Redazione

Le mimose son già fiorite, e non è un bene

L'allarme lanciato dalla Coldiretti mostra i danni potenzialmente catastrofici dell'aumento anomalo delle temperature su tutta la Penisola
9 Febbraio, 2024
Tempo di lettura: 3 minuti

Se dico mimosa, a cosa pensi? Come tutti, ci scommetterei, pensi all’8 marzo, la Festa della Donna, con i bei fiorellini dall’intenso colore giallo che adornano gli alberi e le bancarelle delle nostre città. Presto però potremmo dover cambiare questa nostra usanza. Il periodo di fioritura della pianta infatti, con il “new normal” delle temperature impazzite, non è più marzo, e a quanto pare neanche febbraio. I fiori sbocciano ogni anno un po’ prima del precedente, e quest’anno, con l’anticlone africano che non accenna a lasciare la Penisola, l’evento è arrivato addirittura a gennaio.

Quest’anno le mimose fioriscono a gennaio

Poco male, verrebbe da dire. In fondo le belle giornate e le temperature miti anche in pieno inverno fanno piacere a tutti. Purtroppo, però, non è così. La Natura è impazzita, e ciò porta con sé un gran numero di conseguenze dannose e non facili da immaginare. Le mimose che oggi sbocciano saranno ben più vulnerabili quando arriverà la prossima gelata. i parassiti delle piante, non solo delle mimose, proliferano e vivono più a lungo, mettendo a rischio interi raccolti. Per questo Coldiretti, in rappresentanza di uno dei settori più colpiti dal cambiamento climatico, lancia l’allarme:

Il comunicato di Coldiretti

“Le alte temperature – si legge nel loro comunicato – mandano la natura in tilt e favoriscono in tutte le piante il risveglio anticipato anche con fioriture fuori stagione e il pericolo di esporre le coltivazioni ai danni di un prevedibile, successivo, forte abbassamento delle temperature con la conseguente perdita dei raccolti. Ma con il caldo le popolazioni di insetti dannosi per le colture sopravvivono per attaccare successivamente i raccolti nella prossima primavera”.

Sono gli effetti di un inverno mite senza pioggia che ha fatto registrare fino ad ora una temperatura superiore di quasi due gradi alla media storica (+1,87°), secondo l’analisi della Coldiretti sulla base dei dati Isac Cnr relativi al mese di dicembre.

L’emergenza siccità, soprattutto al Sud

“A preoccupare – continua la Coldiretti – è anche la siccità per la scarsità di neve in diversi settori dell’arco alpino e su gran parte della dorsale appenninica e una situazione di stress idrico che cresce ma mano che si scende verso Sud con apice nelle isole, che non è certo normale nel mese di gennaio. Gli invasi della Sicilia a gennaio 2024 sono inferiori di ben 63 milioni di metri cubi (-13%) rispetto all’anno precedente secondo le analisi Coldiretti sui dati del Dipartimento Regionale dell’Autorità di Bacino del Distretto Idrografico Sicilia. Per la scarsità di pioggia  c’è carenza di fieno nei pascoli e difficoltà allo sviluppo ortaggi ma sono segnalate difficoltà per le arance o le insalate che non riescono a crescere adeguatamente per la carenza di acqua.”

10 anni caldi come mai prima

L’inizio del 2024 conferma la tendenza al surriscaldamento anche in Italia dove lo scorso anno è stato il più bollente mai registrato facendo registrare lungo la Penisola una temperatura superiore di 1,14 gradi rispetto alla media storica del periodo 1991-2020, secondo elaborazioni Coldiretti su dati Isac Cnr che rilevano le temperature dal 1800. La classifica degli anni più roventi da oltre due secoli si concentra infatti nell’ultimo decennio e comprende nell’ordine dopo il 2023, il 2022 il 2018, il 2015, il 2014, il 2019 e il 2020.

Il cambiamento climatico è stato accompagnato da una più elevata frequenza di eventi violenti, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal freddo al caldo, con sbalzi termici significativi. L’agricoltura – conclude la Coldiretti – è l’attività economica che più di tutte le altre vive quotidianamente le conseguenze dei cambiamenti climatici con i danni provocati dal maltempo e dalla siccità che hanno superato i 6 miliardi di euro lo scorso anno.”

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