Dott.ssa Maria Giovanna Careddu

Reflusso in gravidanza, cosa fare per limitarlo

Tempo di lettura: 6 minuti

Prima di concentrarci del reflusso in gravidanza cerchiamo di capire  brevemente che cos’è il reflusso e quali sono i suoi sintomi principali. Il Reflusso gastroesofageo è una diminuzione della pressione dello sfintere gastroesofageo o cardias, la valvola che separa l’esofago dallo stomaco. Quando, a causa di numerosi fattori, questa pressione diminuisce, la valvola resta parzialmente aperta e il contenuto acido dello stomaco si riversa nell’esofago che, non essendo attrezzato a far fronte all’acidità, ne viene aggredito.

La sintomatologia è molto eterogenea e va da sintomi prevalentemente gastrici, come il bruciore alla bocca dello stomaco, a sintomi extra esofagei tra i quali i più comuni sono mal di gola, laringite, tosse stizzosa, raucedine, soprattutto al risveglio, sensazione di un nodo perenne alla gola, come se in gola ci fosse del catarro o comunque un corpo estraneo che la ostruisce.  Questi ultimi sono molto meno facilmente riconducibili ad un problema che nasce a livello dello stomaco, ma ne sono un importante campanello di allarme e sono legati al fatto che non solo direttamente l’acido, ma anche i suoi vapori possono risalire l’esofago e andare a colpire la mucosa a livello della gola.

Il reflusso in gravidanza

La sintomatologia del reflusso è abbastanza comune in gravidanza, con un’alta percentuale di donne che lo accusa in maniera spesso molto fastidiosa.  E’ principalmente legato alla variazione dell’assetto ormonale durante il periodo gestazionale, e principalmente all’aumento della concentrazione di progesterone. Questo ormone ha infatti il compito di diminuire la contrazione muscolare, per ridurre al minimo le possibilità di contrazioni uterine, ma ovviamente i suoi effetti si manifestano anche a livello della muscolatura di stomaco, esofago e dello sfintere gastroesofageo. Questo si traduce sostanzialmente in una diminuzione della velocità dello svuotamento gastrico, col chimo (il cibo ingerito e miscelato ai succhi gastrici) che permane più a lungo nello stomaco, in maggiore difficoltà digestive, ma soprattutto in una diminuzione della pressione dello sfintere gastroesofageo che è alla base del reflusso.

Col procedere della gravidanza subentra anche l’aumento delle dimensioni dell’utero, che tende a schiacciare lo stomaco portando ad un’ulteriore perdita di pressione dello sfintere e conseguente aumento della sintomatologia da reflusso gastroesofageo.

I sintomi del reflusso in gravidanza iniziano in genere a comparire alla fine del primo trimestre di gestazione e tendono ad aumentare gradualmente. In genere possono persistere fino alla 4 settimana dopo il parto e a quel punto iniziano a decrescere fino in genere a scomparire, ammenoché il reflusso non sia una condizione pregressa, ovvero presente già prima della gravidanza.

Reflusso in gravidanza: cosa fare

Sebbene vi siano alcuni farmaci e diversi rimedi naturali per il controllo dei sintomi, in genere sarebbe opportuno iniziare sempre con una modifica dello stile di vita, soprattutto se i sintomi sono sopportabili, e quindi attuare dei cambiamenti, sia nell’alimentazione che in alcune piccole abitudini quotidiane, che possono portare ad una sostanziale riduzione dei sintomi.

Per quanto riguarda i farmaci, occorre prestare molta attenzione ed evitare iniziative personali chiedendo sempre il parere del medico, poiché alcuni di loro, come ad esempio gli inibitori di pompa protonica quali l’omeprazolo, possono avere degli affetti avversi. Esiste comunque la possibilità di utilizzare un approccio naturale che aiuti a ridurre il reflusso senza effetti collaterali.

Modifiche allo stile di vita: cosa mangiare e come dormire  per il reflusso in gravidanza

Sono stati individuati i cibi che danno maggiormente fastidio a chi soffre di reflusso. Per maggiori approfondimenti si può consultare questo articolo.

I cibi maggiormente incriminati sono quelli speziati, quelli acidi come agrumi, pomodoro, prugne, gli alimenti contenenti caffeina, menta, alcool e le bevande gassate. Per tutti  questi alimenti però non esistono prove scientifiche inconfutabili sul fatto che la loro eliminazione possa portare un reale miglioramento per il paziente, pertanto l’atteggiamento più corretto sembra essere quello di seguire una dieta personalizzata, cercando di eliminare solo quei cibi la cui ingestione crea un reale disagio.

Molto interessanti inoltre alcuni studi recenti che propongono la modulazione dei macronutrienti di ogni pasto, andando ad agire quindi sull’apporto di carboidrati, grassi e proteine da ingerire durante la giornata.

I migliori risultati, in termini di efficacia antireflusso, si hanno riducendo il contenuto di grassi, soprattutto quelli saturi (che si trovano prevalentemente in carni grasse, prodotti da forno industriali, fritti, olio di cocco e di palma, burri e margarine) e di carboidrati semplici, e aumentando invece quello delle fibre, carboidrati più complessi e non assorbibili. Uno studio molto interessante ha notato infatti che l’utilizzo di fibre, nello specifico il Fieno greco, ha dato dei risultati simili a quelli raggiunti con la somministrazione di Ranitidina da 75 mg per 2 volte al giorno. Facciamo attenzione però, perchè il Fieno greco  è sconsigliato in gravidanza e ci sono diversi studi che lo hanno collegato all’insorgenza di problemi fetali. In gravidanza è quindi opportuno optare per altre fonti di fibre, quali ad esempio lo Psillio che ha il vantaggio di regolarizzare anche la funzione intestinale, spesso compromessa nelle gestanti.

