Napoli sicotica

30 Dicembre, 2022
Tempo di lettura: 3 minuti

Che cos’è la Sicosi?  SICOSI (dal greco “sukos” significa “fico”).
Mentre la Psora ha come caratteristica dominante lo stato di “deficit”, l’aspetto dominante del miasma sicotico è l’“eccesso” in tutte le sue forme. Di fatto, tutto quello che è sicotico tende a crescere, ad ipertrofizzarsi, a manifestarsi attraverso processi di espansione, sia a livello fisico che psicologico. Infatti la sicosi si riconosce nelle sue manifestazioni esterne attraverso la presenza di nei sulla pelle, di cisti, noduli, verruche, lipomi, fibromi, polipi, condilomi.
Tutte queste patologie a carattere espansivo, sono sempre espressione del processo di liberazione del miasma sicotico da parte della Forza Vitale, che, secondo la Legge di Guarigione, tende in questo modo a trasferire il miasma verso i livelli più esterni dell’organismo per proteggere dalla sua azione nociva le parti più interne e vitali del corpo.

Il soggetto sicotico si presenta ambizioso, agitato, audace, temerario. Così, a livello emozionale, si caratterizza per essere un tipo estroverso, espansivo, impulsivo, ma, allo stesso tempo, impaziente, irrequieto, insoddisfatto e alla ricerca di stimoli ed emozioni sempre nuove.
Questo lo porterà a fare diversi tipi di esperienze, costantemente proiettato verso eccessi di vario genere: alimentari, sostanze tossiche, sforzi fisici, impegno mentale, attività sessuale.

Per capire davvero bene la sicosi, nel senso più puro del termine, dovreste soggiornare per un periodo della vostra vita nella città di NAPOLI.
L’ingresso principale della città moderna è Piazza Garibaldi sede delle stazioni bus e treni che servono la città, e nodo nevralgico per chi arriva e chi parte.
Da piazza Garibaldi si arriva in poco alle due porte antiche: Nolana (che guarda Nola) e Capuana (che guarda Capua) dalle quali si dipartono rispettivamente le arterie Corso Umberto e via Carbonara/via Foria
che circuiscono il centro Greco/Romano della città per poi ricongiungersi a via Toledo. Attraversandola si arriva a piazza Plebiscito, sede del palazzo Reale e di lì al borgo di Santa Lucia che affaccia sul mare.

Facendo questo giro da subito la sicosi vi sarà letteralemnte sparata in faccia.
Noterete già dal punto di vista urbanistico una ipertrofia di palazzi che si intrecciano in lungo e in largo appartenenti a svariati stili: dal basso medioevo al moderno, passando per il rinascimento, il barocco del Seicento/Settecento , il neoclassicismo dell’Ottocento, il liberty di inizio Novecento, l’architettura fascista e l’abusivismo del dopo guerra.
Tra questi palazzi serpeggiano una miriade di vicoli talvolta bui e olezzosi dove si consumano le vicende umane più laide e disgraziate.
Questi portano a strade e piazze principali che sono l’espressione più chiara della sicosi:
Mediterraneo, Medio Oriente, Africa, Asia, Europa, Americhe, popolo sovrano e lazzarone, meretrici, tossici, piccola, media e alta borghesia, radical chic, artisti.
Una miriade di popoli e persone che si intrecciano mescolando sogni di riscatto, deliri di grandezza, desiderio di perdizione, impulsi redentivi dei religiosi in eterna lotta con la sfacciata arroganza dei peccatori.
Tutti alla ricerca di perdono e assoluzione ma non per velleità etiche o morali, ma solo per il piacere macabro e sadico di tornare a eccedere ancora.

La sicosi la troviamo anche nei turisti che, irretiti dalla città, gozzovigliano e si ingozzano al più non posso dello street food che gli si offre: pizze, pizze fritte, pizze a portafoglio, pizze di scarole, pizze di friarielli, montanare, frittatine, frittatine di pasta, crocchè, arancini, cuoppo di mare, cuoppo di terra ecc…
Automobilisti nel traffico arrabbiati e dal viso gonfio, riempiono di ingiurie e torpiloqui chiunque nel raggio di dieci metri, sono un’altra espressione della sicosi.
Infatti tipico del sicotico è il volere, nei rapporti con gli altri, essere autoritario, dittatoriale, sospettoso, con tendenza ad affermare e imporre sempre le proprie ragioni e il proprio “io”.
Dicono che a Napoli viga l’anarchia ma invece è più corretto dire che vige l’anarchismo. La differenza tra i due termini è sostanziale e il secondo implica la lotta tra le parti che, non portando in questo caso a distruzione ma a un eterno status quo che perdura da venticinque secoli, è anche essa sicotica.
Insomma tutto in abbondanza, tutto spinto al massimo. Chi dice che Napoli è lenta? Napoli brucia la candela da entrambi i lati e va a mille all’ora!

Ti piace vivere Napoli?

A questa domanda sovente rispondo dicendo che quando mi capita di stare del tempo lontano da Napoli, poi mi manca Napoli.
Mi manca il nostro essere smart, eclettici, versatili in tutte le situazioni: “Nce ne ascimm’ ‘a dint’ ‘o fuoco.”
Mi manca la capacità di analizzare le situazioni in frangenti di pochi secondi, di non essere giudicanti verso il prossimo ma di essergli empatici e augurargli solo: “‘A Maronna t’ accumpagna”.
Mi piace quando scendo in strada e ovunque volga il mio sguardo esso poggi su qualcosa di magnifico: monumenti, strade, palazzi, chiese, mostre, vernissages, musei, teatri, musica, paesaggi e persone.
Mi piace quella sensazione di trovarmi su un palcoscenico ricco di energia irradiante ed entropica che solo Napoli possiede.
Come dice Ferdinando Russo: “l’unica differenza tra Napoli e il Paradiso sono i napoletani”; Un Paradiso abitato da Diavoli lo chiamava Benedetto Croce.
Insomma ‘A meglia parola è chella ca nun’ se rice! – Trad. La parola migliore è quella non detta.

 

Dipinto: L’Eruzione di Domenico Gargiulo noto come Micco Spadaro

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