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La variante brasiliana può reinfettarti

La sua modifica della proteina spike pare in grado di aggirare le difese immunitarie derivanti dal vaccino o da infezioni precedenti

“Un massacro. Un film dell’orrore”. Con queste terribili parole il Guardian descriveva a gennaio scorso la situazione di Manaus, città brasiliana nella foresta amazzonica. Leggere quel reportage è come ricevere un pugno nello stomaco. Descrive persone che muoiono agli angoli delle strade, scorte di bombole d’ossigeno esaurite e persone di ogni età respinte dagli ospedali oramai al collasso. Eppure in molti a Manaus, quest’estate, avevano scommesso che la seconda ondata sarebbe stata più leggera della prima. Moltissime persone avevano già contratto il virus tra marzo e giugno. Qualcuno aveva anche rispolverato la storia dell’immunità di gregge. Cosa è accaduto, invece, che ha portato a questa tragedia?

La variante brasiliana può reinfettarti

È accaduto che la variante P.1, meglio nota come variante brasiliana, si è abbattuta come un uragano sulla città. Una variante che suscita grande apprensione negli scienziati, forse la più preoccupante in assoluto tra quelle emerse finora. Perché, secondo quanto emerge dagli studi preliminari, non sarebbe solo più contagiosa, ma avrebbe anche imparato ad aggirare meglio le difese umane. Tanto quelle naturali, derivanti da precedenti infezioni, tanto quelle fornite dai vaccini. Al riguardo non ci sono ancora certezze o studi conclusivi, ma sempre più indizi convergono su questa interpretazione.

La speranza di immunità di gregge andata in fumo

Nella primavera 2020 Manaus aveva avuto un numero di contagi molto elevato. Secondo uno studio pubblicato su Science dal nome “Three-quarters attack rate of SARS-CoV-2 in the Brazilian Amazon during a largely unmitigated epidemic”, dei 2,1 milioni di abitanti della città, i 3/4 circa avevano contratto l’infezione. Oggi che il virus è tornato a mordere con inaudita violenza, gli esperti si chiedono cosa possa aver permesso tanti casi di reinfezione. Una delle possibilità, inquietante ma comunque non la peggiore, è che trascorso un anno, l’immunità naturale possa sfumare. Questa possibilità implica che potrebbe essere necessario un richiamo annuale del vaccino anti-covid. Ma quella che davvero tutti temono, al momento, è che con la P1 ci si possa reinfettare anche se vaccinati. I primi approfondimenti, al riguardo, suggeriscono che purtroppo  sia proprio così.

Gli scienziati hanno provato a esporre le particelle virali mutate agli anticorpi sviluppati dai cittadini brasiliani precedentemente infettati. Le difese immunitarie sono risultate sei volte meno efficaci contro questa variante. “Sembra esserci un numero crescente di prove che suggeriscono come la maggior parte dei casi associati alla seconda ondata possano essere effettivamente casi di reinfezione”, ha dichiarato al New York Times il professor Nuno R. Faria dell’università di San Paolo. Il virus potrebbe risultare in grado di eludere il vaccino anti COVID cinese “Coronavac”, quello distribuito in Brasile in questo periodo. L’efficacia è stata giudicata “molto limitata”.

L’efficacia del vaccino sulla variante è “molto limitata”

Gli autori della ricerca sottolineano che si tratta di risultati preliminari e non ancora sottoposti a peer review, quindi potrebbero essere aggiornati in toto o in parte con nuovi dati. Fra l’altro non è detto che ciò che è accaduto a Manaus accada altrove nel mondo. In ambito scientifico le variabili possono essere innumerevoli. Ciò nonostante queste conclusioni gettano un’ombra sinistra sulla nostra effettiva capacità di tornare alla normalità grazie ai vaccini.

 

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