Dott.ssa Francesca Agabio

Allergie nei Pet

Tempo di lettura: 3 minuti

In questi ultimi anni sono sempre di più i proprietari che si trovano a dover combattere una vera e propria battaglia con i sintomi dell’allergia che affliggono il loro amico a quattro zampe. Personalmente ritengo che i nostri pet siano un importante spia di allarme relativamente ai nostri stili di vita e all’ambiente che ci circonda: infatti le loro patologie si stanno sempre di più allineando alle nostre, con un notevole aumento di quelle croniche e degenerative, mentre negli anni passati casisticamente parlando prevalevano le patologie infettive (batteriche virali e parassitarie) e i traumi acuti.

Questo come dicevo dovrebbe farci riflettere, ma è anche rappresentativo del fatto che i nostri amici animali vivono a tutto tondo la nostra realtà quotidiana, incluso l’aspetto emozionale!

L’etimologia della parola allergia deriva da dal greco ἄλλος cioè altro e da ἔργον ossia attività, azione. Ciò suggerisce in effetti la caratteristica sintomatologica della patologia: si tratta di una “reazione” del corpo esagerata verso stimoli che non dovrebbero “allarmare” il sistema e che invece lo fanno. L’individuo non sa più chi è il suo nemico, e così gli elementi ambientali più disparati diventano allergeni, ossia stimolano le reazioni allergiche. Il sistema immunitario è iper-allertato e reagisce a dismisura. 

Il nemico diventa “l’altro da sé”.

Non è per caso che ho usato nelle prime righe la parola “battaglia” e non è un caso che i sintomi prevalenti siano sulla pelle (pruriti, rossori, gonfiori ed eruzioni di vario genere), forse l’organo più esteso del nostro corpo, il confine che ci separa da tutto ciò di estraneo, ma anche il mezzo con cui tocchiamo e sentiamo l’ambiente e gli altri.

Come tutte le vere battaglie non si può lasciare nulla al caso e l’ideale terapeutico è pianificare bene l’azione su più fronti. Personalmente, infatti, ritengo che non possiamo esimerci come terapeuti dal compito di dare sollievo dai sintomi, che altrimenti innescherebbero un circolo vizioso di consumo dell’Energia Vitale dell’individuo, a seguito dello stress cronico. In questo senso ci viene in aiuto, ad esempio, il Ribes Nigrum che con la sua azione “cortison-like” riduce la cascata infiammatoria e i sintomi correlati, ma anche le interleuchine omeopatiche, gli oligoelementi e gli omega tre.

Contestualmente a questo approccio sintomatico però ci dobbiamo preoccupare di cominciare dolcemente un processo di detossificazione: la pelle, infatti, è uno dei cosiddetti organi emuntori, deputati allo smaltimento delle tossine. E quando la pelle ci parla (ossia compaiono sintomi cutanei) significa che non riesce più a smaltire tutte le tossine che l’individuo produce.

A tal proposito la nostra “strategia” dovrà ovviamente lavorare su due fronti: da una parte ridurre il più possibile l’introduzione di elementi intossicanti e dall’altra stimolarne l’eliminazione attraverso altri emuntori. Quindi sarebbe bene evitare o ridurre l’utilizzo di farmaci di sintesi (antiparassitari, vaccini.) preferire una alimentazione fresca (cruda o cotta) e fare una adeguata attività fisica all’aria aperta!

Spesso i soggetti allergici hanno concomitanti sintomi intestinali… e anche qui mi sento di dire “nulla avviene per caso”: pelle, polmone e grosso intestino secondo la medicina tradizionale cinese sono organi energeticamente accoppiati, e inoltre buona parte del sistema immunitario si forma a livello intestinale. Questo ci porta a due considerazioni: primo non possiamo usare l’intestino come emuntore, secondo lo dobbiamo a sua volta detossificare e sostenere. 

Sarà dunque molto indicato effettuare cicli di assorbenti intestinali come la zeolite o altre argille, e associare dei carminativi ed epatoprotettori: una buona idea possono essere Cardo Mariano e Biancospino. Le bacche di quest’ultimo sono note sicuramente per i suoi effetti benefici sul cuore e sul circolo, ma il suo tropismo energetico è per milza, stomaco e fegato. Possiamo ricorrere in entrambi i casi ad una tisana fatta in casa ed aggiunta alla pappa in ragione di uno o due cucchiai, ma anche al rimedio omeopatico corrispondente in bassa potenza centesimale o meglio ancora decimale.

Un buon emuntore da stimolare potrà essere quindi il rene: tisane o rimedi a bassa potenza di Ortica, Equiseto, o Tarassaco ad esempio! Per massimo dieci giorni da ripetere eventualmente a cicli.

Infine (ma fondamentale) sarà l’approccio unicista al paziente e alla sua emozionalità: come abbiamo già detto si tratta di individui ipersensibili in tutti i sensi e la loro storia andrà scandagliata il più approfonditamente possibile. L’allergia è la conseguenza di un’emozione non ben processata dal “sistema individuo”, potremmo anche dire non digerita (!), ma soprattutto di cui spesso il paziente non è consapevole. 

Molte volte i cambi di alimentazione (lo svezzamento ad esempio) oppure i cambi di ambiente, rappresentano dei traumi inconsci: in questi casi il sistema immunitario si mette in prima linea, prende le difese diciamo di prepotenza, superando il ruolo della coscienza e della consapevolezza. Ormai le difese si sono alzate e l’emozione non viene tante volte nemmeno percepita.

Il lavoro del terapeuta in questi casi dovrà anche essere se possibile quello di riavvolgere il nastro all’incontrario e riportare a livello conscio quella fase o quel momento della vita che è stato un po’ nemico.

Con tanta pazienza e rispettando i tempi dell’individuo questo è un percorso sul piano sottile dell’energia, fattibile anche con i nostri animali: il rimedio omeopatico, frequenza vibrazionale in risonanza con la totalità del paziente, l’aromaterapia sottile o i metodi di biofeedback possono essere delle strategie percorribili.

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