Un altro accorgimento che può essere utile è quello di evitare di consumare i pasti a tarda sera, andando a dormire almeno un paio d’ore dopo il desinare, e magari sollevare la parte alta del letto, in modo che la testa sia sempre in posizione un po’ più alta rispetto allo stomaco. Anche mangiare meno ma più spesso, facendo un piccolo spuntino a metà mattina e uno a metà pomeriggio, può essere di aiuto.

Cosa bere per il reflusso in gravidanza:

Considerato che, come già detto, è necessario prestare attenzione alle bevande contenenti caffeina, menta, a quelle acide così come a quelle gassate, ci sono delle tisane che possono essere di aiuto per contrastare sia il bruciore che l’infiammazione della mucosa. A me piace consigliare una tisana particolarmente Yin, con fiori di Calendula, che riparano la mucosa irritata e leniscono il bruciore, fiori di Crisantemo che sono particolarmente rinfrescanti, Malva e Altea. Queste ultime sono ricche di mucillagini che, oltre alla loro azione lenitiva, rivestono la mucosa proteggendola dall’acido.

Reflusso in gravidanza: rimedi naturali

Se, nonostante i cambiamenti dello stile di vita i sintomi persistono, è possibile assumere dei rimedi naturali che ci aiutino a ridurre il bruciore. Da Farmacista a  me piace molto consigliare i fitoembrioestratti, sono sicuri, sia in gravidanza che in allattamento, e danno degli ottimi risultati. Quello che maggiormente può essere di aiuto per il reflusso è il fitoembrioestratto di Fico. Agisce sulla mucosa dello stomaco con un effetto che è allo stesso tempo digestivo e lenitivo e i suoi effetti calmanti sono avvertibili quasi immediatamente. Può essere assunto da solo o in associazione ad Ontano nero e Noce. In quest’ultimo caso io consiglio però il complesso ottenuto dalla macerazione simultanea delle 3 gemme e non quello ottenuto dalla semplice somma dei macerati singoli. Il primo gode infatti delle sinergie che si formano tra le gemme durante la macerazione, ed è molto più potente in termini di efficacia.

Omeopatia e reflusso gastroesofageo in gravidanza

Per quanto riguarda i rimedi omeopatici il mio consiglio è sempre quello di rivolgersi ad un bravo omeopata, che saprà consigliare il rimedio più adatto al caso. Nel frattempo però potremmo godere degli effetti benefici di alcuni rimedi. Vi riporto quelli che io consiglio maggiormente, ed essendo un trattamento in acuto, la diluizione suggerita è la 6CH.

Robinia pseudoacacia: è uno dei rimedi di elezione per l’iperacidità gastrica e il bruciore alla bocca dello stomaco. I sintomi peggiorano alla notte e la gastralgia può essere accompagnata da vomiti o eruttazioni acide. La sintomatologia gastrica può essere associata a cefalee.

Carbo vegetabilis: è un altro dei rimedi che maggiormente aiutano per il reflusso in gravidanza, specialmente se il bruciore di stomaco è accompagnato da eruttazione frequente. Affronta quello che in gergo viene definito TLESR, ovvero una diminuzione della pressione dello sfintere gastroesofageo che si apre per favorire l’eliminazione di aria dallo stomaco. La fuoriuscita dell’aria è spesso accompagnata dall’acido gastrico che è il principale responsabile della comparsa del bruciore alla bocca dello stomaco. A dire il vero la formazione di aria è un po’ caratteristica del rimedio, e non si limita allo stomaco, ma si estende anche alla regione intestinale, con la comparsa di coliche. L’emissione di aria è in genere accompagnata da un sollievo momentaneo e spesso il bruciore è aggravato dall’ingestione di frutta, caffè, alcol e cibi speziati e i sintomi tendono a peggiorare alla sera. E’ un rimedio che ha molte altre utilità in gravidanza, in quanto, data la sua azione epatica, decongestiona il circolo portale e questo è di grande aiuto non solo nella prevenzione, ma anche nel trattamento delle emorroidi, un’altra condizione abbastanza comune in gravidanza. La sua azione venosa si estende in generale a tutta la circolazione, e il rimedio è quindi utile anche per prevenire l’eccessiva dilatazione dei vasi che causa gonfiore e pesantezza agli arti inferiori. Inoltre, l’assunzione di Carbo vegetabilis nell’ultimo trimestre di gravidanza può essere di aiuto per facilitare l’espulsione della placenta dopo il parto.

Ipeca: è un rimedio che io consiglio se si ha uno stomaco dolente accompagnato da nausea e vomiti acidi, incoercibili, che in genere non danno alcun sollievo. Ipeca è il grande rimedio della nausea in gravidanza.

Concludo con la Nux vomica, uno dei primi rimedi ai quali in genere si pensa in presenza di problemi gastrici. Nux vomica ha però uno psichismo peculiare, ed è particolarmente adatto a chi sta affrontando un periodo abbastanza stressante, anche lavorativamente parlando; un periodo in cui ci si sente tesi come una corda di violino, sia per le responsabilità lavorative che per una ostinata competitività. Essendoci una congestione epatica si possono spesso avere episodi di rabbia o collera, non solo con le persone, ma anche con oggetti che non rispondono prontamente ai comandi o alle aspettative. Le difficoltà digestive sono spesso conseguenza di un’alimentazione disordinata. Un’altra caratteristica di Nux vomica è l’insonnia, spesso ci si addormenta tardissimo la sera e si riesce a dormire poco, con un sonno leggero e un’ipersensibilità che fa sì che ci si svegli al primo rumore. E’ un rimedio molto utile anche in presenza di spasmi e di nausee, anche accompagnate da vomito.

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