C’è un motivo se, in Italia e in gran parte d’Europa, il cibo non è mai stato considerato una semplice merce. Dietro un prodotto agricolo ci sono territori riconoscibili, regole severe, controlli sanitari stringenti e una cultura della qualità che ha fatto del made in Italy e del made in Europe un riferimento globale. Non è solo una questione di gusto: è una promessa implicita di sicurezza, tracciabilità e rispetto per la salute dei cittadini.
È proprio questo patrimonio, costruito in decenni di normative, buone pratiche agricole e attenzione alla qualità delle materie prime, che oggi molti temono possa essere messo in discussione dall’accordo commerciale tra Unione Europea e Mercosur1. Un trattato presentato come un’opportunità economica, ma che solleva interrogativi profondi su cosa siamo disposti a sacrificare in nome del libero scambio: standard sanitari, tutela ambientale e quell’idea di genuinità che rende i prodotti europei riconoscibili nel mondo. Quando si parla di alimentazione, infatti, la posta in gioco non è soltanto economica. È una questione di fiducia. E la fiducia, una volta incrinata, è difficile da ricostruire.
Cos’è l’accordo Mercosur e perché è così controverso
L’accordo UE-Mercosur è il risultato di oltre vent’anni di negoziati tra l’Unione Europea e quattro Paesi sudamericani — Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay — con l’obiettivo di creare una delle più grandi aree di libero scambio al mondo. In termini economici, l’intesa promette una riduzione significativa dei dazi doganali e un incremento degli scambi commerciali, soprattutto nei settori agricolo, alimentare e industriale.
Ma è proprio l’agricoltura a rappresentare il nodo più sensibile. L’Europa ha costruito nel tempo un sistema normativo che tutela in modo stringente sicurezza alimentare, benessere animale, uso dei fitofarmaci e tutela ambientale. Molti temono che l’apertura del mercato a prodotti provenienti da contesti normativi molto diversi possa minare questo equilibrio, mettendo in competizione sistemi agricoli non comparabili per regole, costi e controlli.
Sicurezza alimentare e pesticidi: due modelli a confronto
Uno dei punti più discussi riguarda l’uso dei pesticidi. In Europa, numerose sostanze chimiche sono state progressivamente vietate o limitate perché considerate dannose per la salute umana, per gli ecosistemi e per la biodiversità. In diversi Paesi del Mercosur, invece, alcune di queste sostanze risultano ancora ampiamente utilizzate in agricoltura.
Il timore espresso da associazioni ambientaliste, medici e rappresentanti dei consumatori è che l’accordo possa favorire l’ingresso nel mercato europeo di alimenti coltivati secondo standard meno restrittivi. Anche se formalmente l’UE afferma che tutti i prodotti importati dovranno rispettare i limiti europei sui residui, resta aperta la questione della reale capacità di controllo lungo filiere lunghe, complesse e geograficamente lontane. Per il consumatore europeo, abituato a considerare il cibo come parte integrante della propria salute quotidiana, questa incertezza rappresenta un punto critico difficile da ignorare.
Deforestazione e salute: un legame spesso sottovalutato
L’accordo UE-Mercosur potrebbe incentivare l’aumento delle esportazioni di carne bovina, soia e altre materie prime agricole. Questi settori sono strettamente collegati alla deforestazione dell’Amazzonia e del Gran Chaco, aree fondamentali per l’equilibrio climatico globale. La perdita di foreste non è solo un problema ambientale. Numerosi studi scientifici collegano la deforestazione a un aumento delle emissioni di gas serra, al peggioramento della qualità dell’aria e a una maggiore probabilità di diffusione di zoonosi. In altre parole, ciò che accade a migliaia di chilometri di distanza può avere ricadute dirette sulla salute pubblica anche in Europa. Se il concetto di “salute unica” — che integra salute umana, animale e ambientale — è sempre più centrale, ignorare questi legami appare una scelta miope.
Agricoltura europea sotto pressione
Altro elemento di forte tensione riguarda il futuro degli agricoltori europei. Le aziende agricole dell’UE sono chiamate a rispettare standard elevati in termini di sicurezza, sostenibilità ambientale e tutela dei lavoratori. Questi standard comportano costi più alti, che si riflettono inevitabilmente sui prezzi finali.
L’ingresso massiccio di prodotti agricoli a basso costo, ottenuti in contesti normativi meno stringenti, rischia di creare una forma di concorrenza sleale, mettendo in difficoltà soprattutto le piccole e medie aziende agricole, spesso custodi di tradizioni locali e produzioni di qualità. Difendere il made in Italy e il made in Europe significa anche proteggere un modello agricolo che vede nel territorio e nella salute un valore, non un ostacolo.
Le rassicurazioni istituzionali e i dubbi irrisolti
La Commissione europea sostiene che l’accordo non comporterà alcun abbassamento degli standard di sicurezza alimentare e ambientale. Tuttavia, per molti osservatori, il problema non è tanto ciò che è scritto nei trattati, quanto come verranno applicate e verificate le regole nel lungo periodo.
Il rischio percepito è che, sotto la pressione degli interessi economici e geopolitici, la tutela della salute e dell’ambiente finisca in secondo piano. Una preoccupazione che trova terreno fertile in un contesto in cui i cittadini europei chiedono sempre più trasparenza, qualità e responsabilità nelle scelte politiche che incidono sul cibo e sulla salute.
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- Il Mercosur (Mercado Común del Sur) è un blocco economico e politico sudamericano nato nel 1991 per favorire l’integrazione commerciale, la libera circolazione di beni e servizi e il coordinamento delle politiche macroeconomiche tra i membri. Comprende Argentina, Brasile, Paraguay, Uruguay e, più recentemente, la Bolivia.


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