La coprofagia nel cane e nel gatto: comportamento patologico o fisiologico?

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Con il termine di coprofagia si intende l’ingestione di feci da parte dei nostri amici a 4 zampe. Questo comportamento, sebbene a noi possa sembrare raccapricciante, è purtroppo molto frequente ed a volte addirittura fisiologico. Dobbiamo in primis capire se il nostro amico ingerisce le proprie feci (autocoprofagia), quelle di un suo simile (coprofagia intraspecifica) o di altri animali (coprofagia interspecifica). In oltre bisogna cercare di capire in che occasione ed in che momento della vita il nostro cane o gatto ingerisce le feci. Queste distinzioni sono molto importanti al fine di comprendere se questo comportamento rappresenta la spia di un malessere o se è, purtroppo per noi, normale. Va premesso che la coprofagia riguarda prevalentemente il cane che è un animale carnivoro, ma che è anche un grande opportunista alimentare e si ciba pertanto di una più ampia gamma di alimenti rispetto al gatto. 

Coprofagia fisiologica

Vi sono dei casi in cui l’ingestione delle feci fa parte del normale comportamento del nostro amico; un esempio è quello delle mamme cagne che per tenere puliti i loro cuccioli e la tana, ingerisce le feci dei cuccioli stessi. Anche nel cucciolo questo comportamento può essere parafisiologico quando lo mette in atto per imitazione della madre stessa e pertanto non dovrebbe superare una certa età, pressappoco i 2 o 3 mesi di vita al massimo. Se il comportamento persiste oltre i 4 o 5 mesi di età va considerata una valutazione veterinaria e comportamentale in quanto potrebbe darsi che alcuni errori nell’allevamento del cucciolo possano contribuire al perpetuarsi di questa abitudine. Un’altra causa di coprofagia per così dire fisiologica è poi la condizione di totale abbandono nella quale cani maltrattati ed abbandonati a se stessi, vengono lasciati senza cibo per giorni e per disperazione, mossi dalla fame, ingeriscono le proprie feci, nell’inconsapevole speranza di racimolare qualche residuo alimentare poco digerito. Ma ovviamente questo è un caso estremo…

Coprofagia patologica

La coprofagia ha invece una causa patologica in alcune situazioni specifiche, e dobbiamo distinguere in coprofagia causata da sintomi organici e coprofagia di origine comportamentale. Per quanto concerne quella di origine fisica è ad esempio il caso delle carenze vitaminico minerali che spingono il nostro Fido a cercare di recuperare sostanze dal cibo già digerito, oppure in presenza di problemi gastrointestinali, come alterazione della funzionalità pancreatica, infezioni intestinali, sindrome da malassorbimento. In tali situazioni, alla coprofagia si accompagna spesso la diarrea: in questo caso è opportuno parlarne con il veterinario curante che saprà di certo prescrivere le indagini più adatte. Alcune di queste potrebbero essere un esame coprologico esteso, degli esami del sangue ed un’ecografia addominale. In realtà al giorno d’oggi con la cura dell’alimentazione del nostro cane questi tipi di coprofagia di origine “carenziale”, sono sempre più rare. La causa più frequente quindi di coprofagia, e soprattutto di autocoprofagia, è quella comportamentale. Il nostro Fido tende infatti ad ingerire le proprie feci se sottoposto a situazioni di stress, disagio, ansia ma anche banalmente per noia.

Quali sono le principali cause di coprofagia di origine comportamentale?

Molto spesso in buona fede i proprietari di cani, soprattutto se alle prime armi, compiono una serie di errori gestionali che portano ad errati processi educativi. I cuccioli sono spesso esasperati e spaventati dalle continue sgridate dei loro umani e per paura di sporcare in un luogo inappropriato, non sapendo come fare, nascondono le feci ingerendole, per evitare ulteriori conflitti. Anche cani vissuti in spazi angusti e sopraffollati possono ingerire i propri escrementi a causa dello stress, come accade purtroppo spesso in canili lager, dove le condizioni igieniche ambientali sono scadenti. Altro caso è quello delle scarse cure che l’umano dedica al suo cucciolo e pertanto lui cerca di attirare l’attenzione ingerendo le feci perché sa che a seguito di questo comportamento il suo umano, seppur sgridandolo, gli darà un po’ di considerazione. Insieme alle scarse attenzioni, anche gli scarsi stimoli possono portare il nostro Fido ad ingerire le proprie feci. La noia e l’apatia possono infatti condurlo a questa abitudine.

