Dott. Sergio Segantini

Covid e paracetamolo

Tempo di lettura: 2 minuti

Un caposaldo della medicina omeopatica è il proponimento di curare il malato e non la malattia. Ne consegue che l’idea di salute riguarda tutta la persona e non un singolo apparato o un sintomo isolato.

Questo principio contraddice una pratica clinica che vediamo applicata nella pandemia in corso: l’uso di paracetamolo (la nota tachipirina) nel trattamento dei pazienti affetti da Covid.

Sebbene anche la medicina convenzionale/ufficiale concepisce la febbre come una situazione reattiva da rispettare, notiamo che nella pratica clinica non è così.

Il substrato scientifico che sconsiglia l’uso del paracetamolo nei pazienti con Covid è l’inibizione e lo svuotamento delle riserve di glutatione (GSH) che è un antiossidante implicato nelle difese antivirali. Proprio due ricercatori italiani hanno pubblicato un interessante articolo (Front Pharmacol. 2020; 11: 579944. Paracetamol-Induced Glutathione Consumption: Is There a Link With Severe COVID-19 Illness?) dove si spiega come durante le malattie infettive il glutatione è impegnato ad eliminare le molecole che producono uno stress ossidativo. Bassi livelli di GSH possono  favorire la progressione dell’infezione da Covid-19, specialmente negli stadi più avanzati della malattia.

Ricordiamo che nella maggior parte dei paesi il Paracetamolo viene venduto liberamente ed è ritenuto un farmaco ben tollerato, con tutti i rischi che questo comporta. Persino l’illuminato Papa Francesco, quest’anno ai dipendenti del Vaticano, al posto delle strenne natalizie, ha fornito loro come dono natalizio, un kit di paracetamolo elevandolo a farmaco universale.

L’aderenza terapeutica, ovvero il grado di effettiva coincidenza tra le indicazioni terapeutiche ricevute e i consumi reali, possono inoltre, portare più facilmente all’abuso più o meno inconsapevole dei farmaci come il paracetamolo, di cui si dipingono solo i benefici e meno gli effetti negativi.

Si ipotizza che l’utilizzo del paracetamolo possa avere determinato nei paesi in cui la virulenza del Covid-19 è elevata, come nel nostro paese, una maggior suscettibilità al virus.

Se come omeopati siamo molto oculati nel somministrare farmaci chimici, se siamo attenti a capire la direzione dei sintomi, la realtà scientifica delle evidenze cliniche non fa che confermare scientificamente i principi scaturiti dalla pratica clinica empirica centenaria e ampiamente collaudata.

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