Dott.ssa Virginia Paribello

Allergia al polline: perché preferire l’omeopatia – prevenzione e interventi

Tempo di lettura: 6 minuti

Da sempre la primavera è una delle stagioni più amate (da tanti) ma anche più odiate (da molti). La natura si risveglia nella pienezza dei suoi colori, le giornate si allungano, le temperature si alzano e finalmente possiamo trascorrere più tempo all’esterno. Raggiunti da questo irradiamento di energia ci sentiamo carichi, propositivi e innovativi.

Se questo è vero per tanti, per gli allergici questa stagione è sinonimo di starnuti ripetuti, occhi che lacrimano in modo profuso, prurito diffuso, fino ad arrivare a difficoltà respiratorie. Ed ecco che questa stagione è spesso anche l’inizio di un vero e proprio inferno. Ma non è questo il tempo di lamentarcene!

Rimbocchiamoci le maniche piuttosto per non farci trovare impreparati, organizzandoci per tempo, non soltanto facendo scorta di fazzolettini usa e getta tra i più morbidi e balsamici, di lavaggi oculari e nasali dai fantomatici effetti.  Agendo in anticipo potremo riporre gioiosamente la mascherina Total Face Super Defence con nasal filters di ultima generazione che avevamo scovato in rete, sotto l’emblema della nostra resilienza: #allergianontitemo!

Le allergie sono in costante crescita

Nel mondo un numero sempre crescente di persone soffre di allergie, come dimostrano numerosi studi epidemiologici. Si stima che in Italia ne soffrano circa 10 milioni, pari a più del 20% della popolazione. Se mal comune è mezzo gaudio possiamo dire che gli allergici vivono in una crescente piacevole compagnia. Se poi confrontiamo questi dati con quelli pediatrici, la percentuale sale fino ad arrivare al 30-40%. 

La reazione allergica

Negli allergici l’allergene attiva una serie di reazioni a catena che induce il rilascio di istamina dai mastociti e altre sostanze chimiche infiammatori a carico di organi come pelle, occhi, naso, bronchi e polmoni. Questi mediatori sono la causa degli starnuti, dell’edema palpebrale, delle irritazioni, dei pruriti, dell’eccesso di produzione di muco e dei problemi respiratori. Esiste comunque una predisposizione genetica. La probabilità di sviluppare un’allergia quando nessuno dei genitori è allergico è pari al 15%, la percentuale sale al 50% se uno dei genitori è allergico ed arriva all’80% se entrambi sono allergici. Le allergie più comuni in questo periodo sono le allergie ai pollini, muffe e acari della polvere, mentre le forme allergiche più diffuse sono: la rinite allergica, la congiuntivite allergica, l’asma allergico e l’eczema atopico, soprattutto in età pediatrica.

Rimedi naturali per l’allergia ai pollini

L’allergia ha un’eziologia multifattoriale, per cui il nostro intervento deve tener conto di diversi fattori:

  •  la predisposizione costituzionale
  •  la capacità di detossificazione dell’organismo, sia fisica che psichica
  •  l’ambiente in cui si vive
  •  le abitudini alimentari

Pertanto, il trattamento delle allergie deve prevedere necessariamente un approccio di tipo olistico, altrimenti bisognerà accontentarsi di soffocare le reazioni allergiche in atto senza comprenderne la causa, rinunciando ad un benessere duraturo nel tempo.

Come prevenire le allergie

Il comune denominatore delle allergie è sempre un’intossicazione dell’organismo. Quindi prevenire significa innanzitutto riattivare gli organi filtro responsabili dell’eliminazione di scorie e tossine con un’azione drenante/disintossicante, in modo da indurre l’eliminazione delle sostanze annidate in profondità e facendo sì che gli emuntori non siano troppo carichi all’arrivo degli allergeni. In più, alleggerendo il sovraccarico tossinico, si avrà una riduzione dell’entità dei sintomi.  

Il drenaggio è una strategia terapeutica molto efficace.

Farlo con regolarità è essenziale, come descritto nell’articolo Il drenaggio è una pratica essenziale nella prevenzione, nella guarigione e nel mantenimento dello stato di salute. In pratica, un mese prima della probabile crisi allergica è necessario ripulire l’organismo perché, modulando l’eliminazione di liquidi e tossine, risponda meglio alla nuova aggressione. 

