problema del tuo pet insieme al suo veterinario curante, ci sono alcune strategie che possono essere messe in atto anche solo per prevenire la disbiosi cutanea, o trattare forme lievi in attesa della visita col veterinario di fiducia.

Per esempio la supplementazione con alcuni acidi grassi come OMEGA 3 EFA CEMON, può contribuire con il loro effetto antinfiammatorio e di protezione della parete cellulare, agevolando perfino la remissione di sintomi cutanei su base allergica o carenziale.

Se il tuo amico con la coda presenta già disbiosi e infiammazione cutanea, puoi detergere la sua cute con GYNE Lavanda, una lavanda intima formulata per sfiammare delicatamente e che può’ essere utilizzata su aree cutanee infiammate anche moto vaste. La sua composizione a base alcune piante dalle spiccate proprietà lenitive e cicatrizzanti come calendula, malva, camomilla, propoli ed altre, può agevolare il ripristino della salute cutanea. In caso di prurito poi se si vuole evitare la somministrazione di farmaci che possono anche danneggiare ulteriormente il microbioma intestinale, si può ricorrere al RIBES NERO FEE, prezioso fitoembrioestratto dalle spiccate proprietà antinfiammatorie paragonabili a quelle del cortisone, senza però averne gli effetti collaterali.

Affidarsi quindi ai consigli di un veterinario esperto in medicine non convenzionali e ad un veterinario esperto in nutrizione clinica potrà aiutare il tuo amico a quattro zampe a mantenere in salute la sua cute ed anche il suo intestino.

BIBLIOGRAFIA

Ellis SR, Nguyen M, Vaughn AR et al. The Skin and Gut Microbiome and Its Role in Common Dermatologic Conditions. Microorganisms 2019, 7, 550; doi:10.3390/microorganisms7110550.

Pilla R and Suchodolski JS. The gut microbiome of dogs and cats, and the influence of diet. VetClin Small Anim 51 (2021) 605–621.

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