Dott.ssa Virginia Paribello

Disturbi del sonno : l’insonnia di Ines

Tempo di lettura: 8 minuti

Per arrivare all’alba non c’è altra via che attraversare la notte

Kahlil Gibran

Sempre più frequentemente ho richieste di consigli e di intervento per alleviare i disturbi del sonno.   Tra chi lamenta difficoltà ad addormentarsi appena si mette a letto, chi ha frequenti risvegli che gli causano un sonno non ristoratore, chi si sveglia di soprassalto tra incubi e paure, chi ha risvegli mattutini precoci e non dorme più. Richieste già molto presenti in farmacia, ma sono aumentate sensibilmente dall’inizio dell’emergenza Covid-19 ad oggi. 

Come confermato dallo studio italiano, Front. Psychol., 09 November 2020/ che trovi qui,  più del 50% degli italiani oggi soffre di disturbi del sonno, anche i più giovani, compresi i bambini. 

Insonnia e emergenza Covid-19

Le chiusure, la separazione sociale, la mancanza di informazioni sufficienti e rilevanti, l’incertezza nel futuro, la paura di infettarsi e di diffondere l’infezione, l’isolamento in caso di infezione, la perdita di amici e parenti, le preoccupazioni legate ai vaccini e l’uso del Green Pass hanno prodotto un mix di emozioni negative come noia, frustrazione e rabbia creando l’ulteriore disagio di toglierci il sonno. 

Insonnia e corretti stili di vita

Inoltre, i drastici cambiamenti nelle nostre attività quotidiane, come l’attività fisica all’aperto, il contatto fisico con gli altri, le differenti modalità di lavoro hanno anche portato ad una ridotta esposizione alla luce solare, essenziale per sincronizzare il nostro orologio biologico circadiano e per regolare il ciclo veglia/sonno, a danno anche dell’umore. Oggi ci troviamo a fare i conti con queste scomode eredità, come è successo ad Ines.

Ines e il disagio della perdita

Ines è arriva in farmacia di sera un po’ per caso. Era l’unica farmacia ancora aperta quel giorno. A posteriori sento di poterlo definire un incontro sincronico il nostro. Noto da subito il suo aspetto delicato e malinconico. Mi fa richiesta di un prodotto che l’aiuti a dormire. Le chiedo quindi della qualità del suo sonno e mi riferisce di avere un forte desiderio di dormire ma di non riuscire a chiudere occhio tutta la notte. 

Mi dice anche che nelle settimane precedenti dormiva qualche ora per notte, ma da 2/3 giorni non dorme per niente: si mette a letto, per un po’ si rigira nel letto in cerca di una posizione che puntualmente non trova, per cui nervosa si alza e gira per casa, mantenendo una mente vigile fino al mattino. Da una decina di giorni però assume valeriana in compresse per dormire, ma senza grandi risultati. 

Sospira mentre parla, lo noto nonostante la mascherina. Le chiedo  se il suo sonno è sempre stato problematico. Mi dice in modo semplice e diretto: ‘prima dormivo senza difficoltà, ma da circa due mesi, più o meno dalla morte di papà di Covid tutto è cambiato’.

Istintivamente e incautamente mi sono ritrovata a dirle ‘…immagino le manchi molto il suo papà’.  Così mi freno sorpresa dalla mia esternazione, mentre Ines mi risponde poco dopo, con voce calma e dimessa:  

‘Dottoressa non credo sia questo il motivo. Del resto, non può certo mancarmi qualcuno che non ha mai avuto voglia di conoscermi davvero e che forse neanche io ho conosciuto bene’. 

Non le chiedo altro e le consiglio di assumere Ignatia Amara, certa che possa farle bene. Le spiego come assumere il rimedio e le indico alcuni cibi da evitare.  Così, scelto il rimedio, mi fermo ancora qualche minuto con lei per chiederle come trascorre queste ore da insonne. Ines mi guarda, sorpresa e meravigliata, e mi chiede ‘scusi, in che senso dottoressa?’. 

‘In attesa che sopraggiunga il sonno, vigile e in piedi per casa, potrebbe utilizzare questo tempo in cose che le piacciono chessò leggere un libro, ascoltare musica, vedere un bel film… utilizzare insomma questo tempo per lei, come più le piace’. Questa è una cosa che dico spesso a tutti gli insonni che incontro, cronici e non. Ines se ne va perplessa e senza rispondermi, in verità.

Passano tre settimane e Ines ritorna in farmacia. Visibilmente più rilassata, si mette in fila verso di me. Arrivata al banco mi saluta e mi dice di aver recuperato qualche ora di sonno, di aver seguito il mio bizzarro consiglio e aveva cominciato a leggere di notte, di sentirsi meglio, meno agitata, ma che era in farmacia per mostrarmi le sue analisi e alcuni valori alterati. Le analisi mostrano una lieve alterazione della funzionalità tiroidea, una carenza importante di VitD e poco altro. Mi chiede di consigliarle ancora qualcosa di naturale, ma a quel punto le spiego l’importanza di farsi seguire da un medico, se lo desidera un medico omeopata, perché per il suo benessere è il caso di intraprendere un percorso con approccio mirato e unitario. 

