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Le persone allergiche sono sempre di più, che fare?

L'inquinamento atmosferico è il primo responsabile dell'impennata nei numeri
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Le allergie dilagano. Se fino a qualche decina di anni fa trovare una persona che ne soffrisse era relativamente difficile, oggi le persone allergiche sono sempre di più. Si stima che i soggetti allergici siano triplicati negli ultimi 40 anni, arrivando a sfiorare il 15% della popolazione. Ma non è solo il numero dei soggetti allergici ad essere aumentato: anche il numero di allergie e la loro gravità si è impennato all’improvviso. Come è stato possibile? Come accade di frequente per cambiamenti di questa entità, le cause sono molte e sovrapposte. Alcune, però, hanno un’incidenza peggiore di altre. Fra queste rientra sicuramente l’inquinamento.

Le persone allergiche sono sempre di più

L’inquinamento atmosferico, infatti, agisce in molteplici modi, alcuni diretti e altri indiretti, ma di certo tutti negativi. Innanzitutto, polveri sottili, anidride carbonica e ozono hanno un’azione infiammatoria sulle mucose delle vie respiratorie, rendendoci sensibili ad alcuni elementi e più in generale aggravando i sintomi allergici. In secondo luogo, il riscaldamento globale innescato dai problemi ambientali porta a temperature più alte, e, quindi, stagioni polliniche più lunghe e con una quantità di allergeni nell’aria maggiore.

Aumentano sia le allergie che le persone che ne soffrono

Come abbiamo visto, ciò incide sulle nostre allergie in molteplici modi: più persone, sensibili a più allergeni, per un periodo più lungo dell’anno. Già oggi, più dell’80% delle persone allergiche soffre di più tipi di sensibilizzazioni contemporaneamente. Quindi c’è poco da stare allegri: il nostro futuro sarà puntellato da asma, starnuti, riniti e colpi di tosse.

L’incidenza del coronavirus sulle allergie

Incredibilmente, una delle poche notizie positivi per gli allergici proviene dal  nuovo coronavirus. Le misure di sicurezza applicate quest’anno, in particolare l’uso delle mascherine, hanno notevolmente ridotto i contatti con i pollini. Questi sono infatti molto più grandi dei virus, e vengono quindi filtrati totalmente dai DPI. Anche sotto questo aspetto ci sono però luci e ombre: se c’è stata in effetti una riduzione delle allergie ai pollini, la maggiore permanenza in casa ha comportato di contro un aumento delle allergie agli acari, o comunque da interni.

Come intervenire?

Che fare, dunque? Di certo la Medicina omeopatica può venirci incontro, soprattutto per i pazienti in età pediatrica. Già in passato vi abbiamo parlato di questo tema che sta così a cuore a molti di voi. Qui potrete vedere un video dei approfondimento della Dott.ssa Virginia Paribello

 

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