Arriva la bella stagione, e con lei la voglia di trascorrere più tempo all’aria aperta. Micia ci chiede di uscire più spesso in giardino o terrazzo, e noi stessi siamo più invogliati a portare Fido a passeggiare nel verde. Tutto fantastico, ma c’è un piccolo “ma”: ci possono infatti essere ospiti indesiderati in agguato, ovvero gli ectoparassiti. Questi, oltre ad arrecare un momentaneo disaggio ai nostri amici a 4 zampe, possono anche essere vettori di malattie infettive e parassitarie. Non bisogna quindi abbassare mai la guardia non appena le temperature si fanno miti, ma allo stesso tempo dobbiamo mettere in condizione i nostri amici di godersi insieme noi le belle giornate. Pulci, zecche, zanzare e flebotomi trovano a fine primavera ed in estate la stagione ideale per risvegliarsi e prolificare, e pertanto occorre un’attenta e costante prevenzione. Vediamo insieme nello specifico quali sono i più diffusi parassiti per cani e gatti e come prevenire le infestazioni.
Le pulci
Le pulci sono dei piccoli insetti che misurano da 1 a 6 mm, appartengono all’ordine dei Sifonatteri, non hanno ali, hanno zampe posteriori molto forti che le rendono adatte a saltare, e sono fornite di un caratteristico apparato buccale in grado di succhiare il sangue dall’ospite, pertanto vengono dette ematofaghe. Le specie di pulci più comuni sono:Ctenocephalides felis (del gatto) e Ctenocephalides canis (del cane).
Le pulci adulte hanno assoluto bisogno dell’ospite, senza il quale sopravvivrebbero solo alcuni giorni. Esse vivono circa 3 settimane e depongono uova che divengono larve e poi pupe. Queste ultime possono rimanere nell’ambiente, soprattutto se ci sono le condizioni favorevoli alla loro sopravvivenza, ovvero temperatura mite e costante. In primavera ed autunno le pupe danno vita agli adulti che infestano cani e gatti. Oltre che terreno, erba e prati, anche tappeti, moquette, pavimenti in legno favoriscono la resistenza di pupe e larve. Cani e gatti si possono infestare quindi sia all’esterno che dentro una casa infestata.
Come mi accorgo che fido e micia hanno le pulci?
La sintomatologia da infestazione da pulci è variabile in base a diversi fattori: in primis il grado di infestazione e l’ipersensibilità individuale del paziente. Alcuni cani e gatti sono infatti allergici alla saliva della pulce e pertanto anche un’infestazione minima può causare la dermatite da pulce detta anche DAP.
Cani e gatti, sia se affetti da DAP, che non allergici sperimentano sintomi simili, come ad esempio prurito, eritema con formazione di papule e croste sulla pelle, alopecia autoindotta dal grattamento. Le lesioni ed il prurito compaiono maggiormente nelle regioni del dorso lombare, alla base della coda, sui fianchi e addome.
Le complicanze che si associano più frequentemente all’infestazione da pulci sono lesioni causate dall’auto traumatismo da grattamento che possono infettarsi e dare luogo ad problemi cutanei.
In caso di infestazioni gravi e massive si può avere anemia e trasmissione di alcune patologie infettive come ad esempio l’emobartonellosi nel gatto e la teniasi sia nel gatto che nel cane. Gli animali che non sono allergici alla saliva delle pulci e che hanno un’infestazione lieve possono anche essere asintomatici e pertanto, onde evitare che l’infestazione si propaghi prima sul nostro pet, e dopo in casa, è sempre meglio ispezionare pelo e cute dalla primavera all’autunno. Potremmo infatti notare sul loro pelo soltanto una sorta di forfora nera e molto sottile, senza altri segni. Ebbene quelle sono le deiezioni delle pulci e pertanto conviene sempre segnalarlo al veterinario curante. Segni indiretti sono poi le feci dei nostri pet con la presenza di materiale biancastro simile a chicchi di riso allungati, che potrebbero essere tenie trasmesse dalle pulci.
Come proteggere i nostri amici dalle pulci
Il cardine della profilassi antiparassitaria è la prevenzione. Nel periodo primaverile il nostro veterinario curante ci consiglierà sicuramente un protocollo antiparassitario cucito su misura in base all’esposizione ed allo stato di salute dei nostri amici. Indicativamente è bene applicare antiparassitari da marzo – aprile fino a dicembre incluso, specialmente al Sud dove le temperature sono più miti, oppure se i nostri amici hanno libero accesso ad aree all’aperto come parchi, giardini, terrazze, ed ancora se hanno una buona vita di relazione con i loro simili.
Le pulci si trasmettono anche con il contatto con animali infestati. In commercio ci sono moltissimi ectoparassicidi che proteggono sia dall’infestazione prevenendola sia, in caso di presenza di pulci sul nostro pet, possono debellarle. Talvolta oltre a questi prodotti è necessario un bagno medicato o anche soltanto di pulizia per allontanare le pulci morte a seguito della somministrazione di antiparassitari. Anche in questo caso il fai da te non è mai un bene, e vale sempre la pena chiedere al nostro veterinario curante un consiglio.
Ci sono casi in cui malgrado si effettuino tutti i trattamenti consigliati, cani e gatti continuano ad essere parassitati. In questi casi bisogna sospettare fortemente un’infestazione ambientale. Vanno quindi controllati gli ambienti dove maggiormente sostano Fido e Micia, e va programmata una disinfestazione ambientale. Questa va fatta quando in casa non sono presenti né persone né animali per evitare fenomeni di intossicazione.
