Burioni-Bedin: quanti interessi girano in questa medicina?

Due inchieste, de Le Iene e de L'Espresso, potrebbero gettare una luce sinistra sulle attività gestite dai due

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26 Giugno, 2020
Tempo di lettura: 3 minuti

In Sanità il conflitto di interessi si verifica quando un professionista “si trova in una condizione dove il giudizio relativo a un interesse primario tende a essere influenzato da un interesse secondario, quale guadagno economico o altro vantaggio personale” (Marco Bobbio)

In Italia, se sei il CEO di una grande azienda che sta cercando di ripartire dopo l’emergenza coronavirus, è probabile che tu sia molto preoccupato. Decine di norme anti-contagio da seguire, multe salatissime, e, nei casi peggiori, nuovo stop all’attività e, come conseguenza, fatturato in picchiata verticale. Comprensibile che tu sia disposto a sborsare un bel gruzzolo per tenerti al riparo da possibili imprevisti. E, per fortuna, quando si è disposti ad allentare un po’ i lacci del borsello, qualcuno disposto ad aiutare lo si trova sempre. Qui in Italia, se vuoi permetterti il meglio del meglio, puoi affidarti al duo Burioni-Bedin. Chi? Beh, Roberto Burioni è una star e non ha bisogno di presentazioni, ma per chi proprio vivesse sulla luna ricapitoliamo velocemente: virologo star, professore All’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, ospite fisso di molti programmi Rai. Nicola Bedin, invece, è una figura meno conosciuta, sebbene, a guardare il suo curriculum, non possa essere considerato secondo al precedente. Laureato con lode alla Bocconi, appena ne esce diventa consulente finanziario in Mediobanca. È solo il trampolino di lancio per il nostro ragazzo prodigio, che ad appena 28 anni diventa amministratore del gruppo ospedaliero San Donato, il più grande gruppo privato d’Italia, a sua volta proprietario dello stesso San Raffaele. Proprio pochi giorni fa, Bedin è stato anche nominato presidente del CdA di Snam, il gigante del gas a partecipazione statale.

Non divaghiamo. Si diceva che se la tua è una grande azienda (le piccole aziende, ahimé, difficilmente possono arrivare alle cifre richieste) puoi rivolgerti alla Lifenet Healthcare, una società di di cui Bedin controlla il 70 per cento. La Lifenet, attiva dal 2018, ha predisposto un servizio chiamato “Back on track”. «Un servizio di consulenza», si legge nella brochure informativa «realizzato da Lifenet Healthcare e dal professor Roberto Burioni». Un servizio di prima scelta, a giudicare dai nomi delle aziende che lo hanno richiesto: Tim, Ferrari, Marelli, Gucci, Snam.  Ehi… un attimo, come Snam? Non l’abbiamo già nominata in questo articolo? Già, a quanto pare la Snam ha chiuso un contratto di consulenza con Lifenet Healthcare di Nicola Bedin, nominando poi poco dopo Nicola Bedin presidente del suo Consiglio di Amministrazione. Lo stesso Bedin, peraltro, era già dal 2018 nel CdA di Italgas, a sua volta partecipata da Snam. Se non ci capite niente, non possiamo darvi torto. Fatto sta che, dopo l’inchiesta al riguardo pubblicata dall’Espresso, la Lifenet Healthcare si è affrettata a richiedere la rescissione del contratto con Snam, per un potenziale conflitto d’interessi al quale, a quanto pare, nessuno fino a quel momento aveva fatto caso. Del resto, anche il sodale Burioni di conflitti d’interessi potrebbe saperne qualcosa, a giudicare da quanto la trasmissione televisiva Le Iene ha fatto venire a galla.

Secondo la trasmissione Mediaset, il nostro super-virologo ama particolarmente un tipo di terapia, che porta avanti a piè sospinto per affrontare il COVID19 e una moltitudine di altre infezioni. Si tratta della terapia a base di anticorpi monoclonali umani, ossia anticorpi prodotti in laboratorio. Un tipo di trattamento molto costoso, nel quale secondo il servizio Burioni pare avere un interesse non solo scientifico. A suo nome sono stati infatti depositati molti brevetti su questo tipo di anticorpi, 38 per la precisione.  Brevetti depositati attraverso una società, la Pomona Srl, il cui titolare pare occuparsi di una moltitudine di altre attività e società, che nulla hanno a che vedere col campo medico. Un gran pasticcio, insomma, che ha portato una pioggia di critiche sul virologo (a partire dal suo collega Crisanti, anch’egli diventato nome noto al pubblico in questo periodo di emergenza sanitaria), e che ha fatto letteralmente volare gli stracci tra lui e gli studi legali Mediaset, con minacce di azioni legali da una parte e dall’altra.

Aspettando che i giudici diradino un po’ delle ombre che avvolgono queste vicende, possiamo legittimamente dichiararci sospettosi verso questi individui che hanno i piedi in troppe scarpe, in un balletto in cui ogni piede balla con il piede a fianco.

 

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