Omeopatia e menopausa: Lachesis mutus

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Di recente è venuta da me una gentil signora, esagitata, ansiosa, scollata all’inverosimile che parlava, parlava e tra le tante cose mi ha detto:

“Dottore, dottore, possiamo misurare la pressione? Sono un pò di giorni che ce l’ho alta, ho la tachicardia e mi sento un calore che va dal torace alla testa e…” parlava, parlava, parlava.
Intanto procedo; la pressione era un pò sopra i limiti ma non in maniera preoccupante. Intanto parlava… “Sa dottore, ultimamente non dormo tanto bene la notte… ho il sospetto che mio marito mi tradisca… i figli non ringraziano mai…la gente è cattiva, invidiosa!…” etc, etc.
La loquacità era tale e così ricca di livore che, come si dice a Napoli “non mi faceva mettere una scopa a terra” e potevo solo ascoltare sornione.
Del resto da parte mia non provavo nemmeno la necessità di porle domande, in quanto il quadro sindromico era chiaro come la luce in una mattina di primavera: Lachesis mutus.

Il Lachesis somministrato nella giusta diluizione e nei giusti tempi, ci ha portato a un pronto e netto miglioramento dei sintomi che, come previsto dalla legge di Hering, sono scomparsi in successione dall’interno verso l’esterno, dall’alto verso il basso, dagli organi più vitali a quelli meno vitali ed in ordine cronologico inverso.
Per prime sono rientrate pressione alta e tachicardia, poi l’insonnia e l’ansietà e infine le vampate.
In questo mare di parole e sintomi era chiaro che la sua individualità morbosa, ossia la forma in cui si manifesta la sofferenza in corrispondenza al momento evolutivo, non risiedesse tanto nell’eccesso pressorio quanto in quella delicata fase della vita che è la menopausa.

La menopausa non una malattia

La menopausa non è una malattia ma un momento fisiologico della vita della donna, che coincide con il termine della sua fertilità.
In genere si verifica tra i 45 ed 55 anni di età, ma non sono rare menopause precoci e tardive. Già alcuni mesi prima della cessazione delle mestruazioni si osservano alterazioni del ciclo mestruale (mestruazioni ravvicinate e abbondanti oppure più distanziate tra di loro). Nello stesso periodo le ovaie cessano la loro attività e, di conseguenza, diminuisce nel sangue la quantità degli estrogeni, cioè di quegli ormoni prodotti fino allora dalle ovaie.
La diminuzione degli estrogeni può provocare alcuni disturbi e sintomi, sia di natura neurovegetativa (vampate di calore, sudorazioni profuse, palpitazioni e tachicardia, sbalzi della pressione arteriosa, disturbi del sonno, vertigini, secchezza vaginale e prurito genitale), sia di natura psicoaffettiva (irritabilità, umore instabile, affaticamento, ansia, demotivazione, disturbi della concentrazione e della memoria, diminuzione del desiderio sessuale). Le conseguenze più importanti del calo degli estrogeni sono: l’aumento del rischio cardiovascolare (infarto cardiaco, ictus cerebrale, ipertensione), dislipidemie, patologie osteoarticolari, osteoporosi.
Fino alla menopausa, infatti, le donne hanno un rischio cardiovascolare inferiore a quello degli uomini perché gli estrogeni prodotti dalle ovaie garantiscono una minore quantità di colesterolo nel sangue.
Le malattie cardiovascolari rappresentano, inoltre, la principale causa di morte per la donna in menopausa, superando di gran lunga tutte le forme di neoplasie, compreso il cancro della mammella.
Non dobbiamo inoltre sottovalutare l’aumento del peso corporeo, che si verifica in misura variabile in tutte le donne in menopausa e rappresenta un problema in più del 50% dei soggetti oltre i 50 anni.
La carenza estrogenica condiziona, insieme all’età, un rallentamento del metabolismo in generale e aumenta l’appetito con una distribuzione del grasso corporeo “a mela”, cioè a livello della cintura, un sede tipica del sesso maschile, che comporta maggior rischio cardio-vascolare.

Ciò che noi possiamo modificare con l’Omeopatia non è l’identità di una persona, ma ciò che di essa appare all’esterno attraverso SINTOMI-SEGNI-ACCIDENTI.
Possiamo definire SALUTE la giusta proporzione, quell’armonia naturale, l’intrinseco accordo dell’organismo con se stesso e con ciò che gli sta al di fuori.
Invece sarà MALATTIA il turbamento dell’equilibrio tra il sentirsi bene e l’aprirsi al mondo esterno e si manifesterà attraverso i sopracitati SINTOMI-SEGNI-ACCIDENTI.

Il rimedio omeopatico Lachesis mutus

È un serpente che si trova nell’America tropicale e nelle Grandi Antille, Misura m.1,70-1,90, molto velenoso, assale l’uomo. E’sempre pronto a mordere e si nutre di piccoli animali Il suo veleno provoca gravi reazioni locali infiammatorie e trombosi, sangue nero, stati settici generali, adinamia grave a carattere gangrenoso od emorragico, gangrene ossee, stato febbrile con sincope e complicazione polmonare. Emorragie cerebrali che colpiscono soprattutto l’emisfero sinistro del cervello e portano ad afasia, trombosi o emorragie della retina.
Lachesis mutus  fu sperimentato da Hering per la prima volta nel 1828 e la sua patogenesi sperimentale prende 100 pagine della sua Enciclopedia.

