Dott.ssa Giovanna Gallerani

Ossiuri e ossiuriasi. I vermi birichini.

Tempo di lettura: 6 minuti

“È notte fonda. Un urlo, seguito da pianto disperato e spaventato, mi sveglia all’improvviso. Corro in camera di uno dei componenti della mia famiglia.

”Ho male, ho prurito”.

Spoglio l’esserino addolorato e super agitato. Ed ecco li vedo, i mostriciattoli orribili, causa del problema: gli ossiuri. Io, più agitata (e disgustata) dell’interessato, mi vesto, corro alla farmacia di turno, come se non ci fosse tempo, compro lo sciroppo killer per sradicare immediatamente il problema. Una dose a tutti!!! Poi indosso i guanti, cambio tutte le lenzuola e tutta la biancheria, bollitura e via così per qualche giorno.

 Tutti mi prendevano per matta. Forse sì, forse no, ma di certo ESAGERATA !!!!

Quello fu il mio primo incontro ravvicinato con ciò che avevo studiato e curato nei pazienti.

Allora… Cosa sono gli Ossiuri?

Il nome deriva dal latino Oxyuris. Ossiuriasi (oxyuriasis) è la parassitosi determinata da Enterobius  vermicularis, la più frequente in età pediatrica, ma estendibile a tutte le età, nota fin dai tempi biblici, antichissimi, considerando anche le situazioni igieniche di allora.

Gli ossiuri sono piccoli vermini  bianchi, filiformi, mobilissimi. La femmina fecondata migra dalla zona ileo cecale dell’intestino verso la zona anale, durante le prime ore di sonno dell’ospite; esce deposita le uova e muore. Le uova si schiudono in 4-6 ore e provocano prurito anale. Nelle bimbe possono migrare nella zona vulvovaginale, provocando, oltre al prurito, dolori vaginali.

Ci si infesta e reinfesta, per via orale, con le mani sporche di materiale infetto o di terra  o tramite oggetti, tipo giocattoli o ciucciotti infettati. 

Oltre al prurito anale notturno, altre manifestazioni possibili della parassitosi sono orticaria, asma, mal di testa, occhi cerchiati, inappetenza o fame, disturbi digestivi, dolori addominali vaghi e indefinibili, irritabilità, disturbi del sonno con risvegli frequenti, paure e incubi; lo stato di agitazione può anche portare ad accessi di rabbia, aggressività e crisi convulsive, in soggetti particolarmente predisposti.

La diagnosi di ossiuriasi

Già spesso a occhio nudo, nelle feci, gli ossiuri si possono vedere, soprattutto se l’infestazione è cospicua. Altrimenti lo scotch test, il test più attendibile, li evidenzia al microscopio: si appone un pezzetto di scotch al mattino al risveglio sulla zona anale per 30 secondi, in modo che uova e femmine si attacchino, poi lo si fa aderire a un vetrino che verrà esaminato in laboratorio.

Al microscopio si esegue anche l’esame parassitologico delle feci: io consiglio sempre 3 test successivi in 48-72 ore, per escludere, con più sicurezza, la presenza dei parassiti, nel caso in cui il primo controllo sia negativo, ma persistano dubbi clinici.

Inoltre, nell’esame ematochimico si può rilevare un aumento di eosinofili, come nelle  allergie, ma è difficile prescrivere un emocromo in prima battuta, se pensi ai  parassiti. A volte invece può succedere che in un esame del sangue trovi eosinofili alti e vai a indagare sui parassiti stessi.

Questo vale sempre per la ricerca dei parassiti, sia per i tempi dell’esame fecale che per l’emocromo.

Terapia contro gli ossiuri

La terapia che stronca le larve è quella con farmaci tradizionali, allopatici. Va ripetuta dopo 15 giorni, perché le uova disperse nell’ambiente si schiudono in quel lasso di tempo. Si consiglia di estenderla a tutti i membri, famigliari e no, che accudiscono il bambino in modo stretto, soprattutto se sintomatici o con  scotch test positivo.

Talvolta ho visto dopo queste terapie reazioni orticarioidi intense: potrebbe essere il farmaco, ma anche le tossine dei parassiti, che, come abbiamo detto, provocano un aumento degli eosinofili e quindi possibili orticarie. Una liberazione massiccia all’istante di tossine potrebbe essere la causa di tale effetto, senza dover accusare nessun altro.

Se la terapia è questa, allora, come sempre, è importante  la PREVENZIONE

                                                                

Combattere gli ossiuri con l’igiene ambientale e personale

L’igiene ovviamente quella che conosciamo tutti… e soprattutto in questi ultimi anni… lavare le mani, mantenere unghie corte e ben pulite, cercare di evitare grattamento della zona anale e perianale.

Igiene accurata dei bagni, cambio frequente della biancheria personale e da bagno che si consiglia sempre e comunque che sia personale, cambio frequente delle lenzuola, lavaggio a 60° degli indumenti personali, pulizia dei giocattoli, dei ciucci, lavaggio delle verdure crude, evitare la promiscuità di più bambini e adulti nello stesso letto.

Poi far entrare il sole nelle stanze, infatti le uova sono sensibili alla luce solare.

Ossiuri e igiene intestinale

Importante è creare un ambiente inospitale per i parassiti.

Un intestino disbiotico è facilmente aggredibile dai parassiti, in generale.

