Dott.ssa Maria Giovanna Careddu

Reflusso gastroesofageo: cos’è e come si cura

Tempo di lettura: 7 minuti

Come dice la parola stessa, il reflusso gastroesofageo  è un flusso controcorrente del contenuto gastrico che dallo stomaco risale nell’esofago e, nei casi più ostinati, può manifestarsi con dei veri e propri rigurgiti acidi. Qui un approfondimento sul reflusso  gastroesofageo

Reflusso gastroesofageo: un disturbo diffusissimo

E’ un problema molto comune nei lattanti e nelle donne in gravidanza, nelle quali sia il feto che spinge lo stomaco contro il diaframma che le variazioni ormonali, tipiche di questo momento, favoriscono la comparsa del reflusso. In entrambi questi casi si tratta però di una condizione transitoria che, anche se fastidiosa, è controllabile con diversi rimedi naturali, soprattutto nelle donne in gravidanza. E’ sicuramente più problematica la condizione in cui il fenomeno cronicizza e si presenta frequentemente, con una cadenza quasi giornaliera o settimanale, fino ad arrivare alla MRGE (Malattia da Reflusso Gastro Esofageo) o, in inglese, GERD (Gastro Esophageal Reflux Desease). Si stima che in occidente circa il 20% delle persone soffra di reflusso gastroesofageo frequente, senza una predominanza di genere, ovvero ne soffrono indifferentemente sia gli uomini che le donne.

Reflusso gastroesofageo cause

Alla base del reflusso c’è un malfunzionamento del cardias, la valvola che separa lo stomaco dall’esofago e che normalmente, e soprattutto durante la digestione, deve stare chiusa proprio per evitare travasi del contenuto gastrico nell’ambiente esofageo.

Quando il bolo, ovvero il cibo masticato e miscelato alla saliva, arriva nello stomaco, vi trova un ambiente già pronto alla sua digestione, grazie alla presenza dei succhi gastrici, la cui sintesi inizia ad essere stimolata in quella che è definita la fase cefalica della digestione che è attivata precocemente, già dall’odore del cibo o addirittura dall’idea del pasto.

Il succo gastrico è un liquido viscoso che è costituito per il 97% da acqua e per il restante da varie molecole tra le quali spiccano l’acido cloridrico, enzimi digestivi e il fattore intrinseco, importante per proteggere la Vitamina B12 che dovrà migrare integra fino all’ultimo tratto dell’intestino prima di essere assorbita.

La sua presenza porta il pH dello stomaco ad un valore compreso tra 1,5 e 3 che, oltre a favorire la catalisi di molti enzimi e la denaturazione proteica, crea un ambiente incompatibile alla vita della maggior parte dei microrganismi ingeriti con gli alimenti.

Se lo stomaco si è organizzato a fronteggiare l’acidità dei succhi gastrici, attraverso la produzione di muco e bicarbonato che hanno il compito di neutralizzare l’azione corrosiva dell’acido, non altrettanto si può dire dell’esofago che, essendo un canale di congiunzione tra il cavo orale e lo stomaco, non ha necessità di proteggersi dai succhi gastrici. E’ pertanto una struttura molto vulnerabile all’azione degli acidi gastrici che lo invadono durante il reflusso gastroesofageo.

Le cause che possono provocare il reflusso sono molteplici, tra le principali:

lo stress che in alcuni casi può portare alla sintesi di sostanze che alterano il tono del cardias allentandolo, ma che agisce anche stimolando la produzione di succhi gastrici.

il fumo di sigaretta

Consumo eccessivo di sostanze alcooliche: in realtà un moderato consumo di alcool durante o prima del pasto facilita il processo digestivo stimolando la produzione di succhi gastrici, pensiamo all’aperitivo, ma anche al digestivo. Una funzione simile a quella dell’alcool la possiede la caffeina.

ernia iatale: è una protrusione dello stomaco nella zona toracica, passando attraverso un piccolo foro del diaframma che normalmente permette il passaggio esclusivamente all’esofago. Questo porta ad una compressione del cardias che resta così sempre aperto favorendo la comparsa di reflusso gastroesofageo. Per un approfondimento medico scientifico su questo argomento vedi pubmed

cibi troppo grassi o pasti troppo abbondanti

asma

gravidanza

obesità: l’eccesso di grasso addominale fa pressione sul cardias allentandone il tono e alla lunga può portare ad un suo malfunzionamento.