Quando stordì con un colpo alla testa l’esemplare di Trigonocephalus lachesis che gli indigeni dell’Amazzonia gli avevano procurato vivo in una cesta, Hering non immaginava che qualunque contatto con quel veleno, durante la sua preparazione, gli avrebbe procurato uno stato febbrile con delirio e psicosi.
Fu questa la prima tappa della sua sperimentazione di Lachesis.

Per la legge di similitudine Lachesis andrà a curare patologie principalmente a carico di:

Cuore

– Che sembrerà troppo grande per la cavità in cui è contenuto.
– Palpitazioni con intorpidimento del braccio, peso sul torace.
– Oppressione e angoscia nella zona, soffocamento disteso.
– Pericardite ed endocardite con battiti irregolari.

Collo e dorso

– Lato destro del collo rigido, muove la mandibola con difficoltà, dolore lacerante da un lato del collo alla sommità del capo
– Dolore alla regione lombare, come se fosse rigida, dolente e debole.

Arti

– Dolori reumatici che cambiano posto continuamente, brucianti come fuoco, associati a nervosismo e palpitazioni cardiache.
– Sensazione come se il ginocchio destro fosse distorto.
– Dolore sordo alle ginocchia peggiorato al mattino al risveglio.
– Dolore e rigidità delle gambe, specialmente delle ginocchia, dopo essere stato seduto.
– Contrazioni artroische, gonfiore reumatico.

Pelle

-Colore bluastro di pelle e mucose.
-Ulcere (vene varicose, decubito) con bordo rosso-bluastro.

Modalità

-Peggiora dopo aver dormito, in primavera, in menopausa, con il contatto di vestiti attorno vita e collo, lato sinistro, luce del sole, sforzo fisico.
-Migliora dopo le secrezioni e le escrezioni.

Caratteristiche mentali e comportamentali

Sfiducia, mancanza di fiducia in se stessi, nostalgia, desiderio di compagnia, paura di ricevere un danno, ansia di morire.
Sprezzante, malvagio, crudele, eccitato, vivace, ingegnoso, pieno di grazie (soprattutto per i potenti), socievole, geloso, industrioso, meticoloso, orgoglioso, egocentrico, estremamente loquace e comunicativo, padrone di una grande immaginazione, parla in continuazione senza potersi trattenere. Un iperstimolato dice Vithoulkas.
«Una pentola sul fuoco»,«dittaroriale e chiacchierone che ubriaca l’aria che gli sta intorno»(Grandgeorge).
Lachesis cerca con la seduzione e il contatto con gli altri di essere gradito, di ottenere affetto, compagnia, piacere e comprensione,
Lachesis è egolatra, egocentrico, orgoglioso e arrogante, insolente, villano, rissoso, audace, ambizioso, dittatoriale, ostinato, capriccioso, intollerante a ogni contrarietà. Lachesis è anche burlone,ironico, satirico, critico, inquisitore e diffidente, teme di perdere e desidera la compagnia per poter parlare si sé.
Lachesis è iperattivo, sempre occupato, cambia spesso occupazione, ma per ragioni diverse. Non è mai pago e disprezza quello che ha puntando sempre quelli più in alto.
Tendono all’ipersessualità, alla lascivia, all’oscenità, alla crudeltà, all’intrigo, all’inganno, alla calunnia.
In condizioni di grossa dominanza sifilitica. Lachesis è infelice e angosciato, abbattuto, triste, malinconico e taciturno, si fa misantropo e non vuol parlare con nessuno, respinge la compagnia e si rifiuta di mangiare, rancoroso, attaccabrighe e distruttivo. Scoramento spesso accompagnato da un profondo senso di colpa, arricchito da rimorsi e autoaccuse.

Arriva alla disperazione e alla paura di perdere la sua anima e arriva a desiderare la morte. Stanco della vita vede di ogni cosa solo il lato oscuro.
Si sente «perseguitato,aborrito e disprezzato dai suoi cari»(Jahr). «tormentato dall’idea che i propri migliori principi siano sopraffatti da un irresistibile desiderio di suicidarsi» (Hering)
Lachesis è fatalista, convinto di essere sottomesso ad un destino implacabile (Lachesis tra le tre Parche è quella che svolge il filo del destino).
Si crede perduto per predestinazione,condannato senza possibilità di salvezza. Pensa di essere sotto un incantesimo che non si può infrangere, sottoposto a una potenza invisibile.
Ha deliri di persecuzione, di castighi, di morte, di condanna.
Lachesis in fase sicotica mostrerà sempre anche un gran bisogno di affetto e di comunicazione. Sarà una persona con grande vocazione al servizio, solidale, preoccupato per gli altri e sempre disposto a offrire una soluzione ai problemi anche quando non viene richiesta. Vive una irresistibile necessità di essere necessario a qualcuno.

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