Lucille

Cos’è la malattia

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Dopo le riflessioni esposte negli articoli precedenti, possiamo fare una sintesi che ci permetta di comprendere concretamente la sofferenza personale. Ricordiamoci che ogni essere vivente, inteso come elemento di una specie naturalmente sottoposta a processi di selezione che, nel tempo, producono il meglio o l’estinzione, nasce costituzionalmente sano, anche se incompleto e limitato. Esempio: Una rosa, (uso un termine generale che comprende tutti i tipi di rose del mondo), ha condizioni ottimali di esistenza con nutrimento, aria, sole, acqua, ambiente adeguato, ecc.     Se queste condizioni sono rispettate, troveremo magnifici prototipi di ogni categoria di rose. Voglio dire, magnifici esemplari sani. Se le rose non possono godere delle condizioni ottimali, continueranno ad essere rose, ma meno splendide e meno belle. Meno rappresentative.

Questo è valido per tutte le specie e, naturalmente anche per la specie umana. In queste condizioni, i punti specifici in rapporto alle malattie o forme di sofferenza, sono:

  1. indisposizioni, a causa della mancanza di igiene (ad es. i pidocchi della rosa causati della mancanza di sostanze nutritive adeguate e ambiente inadeguato).
  2. malattie acute, causate da forti aggressioni esterne o processi di liberazione interna naturali, finalizzate a rafforzare l’organismo.  Ne sono un esempio le malattie caratteristiche infantili nei processi di crescita, risposte a processi di adattamento, conflitti esistenziali naturali, di cui il bambino è inconsapevole; a risposte del suo organismo a condizioni di troppo caldo o freddo dell’ambiente in cui vive. Possono essere provocate finanche dal dispiacere di convivere con una sorella che non lo ama. Tutti conflitti  che si manifesteranno nel corpo, il grande traduttore della vita di una creatura che non può parlare, se non con il corpo stesso. Ad esempio, con il morbillo, i bambini piccoli affrontano situazioni indesiderate in la famiglia.  Con la Difterite, manifestano il silenzio per aver perso il padre scacciato dalla madre, sentendo come se mancasse l’amore della sua vita e di non essere in grado di dire nulla.  La varicella, per allontanare la madre che l’ha tradito e non vuole più vederla… ecc., ecc.

C’è un postino che porta messaggi

Il fatto è che i “postini”, siano essi l’ Herpes virus o il Corynebacterium diphteriae, o il Paaramixovirus, ecc., sono solo la manifestazione del piano di sofferenza in cui si stabilizza il disagio. Un postino, come abbiamo detto tante volte, porta messaggi buoni o cattivi, ma non è mai l’autore o la causa del messaggio.

Gli alti fini dell’esistenza

Possiamo dire che la malattia è il modo che l’organismo ha di sottolineare ciò che non è in grado di risolvere pur avendo tutti gli strumenti e i messaggi necessari all’interno di se stesso; sia dal punto di vista fisico e corporeo fino alle sue profondità più recondite. E’ il modo, secondo le leggi naturali e genetiche, di esprimere chiaramente, ciò che deve essere modificato, guarito e corretto per compiere la propria natura di organismo “vivente”. Cioè, continuare a condurre l’umanità verso la vita individuale, collettiva e della specie. E ogni uomo, sta facendo bene ciò che gli appartiene fisicamente e interiormente, l’umanità evolve in condizioni di salute, di armonia naturale, risolvendo i conflitti naturali di ogni vita, avanzando nel processo evolutivo. Ciò è qualcosa che tutti sentiamo e possiamo comprendere.

Quando una persona perde le sue condizioni ottimali di esistenza diventa solo meno resistente e più vulnerabile, ma non necessariamente malato.  Potremmo dire che è più probabile che si senta male se ha un problema o che produca una malattia acuta se questa supera la sua capacità di resistenza fisica o mentale.

Un esempio è sempre utile.  Se nella mia famiglia abbiamo avuto fame per diverse generazioni, ma non siamo morti, avremo sviluppato qualche resistenza alla fame, ma allo stesso tempo un processo di malnutrizione generazionale ha lentamente preso piede e, in seguito, si manifesterà in modo più o meno lieve o grave.  Cioè, potremmo avere un’intera struttura che è un po’ rachitica, anche se senza troppi problemi. Questo, anche se strutturale, sarebbe una falsa malattia perché dipende da una situazione esterna. Se faccio mangiare meglio di me, i miei figli, probabilmente si correggerà il rachitismo che era solo una conseguenza, anche se importante, della mancanza nutrimento e di igiene della vita.

Manifestazioni acute e malattia cronica quali differenze?