Esistono prodotti che possono essere acquistati in farmacia, oppure ditte specializzate nelle disinfestazioni ambientali. Anche in questo caso è sempre meglio chiedere al veterinario di fiducia. Una volta proceduto con la disinfestazione bisognerà controllare e lavare cucce, coperte, tappeti e passare l’aspirapolvere per allontanare gli eventuali insetti morti.
Le zecche
Le zecche sono parassiti esterni appartenenti alla classe degli Aracnidi, come gli acari ed i ragni. Vivono nutrendosi del sangue dei loro ospiti e vengono pertanto definite anch’esse ematofaghe obbligate. Questi parassiti depongono uova nell’ambiente e da queste uova si sviluppano larve a 6 zampe; le larve poi dopo il primo pasto di sangue mutano in ninfe, più grandi e dotate delle definitive 8 zampe.
Nel nostro Paese troviamo numerose specie di zecche, ma quelle più pericolose per la trasmissione di patologie infettive sono la zecca del cane (Rhipicephalus sanguineus), e la zecca dei boschi (Ixodes ricinus). Le prime sono molto diffuse soprattutto in aree urbane e periurbane, come parchi e giardini, specialmente se mal tenuti e pieni di erbacce secche. Le seconde invece vivono principalmente in boschi umidi e nei prati erbosi non secchi, anche se entrambe possono ritrovarsi in entrambi gli habitat. Negli ultimi anni i notevoli cambiamenti climatici ed i fenomeni piovosi, soprattutto in periodi caldi, hanno influito sulla loro diffusione, tempi di sopravvivenza, attività e distribuzione geografica, rendendo questi parassiti sempre più diffusi ed insidiosi.
Come mi accorgo che fido e micia hanno le zecche?
Le zecche sono molto più grandi delle pulci e ben visibili ad occhio nudo, specialmente se hanno appena effettuato il pasto di sangue. Dopo il pasto infatti possono addirittura moltiplicare il proprio peso di 120 volte. Sono piccoli insetti simili a ragni che si incistano nella cute principalmente dei cani, ma anche dei gatti. Le dimensioni possono variare da pochi millimetri fino a superare un centimetro, subito dopo il pasto di sangue. I principali sintomi sono quindi il riscontro del parassita sull’animale, e dove è attaccato una piccola area di eritema ed infiammazione. La zecca va rimossa sotto consiglio del veterinario con una particolare procedura che mira a non lasciare il rostro, ovvero l’apparato buccale, nella pelle.
Che sia presente da pochi minuti o da diversi giorni, il vero pericolo legato all’infestazione da zecche è rappresentato dalle malattie infettive che esse possono trasmesse. Le zecche sono infatti vettrici di malattie batteriche e virali che possono essere anche gravi per Fido ed in parte per Micia. Tra queste quelle di più frequente riscontro sono l’Ehrlichia canis, la Ricketsia conorii, la Borrelia sp, la Babesia sp e l’Hepatazoon canis. I principali sintomi di queste patologie sono: febbre, letargia, tendenza a sviluppare emorragie per la piastrinopenia associata, zoppia, petecchie ovvero piccole emorragie puntiformi, epistassi ovvero sangue dal naso.
Se ti sei accorto che il tuo cane ha preso le zecche, oltre a rimuoverle secondo le istruzioni del veterinario, o farle rimuovere dal tuo veterinario stesso, tienilo sotto controllo. Se la zecca alberga uno di quegli agenti patogeni infatti, all’atto della suzione del sangue, è probabile che abbia contagiato il tuo amico. L’incubazione dell’infezione che segue il morso della zecca può variare dalle 2 alle 4 settimane, ed i sintomi compaiono subito dopo questo tempo, ovvero tra le 3 e le 6 settimane dopo la puntura. È importante quindi sottoporre il tuo cane a degli esami diagnostici aspecifici come l’emocromo e l’elettroforesi delle proteine sieriche, ed esami sierologici specifici per diagnosticare l’eventuale infezione, circa 20-30 giorni dopo il morso di zecca, anche in assenza di sintomi. Niente paura però: se diagnosticate in tempo queste patologie sono curabili nella maggior parte dei casi.
Consigli naturali per un’estate tranquilla
Pulci e zecche sono parassiti temibili ed in grado di trasmettere numerose malattie infettive, che possono anche intaccare gravemente la salute dei tuoi amici a quattro zampe. È molto importante quindi effettuare rigorosi controlli dal veterinario poiché le infestazioni da pulci e la puntura delle zecche, oltre ad essere un disagio per il tuo amico con la coda, possono esporlo a pericolose patologie. Ad oggi l’unico modo per evitare il contatto con pulci e zecche è quello di applicare regolarmente prodotti antiparassitari che abbiano una spiccata azione contro di esse. Oltre ai classici antiparassitari di sintesi, possiamo avvalerci anche di presidi più naturali sia per la prevenzione che per curare le dermatiti che ne conseguono. L’olio di neem, ad esempio, è un ottimo prodotto naturale anti puntura, la crema alla calendula può essere utilizzata localmente sulle lesioni per facilitarne la guarigione ed infine il fitoembrioestratto di Ribes Nero può essere utilizzato per ridurre la sintomatologia infiammatoria ed il prurito. Chiedi al tuo medico veterinario di fiducia qual è il protocollo antiparassitario e di supporto più idoneo per il tuo pet e, se vivi in zona endemica, effettua regolari controlli ematici che serviranno a prevenire le forme più severe di malattia. Nel prossimo articolo vedremo invece le insidie che possono causare le punture di zanzare e flebotomi e come ridurre i rischi.








