Dott. Rinaldo Octavio Vargas

La questione etica inerente alla scelta della collocazione dell’uomo nel mondo (seconda)

La questione etica inerente alla scelta della collocazione dell’uomo nel mondo (seconda)

Vai alla prima parte dell'articolo Nell’interpretazione di Warburton, sebbene costituisca un cliché enunciare che Internet abbia trasformato ...
La questione etica inerente alla scelta della collocazione dell’uomo nel mondo (prima parte)

La questione etica inerente alla scelta della collocazione dell’uomo nel mondo (prima parte)

Semplificando brutalmente l’irriducibile complessità della questione, si potrebbe supporre che, da una parte, la posizione creazionista e, ...
Potrebbero e dovrebbero trarsi lezioni dalle pandemie se venissero valutate con saggezza?

Potrebbero e dovrebbero trarsi lezioni dalle pandemie se venissero valutate con saggezza?

Tratto da BIO - MEDICINA COSTRUZIONE SOCIALE NELLA POST-MODERNITÀ - ANNO X - NUMERO 38 - GIUGNO 2021  Le pandemie contestualizzate nella storia ...
Con quale criterio si distingue la scienza dalla non-scienza?

Con quale criterio si distingue la scienza dalla non-scienza?

Se il terreno dell’indagine scientifica è mutevole … Nel precedente contributo del trimestrale BIO Medicina Costruzione Sociale nella ...
Il terreno mutevole dell’indagine scientifica in fisica quantistica

Il terreno mutevole dell’indagine scientifica in fisica quantistica

Il 25 marzo scorso la University of Chicago Press pubblicava l’ultimo libro del fisico e storico della scienza David Kaiser, apparso sotto il titolo Quantun Legacies: Dispatches from an Uncertain World. Un vero e proprio bollettino dal campo di battaglia di un mondo incerto.

Rinaldo Octavio Vargas, 66 anni, sociologo. Direttore responsabile di BIO Educational Papers Medicina Costruzione Sociale nella Post-Modernità Retroscena
La mia visione del mondo e, per tanto, quanto faccio, sono pervasi dalle idee che rinunciano alle assunzioni di linearità e agli interventi metafisici nell’indagine dei sistemi dinamici. Penso addirittura che l’autopoiesi comprenda transizioni e caos. Si direbbe, allora, che mi riconosco nei paradigmi della complessità e dell’evoluzione. Da queste posizioni collaboro nella divulgazione di idee circa la complessità di ciò che siamo e del mondo a cui apparteniamo. Lo faccio con la speranza che tali idee contribuiscano a ridimensionare la presunzione del credo in una realtà semplice corredata da una verità. Penso che vivremmo meglio se, come popolazioni, potessimo riorganizzarci riconoscendo, umilmente, che siamo solo sapiens che conversano circa le loro osservazioni locali. Il mio curriculum, spero non deludervi, piuttosto che un elenco di posizioni occupate, costituisce solo un percorso di tentativi di sviluppare una qualche consapevolezza della mia esistenza sociale di fronte all’altro e agli orizzonti di senso e non senso in cui capito. Sono debitore a tutti i pensatori e studiosi che hanno fatto tramontare (prima e dopo la caduta di Nietzsche a Torino) le certezze della modernità. Mia è soltanto la furbizia di ricopiarli e disporli congiuntamente negli incisi che caratterizzano la mia scrittura. Ah, sì, mi piace parecchio cucinare ed imbandire – e certamente il buon vino.