Per ultimo, ma non per importanza, l’assunzione di molti farmaci: iniziamo dai FANS (antinfiammatori non steroidei) quali acido acetilsalicilico, ibuprofene, ketoprofene, naprossene ecc., che si stima causino complicanze del tratto gastrointestinale superiore con un’incidenza di circa il 40%, ma anche molti ansiolitici, antidepressivi, antipertensivi come i calcio-antagonisti, e molti broncodilatatori per la cura dell’asma possono predisporre al reflusso gastroesofageo, agendo sulla eccessiva stimolazione dei succhi gastrici.

Reflusso gastroesofageo sintomi

I sintomi del reflusso sono particolari e non sempre ci fanno pensare immediatamente ad una compromissione gastrica. Quando infatti il contenuto dello stomaco si riversa nell’esofago, i vapori dell’acido salgono fino alla gola, scatenando sintomi quali mal di gola, sensazione di nodo alla gola, catarro, laringite, tosse spesso cronica, infiammazione delle corde vocali con raucedine e calo di voce; a volte ci può essere anche singhiozzo frequente e in alcuni casi più drastici si può persino arrivare alla corrosione dei denti.

In genere il reflusso peggiora la notte o in ogni caso quando ci si sdraia, perché ovviamente il flusso dell’acido è favorito dalla direzione orizzontale del tragitto, ecco perché molti sintomi si accentuano al risveglio.

Come curare il reflusso gastroesofageo

Una buona pratica è quella di iniziare curando l’alimentazione, quindi cosa mangiare?

E’ bene evitare cibi troppo acidi così come quelli troppo grassi, i fritti, ma anche evitare le abbuffate, e preferire pasti leggeri ma frequenti. Sì a verdura, frutta non acida, uova, carni bianche, o comunque tagli magri di carne rossa, pesce magro, no ad eccesso di carni rosse, sopratutto quelle più grasse, formaggi, latte intero, frutta acida come ad

Reflusso gastroesofageo: evitare cibi grassi

Reflusso gastroesofageo: evitare cibi grassi

esempio gli agrumi o l’ananas, pomodori, sughi, menta, cibi troppo speziati.

La Medicina cinese ci insegna però che anche la cottura dei cibi ne influenza la loro azione: no quindi a cotture troppo prolungate e ad alte temperature, come la griglia, gli stufati, le fritture, sì a cotture brevi e con calore moderato, come ad esempio quella al vapore.

E’ un’ottima abitudine inoltre mangiare poco la sera a cena e, soprattutto, evitare di andare a letto subito dopo aver mangiato. Inoltre quando ci si corica può essere di aiuto tenere la testa sempre leggermente un pò sollevata rispetto allo stomaco, magari utilizzando un cuscino più spesso, in modo da ostacolare il reflusso.

Inoltre è opportuno limitare le bevande alcoliche, soprattutto la sera, così come un eccesso di caffeina.

Reflusso gastroesofageo rimedi

Esistono diverse classi di farmaci che possono essere utilizzati per ridurre il reflusso, tra questi gli antiacidi quali carbonato di calcio e bicarbonato di sodio, gli alginati, gli inibitori di pompa protonica, quali ad esempio omeprazolo e pantoprazolo, e gli antagonisti dei recettori H2 dell’istamina, come la ranitidina, che hanno il compito di inibire la secrezione acida.

Rimedi naturali contro il reflusso

Da Farmacista a me piace molto consigliare i Fitoembrioestratti. I punti di forza della Fitoembrioterapia sono tantissimi, partendo dal fatto che è una terapia di terreno molto efficace, è priva di effetti secondari ed agisce molto in profondità, con degli effetti che si manifestano sia a livello fisico che mentale.

Sono principalmente 3 i fitoembrioestratti che possono essere utilizzati in caso di Reflusso:

Il Fico, il Noce e l’Ontano nero, ai quali, in particolari casi, si può associare anche il Mirtillo nero.

Il fitoembrioestratto di Fico è uno dei rimedi più Yin, ovvero con un’azione lenitiva, ma anche rinfrescante. Lo Yin è acqua e come tale spegne il fuoco ed è utile quindi a lenire il bruciore associato al reflusso. Se dobbiamo però attribuire una parola chiave al Fico, sarebbe indubbiamente “Digestione”. Il Fico favorisce la digestione del cibo, ma non

gemmoterapia e reflusso gastroesofageo

L’embrioestratto di fico ha una azione lenitiva e rinfrescante

solo, questa sua azione si estende anche a livello mentale, dove questo fitoembrioestratto va a stimolare la digestione degli eventi, a renderli più sopportabili, con un effetto adattogeno che può essere di grande aiuto nella cura della sintomatologia da reflusso, che spesso ha una radice mentale legata alla presenza di eventi che fatichiamo a digerire. A questa si aggiunge anche un’azione antistress più generica di questo fitoembrioestratto, che aiuta favorendo il rilassamento, specie nei soggetti iperattivi.

