Redazione

L’importanza del verme

Sotto questo nome ricadono animali che fanno parte di gruppi molto diversi tra loro. Oggi parleremo del lombrico e della sua importanza per l'ecosistema
8 Aprile, 2023
Tempo di lettura: 2 minuti

Quando è arrivata la notizia della pioggia di vermi in Cina, nella provincia di Liaoning, in molti avranno pensato che fosse un segno dell’arrivo dell’apocalisse. O, per lo meno, una piaga come quella che il severo Dio dell’Antico Testamento scagliò sull’Egitto. Per fortuna, con buona pace degli utenti di TikTok che l’hanno condivisa milioni di volte, quella grandinata non era nulla di così drammatico, e a dirla tutta non era neanche una pioggia di vermi. Si trattava più banalmente di fiori di pioppo, Del resto pioggia di vermi non avrebbe potuto essere, dal momento che i vermi non esistono.

L’importanza del verme

Ma come, i vermi non esistono? La frase è volutamente a effetto e fuorviante, ma contiene un fondamento di verità. Quelli che noi chiamiamo vermi, infatti, sono animali che appartengono a specie molto diverse fra loro, che vanno dagli anellidi ai nematodi, passando per  i platelminti. Addirittura nel Medioevo si usava il termine verme anche per i draghi, le terribili creature leggendarie che avevano davvero poco in comune con ciò che immaginiamo noi oggi.

Cosa si intende per verme

Oggi però ci fermeremo ai lombrichi, anellidi che noi tutti conosciamo bene, e che noi (quasi) tutti vorremmo non incontrare mai. Eppure questi esserini hanno un ruolo fondamentale nel funzionamento dell’ecosistema, come ci racconta il libro illustrato “Sulla vita sfortunata dei vermi – Trattato abbastanza breve di storia naturale”, scritto da Noemi Vola per l’editore Corraini.

I lombrichi sono animali cilindrici, privi di arti e di occhi, che possono raggiungere dimensioni che vanno da pochi millimetri a oltre un metro di lunghezza. Posseggono 5 cuori e 6 reni, e la loro pelle è coperta di secrezioni che li proteggono dalla disidratazione e li aiutano a respirare. Proprio la necessità di conservare i liquidi, oltre al rischio di essere pappati da qualche predatore, li induce a rimanere nel sottosuolo, e ad uscire solo di notte o in caso di forti temporali. Hanno un sistema muscolare molto potente, che gli permette di spostarsi attraverso il suolo. Il loro corpo è diviso in anelli, o metameri, che sono separati da setti trasversali.

L’utilità dei lombrichi per gli ecosistemi

Questi piccoli esserini filiformi vivono in terreni umidi, preferibilmente nei prati e nei boschi, dove si nutrono di materia organica in decomposizione, come foglie e radici morte. Inghiottono il terreno, che viene poi processato all’interno del loro apparato digerente, dove i batteri presenti producono enzimi che scindono la materia organica in sostanze nutrienti. In questo modo, i lombrichi trasformano la materia organica in compost, che è una delle fonti principali di nutrienti per le piante.

Indispensabili per la vitalità del suolo

I lombrichi svolgono un ruolo chiave nell’ecosistema perché, attraverso la loro attività di scavo e di ingestione del terreno, migliorano la struttura del suolo e aumentano la sua porosità. Ciò significa che l’acqua può infiltrarsi più facilmente nel terreno, riducendo così il rischio di erosione e di allagamenti. Favoriscono inoltre la circolazione dell’aria sotto la superficie, promuovendo la crescita delle radici delle piante. Come se non bastasse aiutano anche a mantenere l’equilibrio biologico del suolo, eliminando i batteri nocivi e favorendo la crescita di quelli benefici. La loro attività di scavo e di ingestione del terreno contribuisce a creare microhabitat per altre specie animali, come insetti e microrganismi.

La prossima volta che ne vedrai uno, ricorda quanto ha fatto per la tua sopravvivenza. E, anche se non lo ritieni proprio bellissimo, non essere troppo cattivo con lui.

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