A cura di Ilaria Micheli Tempo di lettura 6 min.

Il contatto con la natura ci rende sani

Ora lo sappiamo quanto può mancarci la natura, ora che siamo reduci da un isolamento lungo più di due mesi, in cui siamo stati obbligati da un virus a restare confinati nelle nostre case, abbiamo sperimentato sulla nostra pelle le conseguenze negative del mancato contatto con la natura.

Il forzato isolamento

Chi abita in appartamenti di città, senza un giardino privato ha fatto carte false portando a passeggio cani immaginari, inventandosi una borsa di rifiuti da gettare nel cassonetto, pur di fare due passi all’aria aperta e scaricare le proprie tensioni psicologiche e per rimettere in moto gambe gonfie e pesanti. Abbiamo capito che, se si può morire a causa di un virus, il nostro benessere psico-fisico può essere seriamente compromesso, fino ad ammalarsi, se per un periodo prolungato rimaniamo privati della nostra libertà di muoverci, di camminare all’aria aperta, di respirare aria buona.

I risultati preliminari di uno studio pubblicato sulla rivista Psychiatry Research (“The Psychiatric impact of the novel coronavirus outbreak”, 28 Aprile 2020) hanno dimostrato che un mese di lockdown può compromettere la salute mentale e fisica delle persone costrette a casa. Queste condizioni possono determinare sensazioni di smarrimento, peggioramento del tono dell’umore, agitazione e riduzione del sonno, irrequietezza generale. Tutto questo senza distinzione di età, ceto sociale e condizioni economiche. Ma ancora adesso vengono studiati dai ricercatori in Italia ed in tutto il mondo gli effetti dell’isolamento sulla salute umana.

Se prima ci dimenticavamo spesso di vivere a contatto con la natura, presi dai doveri quotidiani e dalle responsabilità, ora memori dell’esperienza della mancanza, vediamo prati, boschi, sentieri di montagna, fiumi, laghi… sempre più gremiti di persone che non si lasciano più scappare l’occasione di evadere e ricorrere alla natura come antidoto anti-stress!

Il benefico contatto con la natura è confermato da studi scientifici

Vivere a contatto con la natura fa bene a corpo, mente e spirito e la scienza lo conferma. Una ricerca condotta presso l’università di Rochester e pubblicata nel Giugno 2010 nel Journal of Enviromental Psicology  ha evidenziato che chi trascorre più tempo a contatto con la natura ha un maggior senso di vitalità, si sente più energico e inoltre risulta più resistente alle malattie.

Altri studi pubblicati sempre sulla stessa rivista hanno dimostrato che l’effetto rivitalizzante e il senso di benessere sono dovuti proprio alla presenza di elementi naturali nell’ambiente:  “La natura è un vero e proprio carburante per l’anima” ha spiegato Richard Ryan, professore di Psicologia dell’Universita’ di Rochester. Un ulteriore studio del dicembre 2013 pubblicato su Journal of Envirimental Psicology ha spiegato che anche ascoltare il cinguettio degli uccelli contribuisce a migliorare il benessere generale e ad alleviare lo stress. Quindi il coinvolgimento di più sensi nel contatto con la natura aumenterebbe il livello qualitativo della nostra salute.

Vivere in zone ricche di alberi fa bene alla salute. Uno studio condotto nell’Università di Chicago, da Marc Bergman e Omid Kardan ha dimostrato che la presenza di alberi lungo un viale residenziale, nella città di Toronto, è associata ad un significativo miglioramento della salute cardiovascolare e metabolica. Secondo gli scienziati piantare altri dieci alberi in un isolato “ha benefici sanitari equivalenti ad aumentare il reddito di ogni famiglia in quel blocco di città di più di 10.200 dollari ( circa 9000 euro)”!!!

La presenza di alberi in pratica migliora la qualità dell’aria, rende più propensi alle passeggiate, riducendo lo stress anche solo con la semplice vista.

Diminuire lo stress

Per capire cosa succede al nostro organismo quando abbiamo la possibilità di stare a contatto con la natura, possiamo fare riferimento ad uno studio dell’Universita’ del Michigan, pubblicato sulla rivista Frontiers in Psicology ( “Urban Nature Experiences reduce stress in the context of daily life based on salivary biomarkers”, Aprile 2019)

Qui si afferma che anche solo trascorrere tempo in luoghi naturali, senza fare alcuna attività, ha una notevole influenza sullo stress e che l’ormone dello stress o cortisolo diminuisce a partire da venti minuti trascorsi a contatto con la natura; la riduzione massima si ha dopo trenta minuti di contemplazione del verde.

Diminuendo i livelli di cortisolo nel sangue, il cuore batte più lentamente, la pressione sanguigna diminuisce, il ritmo del respiro diventa più rilassato, lento e profondo. Inoltre i livelli di zucchero nel sangue diminuiscono perché il fegato rilascia meno glucosio. Ecco perché ridurre il cortisolo aumenta le difese immunitarie e rinforza l’apparato cardio-circolatorio.

Il rapporto della cultura giapponese con la natura

A livello scientifico, i giapponesi avevano già scoperto quanto sia benefico fare un’immersione nel verde e nel 1982 il Ministero dell’agricoltura e delle foreste promosse e finanziò le ricerche nell’ambito dello  “Shinrin-yoku” o “bagno nella foresta”.  Consiste nel fare percorsi non necessariamente impegnativi in contatto con ambienti naturali quali boschi, prati, fiumi… ma completamente privi di distrazioni. Tutti i cinque sensi devono essere coinvolti nell’esperienza, concentrandosi unicamente sulla natura circostante: guardare il panorama e gli scorci, sentire i profumi, ascoltare i rumori del vento e degli animali, posare le mani su un tronco e se possibile sdraiarsi a terra. Tale pratica è consigliata dal mondo medico poiché porta benefici al sistema cardiovascolare, all’apparato circolatorio, all’equilibrio, alla postura e ai dolori alla schiena.

La park terapy

Sulla scia dello “Shinrin-yoku” giapponese, nel 2019 è stato aperto in Val di Rabbi, nel Parco dello Stelvio, il primo Park-therapy per il benessere psicofisico. Si tratta di un sentiero di cinquecento metri da percorrere in circa mezz’ora, a piedi nudi per poi immergersi con le gambe in un ruscello di acqua di sorgente di temperatura tra i 4 e 7 gradi C. Dal contatto diretto con le diverse tipologie di terreno ne trarrebbe beneficio l’intero organismo sia fisicamente che mentalmente. Altri tipi di “barefoot” o percorsi a piedi nudi, si sono sviluppati successivamente in diversi sentieri di montagna in Italia.

Dovremmo un po’ tutti crearci un angolo di “Shinrin-yoku” nella nostra quotidianità. Anche quando allontanarsi dai nostri doveri e dalle nostre città è complicato, dovremmo riuscire a ritagliarci una mezz’ora o magari qualcosa di più del nostro tempo, per far sì che un “bagno nella foresta” possa diventare un bagno salutare in un semplice parco o in un giardino urbano.

Dovremmo tutti essere consapevoli che il nostro rifugio non è rappresentato da un centro commerciale, una palestra o da qualsiasi altro artificio umano, ma che il nostro vero baluardo e presidio per la conservazione o il raggiungimento di un buono stato di salute è la Natura.

 

 

 

 

 

 

1 commento

  1. Bellissimo.
    Io certe sensazioni me le ricreo quando vado a camminare in montagna.

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