Potremmo dire che le malattie acute sono il problema naturale degli esseri viventi. Innescato da una confluenza tra la causa aggressiva (noxa) e la natura di ognuno di noi. L’aggressione può essere un virus epidemico, una situazione di guerra, di miseria o una delle mille forme di aggressione umana che frustrano e distruggono i nostri progetti e desideri. Quei ruoli e desideri che familiari e sociali che alimentano la nostra esistenza di lavoratori, di figli, fratelli,  genitori o in ultima essenza di ciò che siamo in quel preciso momento.  Per fare un esempio: per colpa di nessuno muore il mio gattino, il mio grande amico e compagno della mia infanzia. La cosa logica e normale è che io soffra e viva quello che chiamiamo il lutto tanto intenso quanto l’amore che ho provato per lui. Tutta questa sofferenza dipende da una causa esterna, ma io la vivo dentro di me, con il mio corpo, con la mia anima e con il mio modo di essere.  È una sofferenza acuta e può causare sintomi acuti, come pianto, mal di testa, insonnia e altre alterazioni che non avevo prima. Quando il lutto si realizza, in una persona sana, tutto questo accade.

Anche a malattia è un lascito ereditario

Indubbiamente il problema più inquietante è ciò che riguarda le malattie croniche per la maggior parte ereditate. Quei sintomi che sentiamo come qualcosa che ci rende la vita permanentemente difficile. Nel fisico, come dormire male o non avere appetito; mentale come avere una cattiva memoria, o non avere volontà per ciò che vorrei fare, assenza di affetto o attaccamento per nulla: o ancora può essere interiore, come una convinzione fissa che mi fa male, come credere di non essere mai stato amato e vivere la felicità come proibita.

Questo impedisce la felice evoluzione e realizzazione che ognuno considera naturale e diritto logico di esistenza. Quel limite imposto, chissà da chi, che mi rende incapace di essere ciò che sento di voler essere, sul piano fisico, del temperamento o sul piano trascendente.  Ciò che mi fa vivere cronicamente male e mi distorce.

La malattia cronica, da cui siamo ormai tutti marchiati, è qualcosa che striscia, di generazione in generazione. Questa emerge quando le malattie acute nei nostri antenati non sono state ben curate e sono state soppresse in modo arbitrario e innaturale. Anche se queste soppressioni sono state fatte con la miglior intenzione e cura del mondo. Le malattie acute che, secondo le leggi evolutive della selezione naturale possono avere due corsi diversi: fanno sì che il soggetto malato le superi e proceda verso l’autoimmunizzazione, dal punto di vista fisico e psichico e interiore, oppure che il soggetto soccomba senza riuscire a contrastarla.

Tra una cosa e l’altra c’è tutto e tutto: i mezzi, i rimedi, i medici, i guaritori, i parenti, la volontà di vivere, le forze vitali della conservazione e della realizzazione, il fatalismo di persistenza di ogni essere vivente, la propria missione, c’è il senso della vita  stessa… in casa, nella società, nel  mondo.

In breve, prima di continuare con un esempio, la mia malattia è la conseguenza di tutto ciò che i miei antenati non hanno potuto, voluto o saputo risolvere e hanno lasciato a me (ultimo discendente) il compito di risolvere per migliorare la famiglia e la specie.  Ecco perché diventa necessario capire, come paziente e come persona che tutto ciò che vivo mi appartiene.

Medicina omeopatica via di guarigione

Porre rimedio in modo metodico, chiaro, preciso ed esatto, ad una realtà tanto complicata come quella degli esseri umani, intrisa di eredità di sofferenza. Essa viene molto spesso soppressa, anche involontariamente, in opposizione alla necessità ed alla via imposta dalla Natura. E’ questo il grande salto fatto dalla medicina omeopatica. Ed è per questo che la medicina omeopatica diventa la via della guarigione. Perché con il suo rimedio ben somministrato, infinitesimale, è in grado di innescare la reazione curativa dell’insieme integrale e storico del paziente che possiede tutto il necessario per essere in grado di guarire qualsiasi tipo di sofferenza, acuta o cronica, falsa o vera. In questo modo, il medico, rispettando il tempo adeguato, per ogni caso particolare, del processo di guarigione, è in grado di reintegrare l’individuo malato nella salute che gli appartiene, con tutti i suoi misteri.  Rigenerando, allo stesso tempo, la specie.

Così per compiere con una delle più antiche massime dell’arte medica:

“La missione del medico è quella di ripristinare e garantire la salute e la vita non solo dell’individuo, che è fugace, ma per la vita e la salute della specie umana.”

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