Il CTS tace sulle richieste di confronto scientifico sulla vaccinazione

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16 Dicembre, 2021
Tempo di lettura: 3 minuti

Nel 2020 nasce un gruppo da persone competenti in ambito medico che si interroga, si confronta e analizza studi e ricerche sul Covid-19 facendo emergere dubbi scientifici su alcune linee guida adottate dal Comitato Tecnico Scientifico (il gruppo di esperti nominato dal governo di valutare le decisioni alla luce delle conoscenze scientifiche). Nell’ottobre di quest’anno grazie al rapporto che il gruppo ha instaurato con il dottor Dario Giacomini – fondatore dell’associazione ContiamoCi – decidono di istituire una Commissione composta da sei esperti dal curriculum di alto livello: il Presidente Alberto Donzelli, specialista in Igiene e Medicina preventiva e in Scienza dell’Alimentazione nonché ex membro del Consiglio Superiore di Sanità, Paolo Bellavite, già professore di Patologia Generale all’Università di Verona e autore di oltre 250 pubblicazioni scientifiche, Marco Cosentino, docente di Farmacologia all’Università Insubria, Giovanni Frajese, Professore Associato di Scienze Tecniche Mediche Applicate presso l’Università degli Studi di Roma “Foro Italico”, Patrizia Gentilini, medico oncologo ed ematologo nonché membro ISDE (Associazione Medici per l’Ambiente) ed Eugenio Serravalle, medico specializzato in Pediatria Preventiva, Puericultura e Patologia Neonatale.

La Commissione Medica Scientifica CMS chiede l’apertura di un tavolo di confronto con il CTS attraverso il ministro Patuanelli (Politiche Agricole) che si dichiara favorevole e si impegna ad organizzarlo. Il tavolo di confronto non viene pianificato e nel totale silenzio istituzionale. Proprio per questo, tramite alcuni avvocati, i membri della CMS (Commissione Medico Scientifica) effettuano una richiesta scritta per chiedere nuovamente di predisporre tale incontro, ma anche questa volta non arriva loro alcuna risposta. Nello sconcerto dei membri del CMS emergono gli interrogativi sulle motivazioni che portano a questo silenzio. Al CTS (Comitato tecnico Scientifico) non dovrebbero essere ampiamente interessati a partecipare a questo incontro, che permetterebbe di eliminare i dubbi della CMS? Le ipotesi avanzate dai suoi membri potrebbero infatti essere smentite definitivamente in base alle evidenze scientifiche in possesso del CTS. Insomma, la domanda che adesso si pone la CMS è la seguente: per quale ragione non ci può essere – anche tenendo conto delle tante persone che ancora sono scettiche sui vaccini anti Covid – un incontro istituzionale tra scienziati di livello che permetterebbe di fornire una risposta chiara ed inattaccabile ad alcuni dubbi sulle vaccinazioni e sulle linee politico-scientifiche adottate durante l’emergenza pandemica? Se hanno sbagliato qualcosa nella lettura e nell’interpretazione dei dati – si chiedono i ricercatori membri della CMS – il Comitato Tecnico Scientifico non dovrebbe avere tutto l’interesse a smentirci e magari farci fare anche una bruttissima figura? Ad ora, però, tutto tace.

Di seguito l’audizione del Prof. Bellavite alla Commissione Affari Costituzionali del Senato avvenuta il 7 Dicembre 2021

Di seguito riportiamo alcune delle domande argomentate che il CMS ha sollevato e sulle quale auspica un confronto con il CTS:

  1. Sono stati fatti degli studi sulla frequenza e la durata della trascrizione cellulare delle sequenze di Spike protein e in particolare delle sequenze ORF presenti negli mRNA sintetici contenuti nelle strategie vaccinali per SARS-CoV2 e Covid-19?
  2. Quali sono l’assorbimento, la distribuzione, il metabolismo e l’eliminazione (ADME) dei trattamenti inoculati per l’immunizzazione da SARS-CoV2?
  3. Perché nella gestione della pandemia da SARS-CoV2 e malattia Covid-19 solo il titolo anticorpale viene preso come ‘hard endpoint’/criterio clinico principale nella valutazione della risposta immunitaria dei pazienti?
  4. Perché, nonostante le osservazioni cliniche di trombocitopenia non vengono presentati dati sulla quantità e specificità dei titoli di linfociti CD8+vi attivati a seguito di vaccinazione e in persone guarite?
  5. La memoria immunitaria anticorpale si sviluppa grazie alla ricombinazione e espansione dei linfociti B CD20+ seguita da una contrazione delle cellule B al termine dell’infezione e all’insorgere della presenza permanente di plasma cellule CD138+ve specifiche per antigeni covid. Dove sono le prove di una memoria immunitaria sia anticorpale che cellulo-mediata a seguito delle vaccinazioni per SARS-CoV2 Covid-19?
  6. Esiste un farmaco o una procedura per controllare gli effetti indesiderati?
  7. Considerato che in genetica, si definiscono retrotrasposoni dei frammenti di DNA capaci di trascriversi autonomamente in un intermedio a RNA e conseguentemente replicarsi in diverse posizioni all’interno del genoma (Peter J. Russel, Genetica, Napoli, Edises, 2002. ISBN 88-7959-284-X), quali esperimenti in vitro e/o in vivo sono stati eseguiti dalle aziende produttrici dei vettori (sia ad Adenovirus, che a mRNA chimicamente modificato) contenenti mRNA della proteina Spike per la vaccinazione contro virus SARS-CoV2 e sindrome Covid-19, per quantificare e/o escludere il rischio dell’integrazione nel genoma umano della sequenza di spike e in particolare con quale frequenza può accadere nelle diverse popolazioni cellulari coinvolte nell’inoculo?

Fonte: L’indipendente

 

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