A cura di Sabrina Ranieri - Tempi di lettura 6. min

Allergie e Psicosomatica

Tempo di lettura: 5 minuti

L’allergia è un’alterata risposta del sistema immunitario che si attiva quando l’organismo viene a contatto con una o più sostanze dell’ambiente esterno, chiamate antigeni (per esempio: polline, polveri, peli di animali, alimenti, composti chimici, metalli, farmaci ecc.), che non creano nessun disturbo alla maggior parte degli altri individui. L’organismo dell’allergico riconosce in tali sostanze estranee un pericolo per la propria integrità e le combatte producendo anticorpi in modo abnorme e dando vita a sintomi, principalmente di tipo cutaneo (orticaria, pomfi), respiratorio (asma, rinite), oculare (congiuntivite) e intestinale.

Cosa dice la psicosomatica

Il termine allergia è formato da due parole greche: allos (altro, differente) e ergos (azione) e letteralmente significa “altro modo di reagire”.

L’allergia esprime il tentativo inconscio di “non far entrare” nella propria sfera elementi in contrasto con la nostra natura, sentiti come pericolosi e perturbanti, al fine di proteggere la propria identità. Davanti a tali circostanze ci si può ritrovare tentennanti o ambivalenti così che il nostro sistema immunitario, che rappresenta fisiologicamente il guardiano di ciò che siamo veramente, si inalbera e mette in atto una sorta di guerra difensiva verso ciò che non ci appartiene o rispetto a situazioni che ci impongano una profonda presa di coscienza ed esplorazione del proprio intimo.

 L’attacco allergico rappresenta qualcosa da cui vogliamo fuggire.

Ci sono infatti ambiti relazionali e incontri con l’esterno verso i quali il soggetto allergico è ipersensibile, si sente vulnerabile e si pone quindi in modo difensivo ed evitante. Le parti del corpo più frequentemente coinvolte in questa reazione sono le mucose nasali, gli occhi, i bronchi e la pelle. Questi tessuti diventano ipersensibili e quindi reagiscono agli stimoli in modo esagerato, inappropriato e dannoso.

Quali parti del corpo sono collegate ai sintomi:
– congiuntiviti o allergie a livello oculare;
– riniti, cioè raffreddori allergici caratterizzati da una secrezione abbondante;
– asma, che nella sua forma più grave crea una difficoltà progressiva a respirare;
– la febbre da fieno, che agisce in forma meno grave a carico della mucosa nasale, degli occhi e dei bronchi;
– l’orticaria a carico della pelle, con prurito ed eczemi.

Nel linguaggio olistico, nel quale tutto è collegato ed il sintomo è solo l’effetto di un processo che inizia dentro di noi nella parte più profonda, ogni parte interessata ci offre spiegazioni differenti.

Occhi

Gli occhi sono collegati al senso di libertà, al potersi mostrare per quello che siamo veramente. Sintomi che si presentano in quest’area mostrano un senso di prigionia, di non sentirsi liberi nel vivere la vita che vogliamo e per questo ci impediamo di vedere correttamente, siamo irritati nel vedere la nostra realtà. Congiuntiviti o allergie agli occhi esprimono, dunque, questa tensione interiore e prendono lo spunto da sostanze esterne per manifestare compiutamente il messaggio.

Rinite

La rinite invece parla di insicurezza o addirittura di paura. Quindi significa che la persona sta avendo un attacco di insicurezza, sta vivendo qualche aspetto della sua vita con paura. Gli aspetti che ci danno principalmente sicurezza sono rappresentati dalla casa, il lavoro o il denaro: ciò significa che stiamo vivendo delle tensioni e delle insicurezze probabilmente correlate con il lavoro, con il denaro (magari abbiamo una percezione di mancanza) oppure con la propria casa o la famiglia, la percezione di essere invasi, aggrediti o che la famiglia non ci sostiene o non ci protegge.

Asma

L’asma è correlata alla sfera affettiva: il far entrare l’aria o la difficoltà nel farlo nella lettura metaforica riguarda il far entrare l’energia e l’amore. Quindi un asmatico, di fondo, fa fatica a far entrare l’amore, ad accettarlo, come se non si sentisse degno o pensasse di non meritarlo. Potrebbe anche sentirsi sommerso e soffocato dall’amore, qualora ce ne fosse tanto, troppo, nella sua percezione. Potrebbe, altresì, avvertire delle difficoltà nell’esprimerlo, ma questo accade in una minoranza di casi.

Febbre da fieno

La febbre da fieno mette assieme tutti e tre i casi precedenti in un mix ben preciso: potremmo leggerlo come una difficoltà a ricevere amore, come esserne soffocato e questo potrebbe generare un’insicurezza e una mancanza di libertà. Tuttavia potremmo modificare l’ordine dei fattori senza che il risultato cambi di molto e leggerlo come un’insicurezza nella sfera affettiva: il partner non viene percepito come affidabile, oppure genitori percepiti come invasori del proprio territorio.

Orticaria

L’orticaria esprime un eccesso di controllo, ovvero la tendenza a mantenere il più possibile tutto sotto la propria egida: in questo modo si ha l’illusione che tutto possa funzionare per il meglio e di sentirsi al sicuro. Ulteriori dati si possono ottenere individuando il punto nel quale si verifica l’orticaria: ad esempio, se appare sul petto allora questo eccesso di controllo è collegato con la sfera affettiva, il dare e/o ricevere amore.