Il fitoembrioestratto di Noce è invece un rimedio leader nella protezione del territorio, con una grande affinità per tutte le barriere, da quella esterna, rappresentata dalla pelle, a quelle interne quali le mucose e le sierose. Agisce quindi sia sulle mucose dello stomaco che dell’intestino, dove, oltre a lenire l’infiammazione, normalizza anche il microbiota. Ovviamente la sua azione è estesa anche alla mucosa delle alte vie respiratorie, quindi laringe, gola, corde vocali colpite dal reflusso. Il Noce ha anche un’azione pancreatica che aiuta a regolare la produzione di insulina. Quest’azione è potenziata dal fitoembrioestratto di Mirtillo nero, un rimedio a prevalenza vascolare, che quindi ha una buona specificità per il pancreas, un organo estremamente vascolarizzato.

Il Noce è inoltre il rimedio della perseveranza, quindi agisce a livello mentale dando resistenza, forza e tenacia per affrontare le difficoltà della vita. E’ anche un rimedio che accompagna le trasformazioni, rendendo più accettabile il cambiamento e la perdita, situazioni che sono spesso fonte di stress e somatizzazioni gastriche.

Il fitoembrioestratto di Ontano nero è un altro rimedio Yin, la Medicina cinese lo assocerebbe all’elemento Acqua quindi al rene, alla gestione dell’umidità tissutale, con un’azione calmante e lenitiva e un’alta specificità per le mucose e le sierose, e diciamo che qualsiasi processo infiammatorio che coinvolge le mucose riceve particolare giovamento dall’Ontano nero. E’ anche lui un rimedio che a livello mentale aiuta a gestire i cambiamenti, potenziando in questo modo l’azione del Noce.

Il Fico e il Noce sono due rimedi abbastanza complementari, che vanno a coprire aspetti molto diversi: il Fico è un albero molto “socievole”, sotto di lui ospita ed accoglie una vegetazione abbastanza variegata, al contrario del Noce che è invece un albero molto solitario e che, in seguito alla sintesi di una particolare sostanza volatile, lo Juglone, rende l’ambiente sottostante molto ostile alla vegetazione. Uno si occupa quindi di accogliere e digerire, l’altro di proteggere, e l’approccio ideale sarebbe quello di somministrarli insieme, magari prediligendo un rimedio che contenga sia il Fico che il Noce e l’Ontano nero. Ancora meglio se macerati insieme nella stessa miscela e non ottenuti per semplice somma dei singoli rimedi preparati separatamente. Come diceva Pol Henry, il padre della Fitoembrioterapia, macerando le gemme nella stessa miscela, si ottiene un complesso sinergico simbiotico, la cui efficacia è di gran lunga superiore a quella della semplice somma dei singoli macerati.

I Fitoembrioestratti sono inoltre dei rimedi che possono essere tranquillamente utilizzati per gestire il Reflusso gastroesofageo in gravidanza.

Cosa bere in caso di Reflusso gastrico? Tè e tisane

Il Tè è in genere considerata una bevanda da evitare, per via del suo contenuto in caffeina, ma diversi studi hanno dimostrato che il Tè nero può aiutare a proteggere lo stomaco dall’acidità, grazie alla presenza di Teaflavina.

Anche lo Shu Pu’Er, un Tè postfermentato molto particolare, può essere bevuto tranquillamente in presenza di reflusso, in quanto ha un basso contenuto di caffeina e aiuta la digestione, soprattutto dei grassi.

Se invece preferiamo una tisana, consiglio un infuso calmante, come l’infuso di Tiglio: purifica il calore, rilassa la mente e facilita la digestione. La Medicina cinese lo consiglia per la sua azione Yin, rinfrescante, che regolarizza il Qi di stomaco e calma lo Shen, il mentale appunto. Di grande aiuto anche la Malva e l’Altea, piante lenitive e particolarmente ricche di mucillagini.

Non dimentichiamo infine l’Omeopatia: un bravo omeopata saprà sicuramente consigliarci il rimedio o i rimedi più adatti al nostro personale caso.

“La malattia non è qualcosa di esterno a noi, scollegato da ciò che viviamo interiormente. Noi siamo i responsabili e gli artefici della nostra salute e possediamo la capacità, in collaborazione con il medico che abbiamo scelto, di tenerla in armonioso equilibrio. “  G. Spinelli

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