Cosa fare per ridurre questo sgradevole inconveniente

In primo luogo dobbiamo sempre rivolgerci al nostro medico veterinario curante che conoscendo il nostro cane o il nostro gatto, e il contesto in cui vive. Saprà sicuramente consigliarci l’iter diagnostico più appropriato. Una volta escluse le cause fisiologiche e di natura fisica, la prassi è quella di richiedere un consulto di un medico veterinario esperto in comportamento. Ma se dall’anamnesi emerge che la possibile causa è la noia, si può iniziare ad incrementare il tempo passato con il nostro cane ed a proporgli delle attività stimolanti come passeggiate nel verde o al mare, giochi casalinghi o banalmente aumentare il numero di passeggiate quotidiane consentendogli di annusare in giro per esplorare l’ambiente esterno. Non tutti sanno infatti che quando il nostro cane in passeggiata annusa ogni metro che percorre è come se stesse leggendo le notizie di attualità: gli odori lasciati dai suoi simili e da altri animali sono una fonte di notizie su quello che è successo prima del suo passaggio; strattonare Fido mentre è intento ad annusare un albero o il palo della luce è quindi un comportamento molto poco rispettoso della sua etologia!  Vanno poi evitate assolutamente le punizioni che potrebbero peggiorare la situazione facendo precipitare il nostro amico in uno stato di angoscia e frustrazione, cercando il più possibile di farlo distrarre e creando occasioni di gioco che vadano a rinforzare la relazione uomo-cane. Un modo sicuro per evitare che il cucciolo mangi le feci è quello di allontanarle non appena emesse, senza sgridarlo, e distruggendole immediatamente. In oltre esistono degli integratori naturali così detti “amaricanti” che rendono le feci amare e quindi se somministrati con regolarità agevolano a dissuaderlo da questa abitudine. Attenzione però: i prodotti amaricanti possono ridurre la frequenza del comportamento, ma non risolvendo la causa sottostante e scatenante questo comportamento si rischiano continue recidive e tanta frustrazione per cane ed umano.

Perche’ intervenire: i rischi della coprofagia

Oltre ad essere un’abitudine davvero sgradita, la coprofagia può presentare dei rischi veri e propri per la salute dei nostri amici, specialmente se le feci che ingeriscono appartengono ad altre specie animali. Il caso più frequente è quella dell’ingestione delle feci di gatto che si verifica molto spesso a causa dell’alimentazione molto “saporita” dei felini. I cibi confezionati di questi animali sono spesso addizionati di appetizzanti e sostanze che invogliano a mangiare. Ebbene anche le feci che contengono materiale parzialmente digerito, possono conservare quegli odori ed essere, per così dire, molto invitanti per Fido. L’unica cosa da fare è tenere sempre la lettiera del nostro felino di casa perfettamente pulita o posizionarla in un luogo inaccessibile al cane. Spesso poi i cani se portati liberi in campagna, tendono ad ingerire feci di altri animali quali cavalli, vacche, suini etc etc. in questo caso, come anche in quello dell’ingestione di feci di gatto, c’è il rischio di trasmissione di parassiti intestinali, protozoi, ed anche di contrarre malattie virali. E’ bene quindi sempre controllare il nostro amico in passeggiata, cercando di evitare in tutti i modi che ingerisca feci di altri animali. Se proprio non si è sicuri di esserci riuscirci, è bene sottoporlo ad un esame coprologico completo ogni 3 mesi, raccogliendo 3 campioni da 3 diverse emissioni per avere un risultato più attendibile.

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