L’autunno è una stagione che non tutti amano.
Per apprezzare un momento di vita devono esserci diversi presupposti: risuonare con esso oppure provenire da un momento precedente vissuto con difficoltà.
Poi c’è una terza condizione: il fluire naturalmente e con elasticità da un tempo di vita all’altro.
Perché questo avvenga devono essere contemporaneamente presenti due condizioni essenziali: l’idratazione e la giusta composizione.
Come dal seme osserviamo nascere il germoglio, la giovane pianta e, gradualmente, il formarsi della pianta adulta fino alla sua morte, così l’essere umano, dal momento del suo concepimento, evolve fino all’età adulta e, nella naturalità evolutiva, alla fine della vita.
Il fenomeno che accompagna la vita organica in tutte le sue espressioni è la variazione della sua composizione in acqua.
La disidratazione caratterizza l’evoluzione naturale del procedere della vita.
Il fatto sorprendente è che, in un momento di secchezza (in MTC l’Autunno è caratterizzato dalla qualità secchezza), ci sia tanta pioggia che tuttavia non riesce a reidratare la natura che, inesorabilmente, segue il suo corso e si manifesta nello splendore del foliage autunnale. E i colori di cui si dipinge sono talmente suggestivi da aver generato il fenomeno del turismo del foliage.
La stessa ammirazione però non viene suscitata, se non di rado, dalla creatura umana.
L’essere umano, nella società moderna, vive in una condizione di richiesta di idratazione eterna, dove per idratazione si intende giovinezza. E questo si traduce nell’inutile tentativo di fermare il tempo, come gli alberi sotto la pioggia autunnale che non rinverdiscono le foglie.
Fermare il tempo significherebbe fermare l’evoluzione. Il contrario dell’evoluzione è l’involuzione, che non è un fenomeno contemplato nel miracolo della vita.
Interessante notare che la reale e profonda idratazione dell’essere umano non proviene dall’acqua che beve, bensì dall’acqua che mangia. Quando assume frutta e verdura fresca, l’uomo mangia acqua organica. Ovvero acqua inorganica che un essere vegetale ha già bevuto e trasformato in “acqua viva”.
La terza condizione, ovvero il fluire naturalmente da un tempo all’altro cioè l’evolvere, si verifica quando l’essere umano nutre, idrata e rispetta il suo corpo e quando mantiene l’elasticità con l’esercizio fisico e mentale. Quando questi tre aspetti dell’uomo sono in equilibrio evolutivo si verifica una condizione di ben-essere. Dal punto di vista emozionale la chiave d’accesso all’autunno è fluire e lasciar andare. Nella riduzione naturale di acqua e di elasticità ogni opposizione genera una rottura, da qui la disfunzione/malattia e il mal-essere.
Come in ogni elemento di natura il momento veramente di9icile e delicato è il momento di passaggio. Come nella notte nasce il giorno e nel giorno nasce la notte, esiste un momento infinitamente piccolo in cui, secondo la Medicina Tradizionale Cinese, lo Yang nasce nel massimo Yin e lo Yin nasce nel massimo Yang. È il ciclo perpetuo della vita, senza il quale la vita stessa non esisterebbe. In Natura questo momento avviene e basta. Non c’è un giudizio, non c’è una attribuzione di qualità, di giusto o di errato. È.
Ugualmente questo movimento di morte e rinascita avviene nell’essere umano, continuamente e silenziosamente. Per un lungo periodo abbiamo la sensazione di essere immutati, costanti. Più o meno improvvisamente constatiamo che il processo è avvenuto e ci sembra legato a quell’istante, ma lo Yin, la notte, è nato in un attimo che non abbiamo percepito, mentre eravamo impegnati a vivere il massimo Yang, nella luce del sole alto e vitale.
Secondo la Fisica Quantistica esistono infiniti piani della realtà che collassano in un istante nel piano della realtà esatto in cui i nostri occhi si sono soffermati. Da quell’istante l’individuo può scoprire la realtà in cui si è proiettato. Ed è quello il momento in cui si decide la qualità di tutto ciò che segue. La curiosità, la fantasia e l’amore per la vita possono condurre l’individuo in un viaggio di scoperta: quale sarà la declinazione unica e irripetibile di noi stessi in quel piano della realtà? Si potrebbe pensare che questo cammino necessiti di cambiamento, ma non è corretto, se per cambiamento intendiamo negazione di tutto ciò che è stato. In MTC si parla di mutamento, trasformazione. Con il bagaglio di ciò che siamo possiamo iniziare un nuovo viaggio alla scoperta della più bella declinazione del percorso sul quale ci accingiamo a camminare. Ancora una volta, secondo la Fisica Quantistica, possiamo decidere continuamente quale punto della realtà far collassare per determinare l’attimo di vita in cui ci troviamo (libero arbitrio).