La cura per l’insonnia di Ines

Ines ha scelto ormai da tempo di farsi seguire da un omeopata, ha recuperato pienamente il sonno, dovendo purtroppo rinunciare alle sue appassionanti letture notturne. Nel tempo l’ho vista rifiorire, come le dico sempre, crescendo in un cammino di consapevolezza di sé, anche nel prendersi cura del suo corpo. È venuta in agosto per acquistare diversi prodotti per le vacanze. Come meta ha scelto il paesino siciliano di cui era originario il suo papà, per conoscere i suoi cugini e ritornare alle origini. Ci siamo salutate promettendomi un souvenir tipico, che rientrata dalle ferie mi ha consegnato, raccontandomi degli incontri fatti, tra quelli più speciali quello con il suo papà.  

Non esistono malattie, ma malati, ciascuno con la propria individualità somatica, umorale e psicologica

L’insonnia è un disturbo disturbo del sonno legato non solo al numero di ore di sonno ma soprattutto da un sonno discontinuo e insoddisfacente. Le ore di veglia possono essere aggravate da ridotta efficienza psicofisica, sonnolenza, alterazioni dell’umore, nervosismo e insoddisfazione. Come tutte le situazioni morbose di tipo cronico è fondamentale identificare le cause dell’insonnia, con un medico, con un omeopata, per definire prognosi, terapia e cura. Diversamente nell’insonnia transitoria, saltuaria ed episodica, il trattamento omeopatico può essere rapido e risolutivo. I rimedi saranno tanto più efficaci quanto più corrispondono alle modalità con cui questo disturbo si presenta in tutte le sue manifestazioni. 

 Rimedi per l’insonnia in Medicina Omeopatica

Ignatia Amara, come abbiamo visto con Ines, è utile quando l’insonnia è causata da shock o stress emozionali e affettivi, come separazioni improvvise e lutti inattesi. La persona è affaticata, lunatica e di malumore. Sbadiglia e sospira frequentemente. Nel sonno manifesta spasmi agli arti. I sogni liberano rabbia repressa e tensioni accumulate. 

Coffea cruda è indicata quando il paziente è apparentemente calmo, ma in uno stato di ipersensibilità sensoriale e mentale. La mente è sveglia, il pensiero corre sugli eventi della giornata e quella a seguire. Il sonno è più volte interrotto nell’arco della nottata e non è mai ristoratore. È indicata nell’insonnia transitoria con euforia, solitamente in seguito a buone notizie. 

Arnica montana è il rimedio omeopatico ideale per l’insonnia che segue a un superlavoro fisico con affaticamento muscolare. Caratteristiche importanti per la scelta di questo rimedio sono anche la sensazione di indolenzimento muscolare e un’evidente scomodità del letto, legata alla percezione di estrema durezza del materasso. 

Nux vomica è indicato in tutti i tipi di insonnia che affliggono persone irritabili, stressate, con vite molto ricche di impegni, intolleranti ai rumori, che fanno abuso di sostanze stimolanti, abuso di caffè e fumo, solitamente dispeptici. Insonnia da sospensione di psicofarmaci, da eccessi alimentari. Caratteristico il risveglio nella notte, con sovrabbondanza di preoccupazioni e pensieri alla giornata che sopraggiunge non riuscendo più ad addormentarsi oppure per chi si sveglia più volte nella notte alzandosi al mattino irritato e arrabbiato per non aver chiuso occhio. 

Gelsemium sempervirens è un rimedio per lo stato ansioso che causa insonnia prima di una scadenza importante, un esame o un colloquio di lavoro. La difficoltà a prendere sonno è accompagnata da contrazioni muscolari, spasmi, tensione e rigidità di tutto il corpo e quando le preoccupazioni quotidiane, soprattutto in ambito lavorativo, eccitano la mente. Tipica insonnia da brutta notizia, per il da farsi, per il non sentirsi all’altezza. È il rimedio degli studenti, per esami, concorsi o prove da sostenere. 

Cocculus indicus è il rimedio della perdita del sonno, come accade alle madri quando devono allattare il proprio bambino nella notte oppure a chi assiste gli ammalati. 

Tutti questi rimedi vanno assunti un’ora prima di dormire ed eventualmente ripetuti se il sonno tarda ad arrivare o se sopraggiunge un risveglio.  

Rimedi per l’insonnia: i fitoembrioestratti

Il Tiglio appartiene alla famiglia delle Tiliacee, che conta più di 300 specie oltre i tigli.

Nella mitologia germanica è l’albero consacrato a Frija, dea dell’amore. 

