Il Vischio e le sue proprietà

21 Gennaio, 2024
Tempo di lettura: 3 minuti

Il  vischio  (Viscum album) è un arbusto semiparassita tipico delle zone boscose di  Europa e America, che vive avvinghiato ad altri alberi ospiti, tra cui il biancospino, il melo, la quercia e il pioppo, da cui trae anche la linfa. La pianta di vischio è utilizzata a fini di salute fin dall’antichità. Considerato una pianta sacra caduta dal cielo, è infatti menzionato nei trattati di medicina dei Druidi come dei Greci.

All’epoca dei Celti, la sua raccolta avveniva nella notte di luna piena di marzo o di luna calante d’inverno, quando il vischio era al massimo delle sue proprietà. Prevedeva uno scrupoloso rituale: la pianta doveva essere tagliata con un falcetto d’oro da Druidi (sacerdoti) in veste bianca, riposto in teli anch’essi bianchi, e lasciata poi macerare in acqua proveniente da una fonte sacra. La medicina che se ne ricavava era considerata un potente rimedio contro tutte le malattie del corpo e della psiche.

Oggi la ricerca scientifica ha messo in luce i suoi  principi attivi: proteine (viscotossina e lectina),  flavonoidi, polifenolipolisaccaridi, dall’azione ipotensiva, antinfiammatoria, immunostimolante e persino antitumorale; grazie alle indicazioni di Rudolf Steiner è assurto ad interesse come base di un medicamento contro il carcinoma. L’uso degli estratti di vischio per curare i tumori è particolarmente frequente nella medicina omeopatica e antroposofica, di origine germanica, tanto che il suo utilizzo è comune soprattutto nei Paesi di lingua tedesca e gli studi sono stati condotti soprattutto in Svizzera e Germania.

Ma numerosi sono gli studi condotti in laboratorio tra gli anni Ottanta e i primi anni Duemila che hanno dimostrato un  effetto citotossico indiretto  degli estratti di vischio: cellule cancerose coltivate in laboratorio morivano grazie al rilascio di sostanze da parte dei linfociti trattati con gli estratti. Negli stessi anni sono stati condotti altri studi, che mostrano come il vischio possa potenziare le difese immunitarie.

Uno  studio svedese, pubblicato su  Trials, ha poi valutato gli effetti positivi del suo estratto sui pazienti affetti da cancro al pancreas. Le componenti del vischio ritenute responsabili di questi effetti solo le  viscotossine, piccole proteine che stimolano i linfociti a produrre molecole attive chiamate  interleuchine, e le  lectine, molecole complesse capaci di legarsi alle cellule del sistema immunitario regolandone la funzione.

Diversi studi hanno inoltre dimostrato un effetto antiangiogenetico del vischio, ovvero la capacità di bloccare la proliferazione dei vasi sanguigni che portano nutrimento ai tumori.

Sulla base di questi dati sperimentali, il vischio è stato classificato  tra le sostanze in grado di modificare le risposte biologiche  dell’organismo.

Altre proprietà e benefici del vischio

È una delle piante più efficaci nel trattare l’ipertensione arteriosa, perché è in grado di stimolare il sistema parasimpatico e diminuire le resistenze periferiche dei vasi sanguigni favorendo vasodilatazione e regolando l’intero sistema cardiocircolatorio. Proprio per le sue virtù ipotensive il vischio è utilizzato anche come coadiuvante in caso di arteriosclerosi, angina e per migliorare la circolazione cerebrale. Ha un effetto sedativo e calmante, riduce nervosismo e palpitazioni dovute a stress e stati ansiosi. Allevia i disturbi gastrointestinali e viene usato come antidiarroico.

Il vischio svolge poi un’azione emostatica efficace in caso d’irregolarità del ciclo mestruale. È coadiuvante nel trattamento delle vampate circolatorie e dell’emicrania in menopausa. È una pianta importante ed efficace per chi soffre di artrite perché stimola la diuresi e favorisce l’eliminazione di sostanze tossiche come l’urea e l’acido urico. Applicato localmente risulta un potente antinfiammatorio nei dolori reumatici, nevralgici e negli attacchi acuti di sciatica.

Del vischio si utilizzano sia le bacche sia i rami fogliati della giovane pianta per ottenere infusi, estratti, tinture madri o gemmoderivati tra cui i Fitoembrioestratti, Fee.

Il Vischio Fee, per la sua particolare attività psicofisica, apporta forza nuova. Simbolicamente, a livello mentale, consente il risveglio dell’anima, infonde il senso della rinascita alla vita nei momenti di depressione e quando non si vede un futuro.

Vischio: controindicazioni

L’uso di vischio è controindicato in caso d’ipersensibilità conclamata verso uno o più componenti e anche quando si assumono medicinali anticoagulanti, immunosoppressori e antidepressivi, per questo è consigliato consultare uno specialist della salute prima di utilizzarlo.

 

6 Commenti

  1. Molto utili risultano queste annotazioni che danno modo di approfondire l’esatto approccio con la malattia, al di là di effettuare cure con la medicina allopratica. Credo che sia la conoscenza e la consapevolezza e la positività il giusto approccio per affrontare ogni malattia..

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    • Siamo completamente d’accordo. Conoscenza e consapevolezza aprono moltissime porte.

  2. Potentissimo questo vischio…per questo lo si regala a Capodanno come pianta portafortuna?

    In commercio come lo si trova, cioè in che forma/formato ?

    Mi interessa saperlo x il dolore sciatico e quello dovuto a distorsioni e traumi a livello muscolo- scheletrico.

    Grazie dott.ssa Sabrina, al prossimo articolo!

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    • Una delle più complete formulazioni del Ginkgo come fitocomplesso è quello come Fitoembrioestratto, ottenuto dalla macerazione delle gemme, vere e proprie cellule staminali vegetali (dette meristemi).

  3. Il vischio mi affascina enormemente… Mi sembra di vederli gli antichi sacerdoti Celti mentre raccolgono i ramoscelli con le bacche bianche illuminante dalla luna… Mi ha sempre attratta l’usanza che mi accompagna fin da bambina di attaccarne dei ramoscelli sulla porta di casa durante le feste natalizie… E pensare che sono cresciuta con la convinzione ( data dalla mia mamma) che fosse una pianta velenosa… invece è una pianta sorprendente… Grazie dottoressa, non si finisce mai di imparare… E di stupirsi

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    • Veramente un contributo interessante. Le piante officinali hanno tutte una storia piena di simbolismi e di senso. Grazie!

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