Nella fase acuta è necessario ricordare che l’attenuazione dei sintomi non riduce il sovraccarico tossinico. Per questo si dovrà continuare con il drenaggio. In questo modo agiamo sostenendo la capacità reattiva del paziente, limitandone la sintomatologia. 

Gli emuntori tossinici sono cinque: pelle, fegato, intestino, reni, polmoni, La fitoterapia offre soluzioni ottimali, soprattutto in prevenzione. 

drenanti cutanei:      bardana, viola del pensiero, salvia;

drenanti epatici:       tarassaco, fumaria, cardo mariano, carciofo, crisantello americano;

drenanti renali:        verga d’oro, linfa di betulla, uva ursina

drenanti polmonari: agrimonia, verbasco, altea, eucalipto

drenanti linfatici:     bardana, vite rossa, quercia

Queste piante, in sinergia tra loro, svolgono un effetto disintossicante/drenante completo.

Il risultato sarà ancora più efficace se inserito in una strategia globale di pulizia del terreno, associando un drenaggio dietetico attraverso un’alimentazione sana, un drenaggio manuale attraverso massaggi e riflessologia plantare, un drenaggio energetico con l’agopuntura, un drenaggio fisico attraverso lo sport, lo yoga, il Tai Chi Chuan e le tecniche di rilassamento. 

Allo stesso tempo, possiamo integrare il nostro terreno con: 

Manganese oligoelemento (MN), evitandone così l’accumulo, essenziale nelle manifestazioni allergiche e da eccessiva reattività. Il Mn è un fine regolatore della diatesi 1-allergicaRibes nigrum, soprattutto come fitoembroestratto, in quanto coadiuva l’azione cortison-like, azione antinfiammatoria, a livello generale e a livello delle mucose. Lactobacilli, bifidobatteri, e prebiotici che favoriscono il riequilibrio della flora batterica intestinale, fondamentale nell’elaborazione e nel mantenimento dell’identità, cioè dell’immunità della persona. 

Rimedi omeopatici nella cura delle allergie da polline nella fase acuta

Come abbiamo visto il paziente allergico ha di base una disfunzione del terreno per cui è da considerare a pieno titolo un paziente cronico. Ma se è vero che il trattamento del paziente allergico prevede un trattamento di fondo, come trattare le riacutizzazioni periodiche? Cosa utilizzare se c’è una crisi in atto? Fortunatamente abbiamo a nostra disposizione diversi rimedi, ad azione rapida, efficaci a coprire la maggior parte delle sintomatologie. 

Apis mellifica è indicato in caso di edema, prurito, dolori pungenti e urenti. Paziente aggravato dal calore, migliorato da applicazioni fredde. Di elezione nel prevenire le reazioni da punture di insetti. 

Allium cepa è indicata quando il naso è escoriato, occhi secernono abbondante liquido acquoso, secrezione nasale acquosa e abbondante, sempre irritante. Mentre la secrezione nasale è escoriante quella congiuntivale è dolce. La sensazione di escoriazione nel naso raggiunge rapidamente la laringe. La congestione è tale che il paziente ha la sensazione che il proprio naso sia pieno, con pulsazioni, bruciore e a volte epistassi. Cefalea con pesantezza alla fronte, all’occipite. Gli starnuti, la sensazione di escoriazione di tutte le mucose e la tosse lacerante sono sintomi che si aggravano in una stanza riscaldata e di sera. Vi sorprenderà vedere quanto velocemente Allium guarirà sintomatologie di tali caratteristiche.

Euphrasia officinalis è il rimedio di elezione se la secrezione nasale non è irritante, secrezione lacrimale simil-congiuntivite irritante. La cosa più rimarchevole in Euphrasia sono i sintomi oculari. Per questo è ragionevole utilizzarla come collirio per bruciore e sensazione di corpo estraneo. 

Il paziente non sopporta il calore e la luce. Dolore tagliente agli occhi che si irradia alla testa, pressione negli occhi come quella provocata dalla sabbia. Sensazione di polvere negli occhi. Violento prurito che costringe il paziente a strofinarsi gli occhi. Agglutinazione delle palpebre la mattina. Secchezza delle palpebre e il bordo palpebrale prude, è rosso, gonfio e urente. Le palpebre sono sensibilissime. Euphrasia è un rimedio dall’azione breve che è di grande utilità anche nelle affezioni catarrali acute con o senza febbre.