La nostra Natura Umana e materiale può impedirci di mutare in armonia con la nostra naturale evoluzione biochimica. L’azione mentale ed animica più difficile è lasciar andare.
Lasciar andare, lasciar essere una biologia che sta cercando un altro equilibrio, allineandosi perfettamente e semplicemente con le Leggi di Natura. Il nostro pensiero, la nostra nota emozionale può “rompere” questo processo delicato e prezioso, questo stato embrionale del nostro nuovo piano della realtà. Come ogni momento embrionale di ogni forma di vita racchiude in sé un potenziale infinito di generazione e, al contempo, una delicatezza profonda, così il passaggio dal nostro massimo Yang, la giovinezza, allo Yin non deve e non può essere perturbato: semplicemente È. Noi possiamo solo decidere, con la nostra mente pensante, se vivere e osservare con curiosità e amore questo piano della nostra esistenza oppure no. Se decidiamo che “oppure no” rompiamo, ma non arrestiamo il processo, generando malattia.
La gemmoterapia ancora una volta è perfettamente adatta ad accompagnare questo momento evolutivo dell’uomo. Nella sua intrinseca totipotenzialità sono racchiuse tutte le possibili espressioni della vita nel suo procedere. I meristemi, per loro natura, rappresentano esattamente questo infinito insieme di possibili piani della realtà. In base alla temperatura, alle condizioni favorevoli o avverse, al tipo di nutrimento, alla quantità e qualità di acqua che riceverà, di luce e di ombre, la sua forma adulta avrà una conformazione, un colore, delle qualità e composizioni che saranno determinate dalla sinergia di tutti questi fattori. Nel momento in cui i meristemi sono raccolti però tutto questo ancora non esiste, potrebbe, ma non ancora È.
Ed è proprio questa caratteristica che rende i gemmoderivati uno strumento perfetto di aiuto e supporto in ogni momento di vita dell’essere umano.
Il Castagno simbolicamente è l’incarnazione del mutamento d’autunno.
L’albero di Castagno riesce a riprodursi anche dopo centinaia di anni, spezzato, colpito da fulmini, tarlato, incendiato e coperto di muschi. Non è attaccato da nessun insetto. Quando colpito dall’unica malattia che può attaccarlo, il cancro del castagno (un fungo), comunque mantiene la capacità di riprodursi, di dare vita a giovani getti. In termini umani, rinascere in sé stessi o in altri esseri viventi. Il riccio del Castagno mantiene e protegge il frutto: un involucro spinoso all’esterno, caldo e accogliente all’interno. Quando è il momento però lo lascia andare, dopo essersi gradualmente aperto, lascia andare il suo frutto, commestibile e incredibilmente nutriente per altre forme di vita. Nella naturale evoluzione di vita questo è il momento dell’esperienza, della pienezza. Il momento della comunicazione, del dono dell’esperienza. Il momento in cui si può scoprire la bellezza di veder rifiorire la nostra esperienza, la nostra castagna, in altri esseri viventi. È quell’istante in cui il nostro piano della realtà può collassare nel piano della realtà di molte altre persone. E, incredibilmente, in questa nuova vita ancora una volta siamo “neonati”, curiosi, entusiasti. Anche il Dr. Edward Bach ha definito Sweet Chestnut il fiore del passaggio attraverso la “notte nera dell’anima”.
Se riusciamo a superare questo momento di “attaccamento” al passato ci concediamo la possibilità di fluire naturalmente nel perpetuo e inarrestabile ciclo di mutamenti della Vita.
Il motivo per cui, pur essendo parte delle creature di natura, non riusciamo come le piante ad evolvere senza opporre resistenza e senza aver paura della fine è che l’essere umano possiede una coscienza. Che è diversa dall’Anima. Le piante non hanno coscienza, forse, ma sicuramente hanno un’anima incontaminata dalla coscienza. Ecco, l’aiuto che possono darci i fitoembrioestratti, oltre al loro effetto sul recettore, è proprio quello di trasmetterci questa incontaminazione dell’anima e permetterci semplicemente di Essere.