Nella mitologia è quindi il simbolo dell’amore coniugale eterno. Per i Celti è l’albero della verità, della clemenza e della conciliazione. A livello fisico è la pianta ideale per i soggetti nervosi che sviluppano regolarmente stati flogistici gastro-intestinali perché agisce sia sul primo cervello, cioè sul SNC, che sull’apparato digerente, chiamato secondo cervello. Il tiglio tonifica e calma allo stesso tempo, armonizza il sistema nervoso. Utile nei casi di esaurimento nervoso, lenisce i disturbi del sonno, con effetto sedativo e leggermente ipnotico, contrasta i risvegli notturni. Utile nell’ansia di anticipazione. Migliora le infiammazioni croniche del colon con il Noce e dello stomaco con il Fico. Il tiglio è da consigliare ovunque ci sia una componente nervosa alla base. 

Regole per l’assunzione: 7 gocce 2-3 volte al giorno in poca acqua lontano dai pasti.

Il Fico appartiene alla famiglia delle Moracee, il cui membro più noto è il Gelso bianco, per il suo utilizzo nell’allevamento del baco da sera. Il fico è distrutto dal freddo invernale e rinasce sempre dal suo ceppo in primavera. È molto energetico (il più Yin) e ha un forte potere antistress. Simbolo di fertilità, pur non avendo valenza terapeutica in tal senso. Il fico favorisce la digestione a livello gastrico, sia che si tratti di una digestione fisica o mentale, aiutando ad assimilare gli eventi della vita che, talvolta, sono difficili da digerire. Questa è una delle indicazioni principali di questo fitoembrioestratto. È un antistress che cura l’insonnia da addormentamento, nelle nevralgie facciali e ripristina l’equilibrio neuro-sensoriale nei soggetti iperattivi. È una pianta fondamentale nella disbiosi intestinale (anomalia della flora intestinale), con alterazione della permeabilità intestinale. A livello biologico contribuisce a diminuire leggermente  il colesterolo e migliora l’assimilazione del ferro. 

Regole per l’assunzione: 7 gocce 2-3 volte al giorno in poca acqua lontano dai pasti.

Sono disponibili diversi complessi sinergici nei quali le piante sono messe a macerare insieme, non per una semplice somma dell’una con l’altra, ma creando un vero e proprio potenziamento, come per il complesso Tiglio-Biancospino-Fico che aiuta ad acquisire distanza rispetto gli eventi quotidiani, senza lasciarsene sopraffare. È sempre il tiglio, la pianta ad azione neurologica a governare il complesso, agendo sull’insonnia da iperideazione e su ansia da anticipazione. Il biancospino favorisce il rilassamento e contrasta i sovraccarichi emozionali, spesso associato a palpitazioni. Il fico completa la triade favorendo la digestione delle situazioni difficili. 

Regole per l’assunzione: 10 gocce, in poca acqua, mezz’ora prima del riposo notturno. 

La scelta dei Fitoembrioestratti va comunque integrata nel trattamento personalizzato e globale del paziente. 

Rimedi per l’insonnia: Ologoterapia Catalitica

In concomitanza con i disturbi del sonno si osserva spesso anche una carenza di magnesio, un minerale importante per i nervi. Anche chi la notte viene svegliato da crampi muscolari può assumere magnesio, che ha un effetto distensivo e rilassante sulla muscolatura. A dosaggio catalitico il magnesio agisce come bio-catalizzatore per cui svolge un ruolo fondamentale nella regolazione dell’eccitabilità neuro-muscolare, nella produzione e trasporto di energia. Riduce la secrezione di adrenalina e le conseguenze che essa provoca a livello del cervello, del cuore, dei muscoli e dell’apparato digerente. Ulteriori trattamenti catalitici possibili:

Il Manganese, Mn è indicato nell’insonnia con euforia serale e difficoltà a prendere sonno

Manganese-Cobalto, Mn-Co per insonnia da stress, accompagnata da palpitazioni, dispnea, sospiri. 

Rame-Oro-Argento, Cu-Au-Ag è indicato nei disturbi del sonno caratterizzati da incubi, risvegli notturni, e risvegli mattutini precoci. 

Regole per l’assunzione: una fiala al giorno non diluita negli adulti, mezza dose nei bambini, lontano dai pasti oppure 10 minuti prima dei pasti, tenendo il contenuto in bocca per 30 secondi, prima di deglutire. L’oligoterapia catalitica può essere associata ad altre terapie.

Alla ricerca del sonno perduto

Come è chiaro non esiste il rimedio omeopatico per l’insonnia, esiste invece il trattamento omeopatico del paziente che soffre di insonnia, diverso a seconda delle motivazioni, del diverso sentire di ciascun paziente, che può generare altri disturbi psichici e somatici. È sempre necessario per procedere alla selezione del rimedio l’individuazione della totalità dei sintomi a partire dalle sensazioni più profonde e dalle reazioni che queste causano nel mondo esterno del paziente. Solo così si potrà definire la scelta del rimedio per ciascun paziente, per aiutarli a ritrovare il piacere di un fisiologico riposo notturno, contrastando gli effetti di un vivere spesso troppo frenetico.

Ringrazio Ines per avermi consentito di raccontare a grandi linee il suo caso. Auguro a tutti i potenziali Ines di trovare presto la strada giusta per la loro guarigione.

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