Microbiota intestinale e oculare e salute dell’occhio

È stato l'argomento del congresso nazionale dell'Associazione Italiana Medici Oculisti

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6 Novembre, 2020
Tempo di lettura: 3 minuti

Il dott. Alberto Lanfernini, oculista, ci scrive per segnalarci l’interessantissimo congresso nazionale dell’Associazione Italiana Medici Oculisti, tenutosi a Roma il 16/17 ottobre. Argomento del congresso sono stati i rapporti tra microbiota intestinale e oculare e la salute dell’occhio. Data la grande importanza che per noi riveste tale argomento (ne avevamo parlato noi stessi in questo articolo), siamo felici di pubblicare la lettera e ringraziare il dott. Lanfernini per l’attenzione.

 

Gentilissimi,

qualora fosse interessati a scrivere due righe sul tema, vi allego un brevissimo estratto di quanto detto al congresso nazionale del nostro ente scientifico e morale Associazione Italiana Medici Oculisti, tenutosi a Roma il 16/17 ottobre, in merito a tema innovativo, i rapporti tra microbiota intestinale e oculare e la salute dell’occhio.

Negli ultimi anni si è aperta in medicina la possibilità che il microbiota, la comunità di batteri che vive costantemente con noi, possa influenzare la comparsa e l’evoluzione di varie patologie dell’uomo. Molte evidenze supportano questa ipotesi in vari settori della medicina, dalla gastroenterologia passando per la cardiologia, arrivando all’endocrinologia. Ultimamente anche gli oftalmologi hanno iniziato a riflettere a fondo su questo tema, e la letteratura medica inizia a produrre ricerca in tale senso. Il microbiota è definito come la popolazione di microrganismi che colonizza un luogo. Viene assunto dall’uomo durante il parto, e risulta in parte modificabile durante la crescita.
All’XI Congresso Nazionale di AIMO, Associazione Italiana Medici Oculisti, tenutosi a Roma il 16-17 ottobre 2020, una sessione su tale tema è stata organizzata dal dott. Alberto Lanfernini e dalla dott.ssa Paola Bonci entrambi specialisti in oftalmologia. Particolarità di tale incontro, è stato l’invito esteso, oltre che ad Oftalmologi, anche a medici di altre branche (il dott. Marco Valentini, specialista in Reumatologia, il Dot. Massimo Vincenzi, specialista in Gastroenterologia) con la partecipazione della dott.ssa Carla Marzetti, Biologa e ricercatrice. Questo ha permesso l’ampliamento degli orizzonti di discussioni, con l’esperienza di tutte i partecipanti che proveniva da direzioni diverse.
Il tema è fortemente innovativo in oculistica, quasi una frontiera inesplorata, in cui ci si comincia ad affacciarsi”, ha detto nell’introduzione il dot. Alberto Lanfernini, spiegando le finalità della sessione le motivazioni che hanno portato a organizzarla.
Si è parlato innanzitutto di microbiota intestinale e di come esso sia concausa di patologie e squilibri in vari organi, ponendo l’accento sui meccanismi fisiopatologici di questa correlazione, basata sulla produzione di citochine e altri mediatori infiammatori sistemici che vanno a colpire a distanza strutture bersaglio. Il MALT è il sistema immunitario delle mucose, compresa quella congiuntivale: in questa ottica è comprensibile che ogni condizione di disregolazione immunitaria coinvolga anche gli occhi. La discussione si è poi indirizzata sulle possibilità di indagini di laboratorio per inquadrare gli squilibri, necessarie per capire dove intervenire per ripristinare l’omeostasi intestinale e delle mucose in generale. La dieta è una variabile fondamentale per prendersi cura del microbiota intestinale, e i probiotici hanno effetto riequilibratore in caso ci siano deviazioni dalla norma, condizione chiamata disbiosi. Per la parte oftalmologica, la dott.ssa Paola Bonci, ha riportato le evidenze in letteratura di quanto noto riguardo le correlazioni tra microbiota e patologie importanti quali glaucoma, degenerazione maculare, uveiti, occhio secco, citando recentissimi studi che vanno in tale direzione: novità potenzialmente di rilievo per l’oculistica.

In una seconda sezione si sono approfonditi i temi inerenti al microbioma oculare. Per la prima volta in un congresso nazionale italiano si è parlato di metagenomica del microbiota oculare, che rappresenta la totalità del patrimonio genetico posseduto dal microbiota, con una relazione dettagliata del dot. Davide Borroni. Non si è inoltre tralasciato di valutare le alterazioni del microbiota e le conseguenze nei bambini, perché anche loro possono risentire di squilibri: ne ha parlato il dott. Roberto Caputo, Responsabile di Oftalmologia dell’ Ospedale Meyer di Firenze. Infine il Professor Edoardo Villani ha illustrato l’utilità dei probiotici in collirio nelle patologie infiammatorie della superficie oculare.
Sarà possibile quindi che in futuro la diagnosi di alcune malattie oculari sarà anche eseguita anche tramite l’esame dei microbiota oculare e intestinale? E la manipolazione dei microbiota intestinale e oculare porterà a nuove terapie oculistiche, e sarà possibilità terapeutica? Siamo ancora all’anno zero in materia, e ci vorranno numerosi studi ancora per confermare tale interessante ipotesi, ma le evidenze potrebbero iniziare a suggerire questo.

dott. Alberto Lanfernini
oculista

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