Lo yogurt, ricco di probiotici, aiuta, come l’estratto di semi di pompelmo in acqua  più volte al di, e il famoso aglio della tradizione e alcuni aggiungono anche la cipolla macerata di cui si beve l’acqua. La dieta povera di zuccheri e carboidrati è importante per antagonizzarne la crescita, e che sia ricca di acqua e di fibre per favorire l’evacuazione.

Dopo qualsiasi trattamento consiglio di pulire l’intestino e aiutare la peristalsi  per  smaltire i “rifiuti”: le fibre alimentari e acqua da bere abbondante, sono essenziali, il Mirtillo rosso (Vaccinium vitis) come fitoterapico regolatore della motilità intestinale, è di grande aiuto. Anche prodotti a base di silicio possono aiutare senza creare problemi a piccoli e grandi, seguiti poi da una ricolonizzazione con prebiotici e probiotici e/o colostro che poi vanno continuati  per  lungo  tempo e scelti  sul paziente.

Cure naturali contro gli ossiuri

Tra i fitoterapici storici più usati nelle parassitosi ricordiamo: l’Assenzio (o Artemisia absinthium) viene descritto in grado di distruggere le membrane cellulari del verme, ma non è del tutto maneggevole, può essere  associato anche con l’aglio; l’estratto di semi di zucca che ha effetto paralizzante sul verme e lo fa staccare dalla parete intestinale, ma che va poi smaltito con fitoterapici e alimenti favorenti l’evacuazione. Poi ancora Ontano nero (Alnus glutinosa), Noce (Juglans regia), depurativa e antisettica, Timo, Camomilla, lenitiva sull’intestino, e Chiodi di garofano, antiinfiammatori e antisettici, Curcuma, antiossidante.

Per i bambini si preferiscono fitoterapici estratti con poco alcool, quindi fitoembrioestratti  o  estratti  idroenzimatici.

Esistono prodotti in commercio che raggruppano vari fitoterapici in connessione  terapeutica.

Molto utilizzati e moderni anche gli oli essenziali tra cui Timo, Origano, Coriandolo e Tea tree oil, che si possono usare sia per via orale o anche con applicazioni transcutanee ombelicali, con leggerissimo massaggio, disciolti in olio vegetale (macadamia, girasole  o mandorle) da usare a cicli. Ma io li consiglio solo nei bambini più grandi e facendo molta attenzione.

Un consiglio: se il pediatra prescrive il farmaco allopatico a più rapido effetto, ma anche più tossico, raccomando a seguire e in prevenzione di porre l’attenzione su  rimedi naturali.

Infine qualcosa in più…

Gli ossiuri, come le parassitosi in genere, sono un po’ infide, e, spesso, se non stroncate  completamente, restano latenti pronte per riapparire quando il paziente attraversa un periodo di problematiche personali con abbassamento relativo delle difese  immunitarie.

Perciò quello che si deve fare è come al solito prendersi cura del paziente e non solo del sintomo.

Sul piano emozionale possiamo ricordare anche i fiori di Bach e quelli australiani, che  possono aiutare moltissimo in certe  fasi  della  crescita e della  vita in genere.

Curare gli ossiuri con l’omeopatia

Ma  per un approccio più completo, non può mancare l’Omeopatia.

Se esamino le rubriche repertoriali legate agli ossiuri e ai vermi in generale, alcuni  rimedi balzano agli occhi: Cina maritima, Spigelia anthelmia e Silicea, oltre a tanti altri, che si possono usare sul sintomo ”ossiuri“, ma anche tenendo presente qualche modalità propria del paziente, che è la regola omeopatica basica del successo terapeutico.

Cina, della famiglia delle Composite, è quella che potrebbe rappresentare meglio sintomi sopradescritti: irritabilità, capricciosità, digrignamento dei denti nel sonno convulsioni da vermi, aggressività e violenza, tosse secca e spasmodica, prurito al naso toccandolo continuamente e infilandovi le dita… Infatti, spesso i bambini coi vermi hanno stato di agitazione non ben definito, risvegli notturni per il ciclo vitale degli ossiuri, incubi, oltre che dolori addominali che Cina condivide anche con Spigelia (dolori attorno all’ombelico), insieme al prurito in generale.

Caratteristici per Cina e Silicea sono gli aggravamenti soprattutto con la luna piena, meno con la nuova.

Questo vale per tutti i parassiti, ma in particolare per gli ossiuri che, avendo un ciclo vitale di 2 settimane, quindi sincronizzato con le fasi lunari, hanno sensibilità alla luna piena e alla nuova.

Da ricordare anche un rimedio omeopatico a base di ossiuri (Oxyuris vermicularis) ora purtroppo non più in commercio in Italia, utilizzabile sia in prevenzione che in terapia.

Conclusioni

Per quanto riguarda la prevenzione igienica tutti la possono e la devono applicare e insegnare  ai  bambini, fin da piccoli, come regola di vita personale e sociale.

Quello che va chiarito che questi piccoli suggerimenti terapeutici devono rimanere tali e solo a livello di conoscenza personale. IL FAI DA TE è sempre sconsigliabile. Sarà il medico, che conoscendo il paziente, sceglierà tra i fitoterapici, tra gli oli essenziali, ma soprattutto indicherà una terapia di terreno omeopatica, sul paziente, sia esso bambino che adulto, per mantenere il suo bilanciamento psicofisico.

NEWSLETTER

Iscriviti alla nostra newsletter per ricevere tutti gli aggiornamenti.

Share This