Sabadilla è indicata quando gli starnuti sono spasmodici e la corizza è con abbondante rinorrea. Narici ostruite, inspirazioni difficoltose dal naso, prurito nel naso, possibile emorragia dal naso. Molto sensibile agli odori. La corizza ha intensi dolori frontali e arrossamento delle palpebre con caratteristico prurito al palato molle. È intollerante all’odore dei fiori.  

C’è un curioso prurito che colpisce durante alcuni tipi di pollinosi: il prurito al palato molle sul quale, per provare sollievo, il paziente deve grattare la parte con la lingua avanti e indietro. Questo prurito accompagna i sintomi di coriza, sintomi con aggravamento pomeridiano, facile sudorazione e languore, estrema secchezza delle mucose del naso, della bocca e della gola, con secrezione bruciante, acre e abbondante di muco. Wyethia bloccherà immediatamente la crisi, portando a una guarigione stagionale, in alcuni casi definitiva. 

Raccomandazione dopo la crisi acuta  

Non appena la crisi allergica rientra bisogna procedere con il trattamento costituzionale. Con il trattamento costituzionale ogni anno la crisi diventa sempre più lieve e le crisi stagionali diminuiranno anche nella frequenza.

La qualità del rimedio omeopatico

Malgrado le conoscenze, la competenza del terapeuta e la comprensione del malato, se il rimedio non contiene l’informazione terapeutica giusta non può svolgere la sua azione. La disponibilità del ceppo, la tecnica di fabbricazione, la dinamizzazione, la conservazione in appositi contenitori (meglio se in vetro) sono tutti elementi di primaria importanza perché dalla qualità del rimedio dipende la qualità del nostro risultato e quindi della guarigione. Quindi scegliete con cura la qualità del rimedio da utilizzare. 

Abitudini igieniche consigliate in primavera

Voglio suggerirvi un elenco di comportamenti che possono ridurre la nostra esposizione a questi benedetti pollini… Cambiarsi d’abito al rientro a casa dopo essere stati all’aperto, spazzolando gli abiti prima di riporli; Lavare il viso tutte le sere e i capelli frequentemente; La casa deve essere ben arieggiata, in particolare la camera da letto; La temperatura di casa non deve essere mai troppo alta e l’umidità dell’aria non deve superare il 40-50%, misurabile con un igrometro. Gli acari amano le stanze calde e umide; Preferite divani e poltrone in pelle; Utilizzate apposite federe antiacaro (goretex/affini) per cuscini, materassi e piumini; Pulite casa con un’aspirapolvere dotato di filtro HEPA (High Efficiency Particulate Air Filter);

I pollini sono presenti quasi tutto l’anno

I pollini purtroppo sono presenti quasi tutto l’anno. Nei mesi di aprile, maggio e giugno si ha la maggiore produzione di pollini di Graminacee, Betulacee, Cupressacee, Oleacee, Platanacee, attivi su tutto il territorio nazionale. Al sud, in particolare, la Parietaria è in fioritura da marzo a novembre. Solo in dicembre e in gennaio è assente la produzione di pollini di qualsiasi tipo di pianta. Bene! penserete…in realtà sono i mesi ad appannaggio dei virus influenzali. Questo giusto per non avere tregue e mantenere il nostro corpo in continuo allenamento. Tornando ai pollini, è importante considerare soprattutto le concentrazioni giornaliere. 

Visto il numero crescente di allergici, negli ultimi anni si è diffusa l’attenzione sulle migrazioni dei pollini. Sono nate nuove discipline, come l’aerobiologia e la bioclimatologia, dedicate allo studio della produzione e diffusione dei pollini e lo sviluppo di malattie. In rete è presente il meteo-pollini, con cadenza settimanale e grazie alle previsioni del tempo, consente di valutare l’arrivo, i picchi e il declino della presenza di diversi tipi di polline nelle nostre regioni.

Il valore soglia che scatena una allergia varia da paziente a paziente e da periodo a periodo.

Quindi i bollettini servono solo come indicazione per valutare la quantità di polline che potrà concentrarsi in una determinata settimana. La strategia vincente resta la prevenzione, l’intervento mirato in acuto e il trattamento cronico. 

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