Latticini

Nella lettura delle allergie spiccano poi quelle relative a latte, latticini ed i suoi derivati, frumento ed in particolare per le persone celiache. In questo caso l’allergia potrebbe essere relativa alla figura materna, con cui c’è o c’è stata una tensione o un conflitto, o la percezione di una mancanza d’amore, di sostegno.

Atopia

L’atopia e l’aumento delle malattie allergiche hanno subito un drastico aumento nel corso degli ultimi 30 anni, specialmente nelle società occidentali tanto da rendere il termine atopia sempre più comune tra gli addetti ai lavori, specie tra i pediatri.

Tale termine deriva dal greco
ἀτοπία =fuori posto, speciale, insolito

Una ricerca pubblicata sulla rivista medica The Lancet, confermata da uno studio in 5 stati europei di 6.630 bambini di età compresa tra 5 e 13 anni, ha evidenziato una riduzione statisticamente significativa del rischio di rinocongiuntivite, eczema atopico e sensibilizzazione allergica, in popolazioni con stile di vita antroposofico, ovvero di “conoscenza dell’uomo” e dell’ambiente in cui vive, studio che merita una riflessione rispetto a quanto possano incidere sulla nostra salute psico fisica qualità di vita, scelte e rapporto con la nostra l’interiorità.

La stagione delle allergie

Anche tra le manifestazioni allergiche ed il periodo nel quale si manifestano c’è una correlazione: in genere è la primavera che ci espone di più, frequente è incontrare persone con il fazzoletto in mano e gli occhi gonfi. In questa stagione fiorisce di tutto: i fiori, ma anche gli amori. Inoltre c’è un altro aspetto non trascurabile: facendo caldo, gli abiti sono più freschi e leggeri ed il corpo tende ad esporsi di più, cioè ci si spoglia e ci si mostra maggiormente. L’argomento relazioni è un tasto delicato e, per alcuni, dolente per vari motivi: esperienze pregresse dolorose, oppure difficoltà nell’aprirsi agli altri, insicurezza.

Allergie e “pene d’amore”

I nuclei originari di queste problematiche, quando la componente genetica dell’allergia non è in primo piano, sono molto antichi: riguardano l’adolescenza e soprattutto la prima infanzia o talora la vita neonatale ed embrionale. Non sono costituiti da specifici traumi ma piuttosto da “atmosfere” pericolose e sofferte: potrebbero essere stati rimossi dalla coscienza fin da piccoli e si sarebbero radicati nel corpo, dove trovano espressione attraverso questa iper-reattività immunitaria.

Da sottolineare inoltre come il collegamento simbolico possa derivare dall’ inconscio collettivo e non dalla storia personale. Nell’allergia da contatto da farmaci, ad esempio, appare evidente una crescente avversione per l’artificiale e il sintetico che dominano la nostra epoca.

Terapia delle allergie

Può esserci una soluzione?
La soluzione alle allergie, dunque, passa attraverso un maggior senso di sicurezza, di apertura verso il mondo e gli altri prendendo la vita in modo  più leggero ma consapevole.
La soluzione allopatica alle allergie, o anche alle più blande intolleranze, passa attraverso una prevenzione – banalmente evitare di esporsi alla sostanza di cui si è allergici – o ad una vaccinazione specifica.

Seguendo altre strade, alcuni influenti omeopati ritengono che queste manifestazioni siano frutto di un’intossicazione del corpo, cioè certe sostanze siano presenti in quantità molto superiore alla tollerabilità creando, appunto, intolleranze. Pertanto la prima cosa da fare è una disintossicazione in generale, ed in particolare dalla sostanza a cui si reagisce, o da certi cibi portatori della sostanza in eccesso per reintrodurla, in dose blanda, successivamente in modo graduale. Ed infine, constatando l’esistenza di una correlazione tra una reazione del corpo ed uno stato di coscienza interiore, la soluzione ad allergie ed intolleranze passa attraverso un percorso specifico atto a superare certi disagi interiori al fine di riacquistare un nuovo e migliore equilibrio.

Premesso che, come per tutte le patologie, è sempre opportuno il parere di un medico, si può affiancare alla terapia tradizionale o naturale l’utilizzo dei fiori di Bach di aiuto nell’armonizzare l’aspetto emotivo, ansioso, irritante, prima ancora di quello fisico.

Due fiori molto utili per chi soffre di allergia sono:

Beech, per gli aspetti di intolleranza, e ipersensibilità che impediscono di guardarsi dentro con il risultato di proiettare tutto verso l’esterno, quindi negli altri;

Chicory per il tema del soffocamento da eccesso ed autocompatimento  per attirare attenzione.

Ne emergono comunque altri considerando i diversi vissuti emotivo esistenziali dell’individuo.

 

“Un’autentica armonia dell’Anima può essere provata solo là dove nell’ambiente, in forme figure e colori, si rispecchia ai sensi umani ciò che l’Anima riconosce come i propri più degni pensieri sentimenti ed impulsi.”

Rudolf Steiner

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