Allattamento al seno

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Su poche cose riusciamo ad essere tutti d’accordo come lo siamo sull’importanza dell’allattamento al seno. Su questo le più svariate comunità scientifiche sono d’accordo che l’allattamento al seno è un passaggio fondamentale e imprescindibile per la buona salute del neonato e della sua crescita. Ma d’altra parte come potrebbe essere diverso, non bisogna essere un esperto per comprendere, e sperimentare la profonda importanza di questo gesto capace di riconnettere la mamma ed il bambino con gli stati più profondi dell’essere. Lascia quasi basiti sentire per radio spot pubblicitari che promuovono l’accettazione pubblica di questa pratica naturale, eppure se ne è sentito il bisogno per abbattere qualche assurda ed anacronistica resistenza culturale (parola forse usata a sproposito).

L’Organizzazione Mondiale della Sanita (OMS) sottolinea l’importanza dell’allattamento al seno e raccomanda alle mamme di utilizzarlo in maniera esclusiva, se non sussistono ragioni che lo impediscano, per i primi 6 mesi di vita del neonato, per poi alternarlo con cibi solidi e mantenerlo anche fino al secondo anno di vita. I vantaggi sono svariati, sia di ordine pratico, dove il latte è sempre disponibile, sempre alla giusta temperatura, e permette un sistema alimentare a richiesta del neonato; ma i vantaggi vanno di gran lunga oltre i benefici nutrizionali. Il latte materno è l’alimento che meglio di tutti contribuisce a proteggere il bambino da eventuali infezioni, favorisce e stimola i sistemi fisiologici sia della mamma che del bambino.

Il recente provvedimento contenuto all’interno della manovra di bilancio, che prevede un bonus di 400 euro per l’acquisto di latte artificiale ha incontrato la ferma opposizione della Sin (Società Italiana di Neonatologia). “Prevedere un aiuto economico isolato non a sostegno dell’allattamento materno, ma solamente a favore di quello in formula, rischia di essere controproducente, supportando un’alimentazione i cui effetti benefici non possono essere paragonati a quelli del latte materno.  Sono davvero pochissime le controindicazioni all’allattamento materno, che spesso viene interrotto non perché legato a una specifica patologia, bensì per la presenza di difficoltà che potrebbero essere facilmente superate, aiutando ed informando le mamme durante questo delicato momento”.  Non ultime vengono indicate le cause di impegni lavorativi delle neo-mamme, che potrebbero essere superati con un “prolungamento del congedo di maternità fino a sei mesi, per garantire concretamente alle mamme lavoratrici di allattare i loro bambini per il periodo minimo consigliato e più in generale risorse finanziare a sostegno della genitorialità”.

A tale proposito infatti, se l’allattamento al seno è quello da preferire per l’alimentazione del bambino, sono numerosi i benefici che questa pratica porta alla donna in allattamento. Immediatamente dopo la nascita il contatto fisico della mamma con il neonato favorisce la produzione di latte e contribuisce a prolungare il periodo di allattamento; favorisce l’adattamento del tratto gastro-intestinale alla nuova esigenza del corpo della mamma durante tutto il periodo di allattamento; favorisce una rapida involuzione uterina e riduce drasticamente l’insorgenza di emorragie. L’allattamento contribuisce a riequilibrare il metabolismo e favorisce il recupero del peso pre-gravidanza e ad abbassare il rischio di insorgenza di patologie cardiovascolari e il diabete di tipo II.

Ma i benefici per la mamma sono non solo di ordine squisitamente fisiologico, ma questa pratica così intima permette alla mamma anche di regolare in maniera efficace il livello di stress, che non manca mai dopo un evento così importante, infatti durante ogni poppata la pressione sanguigna della mamma si abbassa, così come i livelli di cortisolo, anch’essi tendono ad elevarsi nei periodi di stress e fatica. Molti sono gli studi a sostegno di queste tesi, ma oltre agli indubbi benefici sulla salute di mamma e bambino rimane estremamente importante la gestualità, la ritualità e il tempo condiviso che questi due individui continuano a sperimentare anche dopo il lungo periodo vissuto in profonda simbiosi, imparando ad interpretare ruoli nuovi, in spazi vitali diversi via via sempre più autonomi, in quella dinamica perfetta del disegno della vita per la vita.

 

Ricerche e studi:

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/17764214

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20036378

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