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L’8 maggio a Roma manifestazione in favore delle terapie domiciliari

L'iniziativa voluta dal gruppo fondato dall'avvocato Erich Grimaldi
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Anziani arrivati in ospedale dopo una settimana di sintomi gravi, quando ormai non c’era più nulla da fare. Quante volte abbiamo sentito storie del genere? Del resto, in una situazione come quella attuale, chi vorrebbe entrare in un ospedale, anche solo per un controllo? E poi, è noto, i posti scarseggiano, e il rischio è di ritrovarsi in isolamento su qualche barella. Eppure un nutrito gruppo di medici e specialisti sostiene che le terapie anti-covid potrebbero cominciare molto prima. Già da casa, all’arrivo dei primi sintomi. E sono pronti a scendere in piazza per difendere il loro diritto-dovere. L’appuntamento è per sabato 8 maggio alle 14.30 a piazza del Popolo, a Roma.

L’8 maggio a Roma manifestazione in favore delle terapie domiciliari

Il Ministero della Salute, però, non sembra essere d’accordo. O, quantomeno, non intende lasciare ai dottori la possibilità di decidere in autonomia quale sia la terapia da applicare, dopo un’analisi approfondita – de visu – dei pazienti. Questo nonostante sia ormai ampiamente dimostrato che il Covid è una malattia che può presentarsi in 100 modi diversi su 100 pazienti diversi. E che quindi mai come questa volta sarebbe opportuno affidare alla conoscenza sul campo del medico la strada da seguire.

Storia di un lungo braccio di ferro

La questione è al centro di un lungo braccio di ferro tra il ministro Speranza e un nutrito gruppo di medici, riuniti nel gruppo Terapia domiciliare Covid-19 e rappresentati dall’avvocato Erich Grimaldi. Lo scorso 4 marzo i sostenitori delle terapie domiciliari avevano segnato un importante punto a loro favore. Il TAR del Lazio, con apposita ordinanza, aveva sospeso la nota dell’AIFA recante “principi di gestione dei casi covid-19 nel setting domiciliare”. Una nota che lasciava ben pochi margini discrezionali ai medici, che l’avevano impugnata.

Poi, però, il Consiglio di Stato ha di nuovo ribaltato la situazione, riabilitando la nota dell’AIFA su ricorso del ministero della Salute. E questo nonostante il fatto che i gruppi parlamentari del Senato, di ogni schieramento, abbiano approvato un odg che impegna il governo ad aggiornare le linee guida per le cure domiciliari dei pazienti covid. E quindi, ad arrivare finalmente a un protocollo universale e condiviso per questo questi trattamenti.

La battaglia del gruppo Terapia domiciliare Covid-19

Da qui la decisione del gruppo rappresentato dall’avvocato Erik Grimaldi di indire una manifestazione nazionale per ribadire la centralità del ruolo del medico nella scelta della terapia. “Abbiamo rilevato, purtroppo, da conversazione recente con Sileri, – scrive Grimaldi – che il ministro Speranza, senza dialogare con il sottosegretario, aveva già fatto redigere al dipartimento di prevenzione, di cui ha la delega e senza coinvolgere i territori, le nuove linee guida, in bozza già dal 30 marzo 2021 ovvero prima dell’approvazione dell’ordine del giorno da parte del Senato. La circostanza è di una gravità inaudita, in quanto la politica sta giocando con la salute dei cittadini italiani”.

Ribadire il ruolo centrale del medico

“Per questo motivo, – continua Grimaldi – seppur contro i nostri dettami, abbiamo sentito la necessità di organizzare la predetta manifestazione pacifica, con i nostri colori (magliette, mascherine e bandiere con il logo) a tutela di migliaia di cittadini che hanno il diritto di curarsi a casa”. Sarà la piazza, così, a ribadire un principio di buonsenso che questa pandemia pare averci fatto completamente smarrire: che non esiste alcun farmaco o protocollo che possa sostituire il rapporto, profondo, tra medico e paziente.

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