Michele Attanasio - Tempo di lettura 4 min.

Alessandro Baricco: Libro privato. Quel che stavamo cercando.

E’ ufficiale, appena varcata la soglia dei 50 ho la consapevolezza di essere un dinosauro. Me lo ha confermato Alessandro Baricco con il suo ultimo libro. Il link me lo ha inviato un’amica tramite messanger.  Quando l’ho aperto dal PC, un senso di confusione… un sito con una sola pagina, un quadratino nero e nessuno scroll, nessun pulsante. Un deserto.  Ho vagato in quella pagina bianca, minimalista e un po’ fredda, alla ricerca di un modo per fare qualcosa. Niente. La mia amica mi è corsa in aiuto: “spara il QR code e leggi dal cellulare”.

Un libro che puoi usare solo con lo smartphone… ed io che rimprovero mio figlio di leggere tutto attraverso il cellulare… Bel marpione quel Baricco. Un libro senza editore, che puoi scaricare gratuitamente, solo se sai dove andare a prenderlo. E la carta, le pagine, la copertina, le sottololineature e le note? Niente di niente. Un’operazione che ci mette in contatto con una dimensione diversa della scrittura e della narrazione.

Lo scrittore che scende per incontrare il lettore in un territorio a lui ostile, fatto di distrazioni da social e di velocità, di scrolling compulsivo capace di esaurire esperienze in pochi secondi. Ma Baricco dimostra di saperci stare in quel territorio, i suoi testi sono brevi, rotondi capaci di dare respiro alla riflessione del lettore. Testi che iniziano e si concludono nel tempo specifico di un pensiero. Dimostra di padroneggiare il media anche quando non ti lascia andare via ma ti propone un altro scenario, ti chiede di guardare un altro palcoscenico su cui si svolge il secondo dei tre soggetti in scena. E’ geniale la libertà che propone. Puoi seguirlo in ordine sequenziale proprio come un libro, o seguire uno dei percorsi tematici che ci porteranno a smarrirci, per ricomporre uno scenario nuovo, una narrazione personale.

Il tutto è formato da 33 frammenti che danno la stura a un flusso caleidoscopico di riflessioni. Il titolo è: Il libro provato- Quello che stavamo cercando”.

Una volta aperto il “libro”, mi sono trovato immerso in un mondo affascinante, un ambiente popolato e caldo e il calore origina dalla stessa voce di Alessandro Baricco, che legge il suo libro, assolutamente da ascoltare in cuffia!

Il soggetto poi, sebbene trito e ritrito in questo periodo, praticamente sul ciglio del venircì a noia,  non sai per quale misteriosa alchimia, aprendolo  ti accorgi che era proprio il frammento che ancora mancava.  La pandemia come mito, come prodotto artificiale urgente e vitale per gli umani. Una visione intensa, ciò che ci si aspetta da un intellettuale, con una scrittura scarna ed essenziale, ricca di colpi di scena. In poche parole: quel che ci si aspetta da Baricco. Il libro respira, propone una traccia dalla quale partire per riflettere secondo la propria personale formazione e sensibilità.

Uomini come un unico organismo, capace di produrre narrazioni, desideri… miti. Da questo mito si dipanano le riflessioni di Baricco, verso la vecchiaia, verso i mondi virtuali nei quali sempre più ci immergiamo. Il cambiamento è possibile solo per contagio, in una dinamica storica sempre lieve, fatta di scivolamenti e mai di fratture. La pandemia si manifesta come urlo, come uno strappo, in contrapposizione a questa dinamica leggera in cui non è riconoscibile un prima e un dopo, ma solo un continuo fluire del tempo e degli eventi.

Avevamo bisogno di fermarci e lo abbiamo fatto. Così come fanno i bambini quando piegano le ginocchia e si fermano, così abbiamo fatto noi, tutti insieme, improvvisamente. La pandemia ha aperto uno spazio in cui sono     diventati visibili frammenti delle nostre vite che fino ad allora erano rimasti invisibili.

Potrà piacerci o meno la sua narrazione, ma quello che certamente rimane è la necessità di dare spazio a quelle riflessioni capaci di trascendere dal mero accadimento sanitario, per ricollocarlo in uno spazio più ampio che accolga un ripensamento profondo e globale, sistemico, propedeutico ad adottare stili di vita e comportamenti collettivi che costruiscano nuovi miti più salubri.

 

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