Enneatipo 6 sociale Veratrum album

7 Maggio, 2024
Tempo di lettura: 2 minuti

Il sottotipo sociale del tipo 6 sopporta e contrasta la paura sottoponendosi alle regole del gioco. “La paura si è trasformata in senso del dovere”. Esorcizza i suoi dubbi nella sottomissione a delle regole che vengano dall’esterno. Convivono perciò in lui rettitudine e lealtà, ma anche fanatismo e dogmatismo. Ha paura della pazzia, ma finisce per vivere ai confini della follia. Vuole ma teme l’autorità, si propone come consigliere del principe, in questo caso potendo diventare anche fraudolento e manipolatore. Un po’ Don Chisciotte, un po’ Iago. È un carattere analitico, riflessivo, normativo, ma anche intollerante.

Il tratto principale del carattere di Veratrum album è, secondo Philip Bailey (Psicologia omeopatica), il dogmatismo. La sua rigidezza lo rende sicuro di sé e fin quasi arrogante. Ma questo suo atteggiamento cela uno stato di angoscia e di paura, che può tradursi in uno stato maniaco-depressivo spesso a sfondo religioso. È ansioso circa la sua salvezza, cerca una via spirituale che lo salvi dal male. Può manifestarsi un atteggiamento paranoico o si può instaurare un disturbo ossessivo-compulsivo.

“Un buon esempio dell’aspetto di un Veratrum album appartiene a David Koresh, quel fanatico predicatore ora defunto che morì con molti dei suoi seguaci a Waco, nel Texas, quando ordinò loro di incendiare la comunità”.

Una severa educazione spinge questo carattere alla costante ricerca di una meta, di ordine e certezza, un’ansia di assoluto. Come, suggerisce Claudio Naranjo, lo scrittore argentino Ernesto Sabato questo assoluto lo ha cercato nella scienza, poi nel comunismo, poi nell’arte stessa, finalmente forse in se stesso. In una tensione in cui sempre la paura interferisce con il godimento, il dovere con il piacere.

Può essere l’idealismo e poi il fanatismo zelante di Strelnikov, il marito di Lara nel Dottor Zivago: prima ragazzo modello e timido, poi rivoluzionario, infine cinico e sanguinario bolscevico.

Il personaggio di Strelnikov nel Dottor Zivago

La guarigione di questo carattere rigido, seppure ben intenzionato, avviene attraverso la scoperta di una maggiore spontaneità. Come Walter, il protagonista del film L’ospite inatteso di Tom McCarthy, una persona severa ed attenta alle regole, ma anche fondamentalmente annoiata dalla sua attività che esercita con rigida monotonia. Fingo ma non faccio, dice in un momento di autenticità. L’incontro fortuito con un immigrato illegale siriano, che gli insegna a suonare il tamburo, lo cambierà. Così gli dice questo suo ospite inatteso: “Tu sei un uomo molto intelligente, però con il tamburo è importante non pensare per non perdersi”.  

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