Redazione

Diabete e medicina complementare: uno studio

Una persona su quattro ricorre a qualche forma di medicina alternativa o complementare. Solo una su tre, però ne parla col proprio medico
20 Dicembre, 2022
Tempo di lettura: 2 minuti

Gli individui con diabete ricorrono molto spesso alla medicina complementare e alternativa (CAM). È quanto emerge da un rapporto che ha esaminato la letteratura scientifica proveniente da tutto il mondo sull’argomento, che ha riscontrato notevoli differenze a seconda della regione di riferimento. I CAM più comunemente utilizzati risultano essere erboristeria, agopuntura, Omeopatia e guarigione spirituale. Solo un terzo dei pazienti ha però rivelato di essere ricorso alle CAM al proprio medico o al fornitore di assistenza sanitaria.

I risultati di uno studio su diabete e medicina complementare

Abdulaziz S. Alzahrani, studente di dottorato all’Università di Birmingham (Inghilterra) e primo firmatario del rapporto, suggerisce che “gli operatori sanitari dovrebbero discutere a fondo con i propri pazienti della possibilità di utilizzare la CAM nel trattamento del diabete, al fine di migliorare l’ottimizzazione del trattamento e promuovere l’aderenza ai farmaci, nonché di fornire una indicazione pienamente informata”. Lo studio è stato pubblicato l’8 marzo 2021 sul European Journal of Clinical Pharmacology.

Quali le medicine complementari più diffuse?

Alzahrani e colleghi hanno condotto una meta-analisi di 38 studi, che includevano dati provenienti da 25 paesi. Gli studi inclusi variavano nel loro approccio. Ad esempio, 16 studi si sono concentrati esclusivamente su integratori a base di erbe e nutrizionali. Le CAM più comunemente menzionate erano le terapie di agopuntura e mente-corpo (ciascuna nominata in sei studi), la guarigione religiosa e spirituale (cinque studi) e l’Omeopatia (quattro studi). Tra i 31 studi incentrati su integratori a base di erbe e nutrizionali, le erbe più comuni menzionate sono state cannella e fieno greco (menzionati in 18 studi), aglio (17 studi), aloe vera (14 studi) e semi neri (12 studi). La prevalenza dell’uso di CAM variava ampiamente, variando dal 17% in Giordania all’89% in India.

I dati di uno studio del 2018

Gregory Rhee, PhD, assistente professore di Scienze della Salute pubblica all’Università del Connecticut, a Farmington, è stato l’autore principale di un’indagine del 2018 sull’uso di CAM negli adulti di età pari o superiore a 65 anni con diabete negli Stati Uniti. L’indagine prendeva in esame i dati del National Health Interview Survey 2012, e fece emergere che il 25% dei pazienti diabetici era ricorsa a qualcuna delle medicine CAM nell’anno precedente. Anche in quel caso, però, era emersa una preoccupante tendenza a non discutere dell’adozione di queste terapie con il proprio medico.

“I pazienti devono essere più proattivi nel parlare dell’uso dei CAM con i loro medici, e altrettanto dovrebbero fare i medici. Questi ultimi dovrebbero anche essere meglio istruiti in termini di utilizzo delle varie forme di medicina alternativa e complementare. Tradizionalmente, il medico nelle società occidentali ne ha praticamente ignorato l’uso. Oggi però la situazione sta cambiando, occorre diventare più consapevoli al riguardo”.

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