Introduzione
La “Nouvelle vague” statunitense coinvolge il mondo intero non solo nelle politiche militari, sanitarie, ecc. ma introduce una nuova tendenza sociale. La nuova idea è fondata sulle ridondanza delle popolazioni. C’è troppa gente che non produce. Detta così non sembra niente di speciale e in effetti il concetto di settorializzazione è piuttosto astratto. La stratificazione si ristruttura con le innovazioni generate dalle biotecnologie e con il previsto risparmio di forza lavoro. Tutto sommato è quello che storicamente si è sempre verificato, ovvero la tecnica, in teoria è congegnata per renderci la vita più agevole, più comoda per poter disporre del tempo libero sottratto al lavoro per sviluppare le nostre qualità e perseguire gli interessi (non solo economici). Questo processo in pratica ha prodotto l’effetto opposto: si lavora di più, si guadagna di meno, la qualità della vita è peggiorata e si assiste a un marcato inasprimento delle disuguaglianze. Le masse lavorano sempre di più e le ricchezze sono mal distribuite, anzi sono proprio squilibrate. Pensiamo che questo non faccia bene a nessuno ma in realtà è un fenomeno di cui occorre prendere atto.
Le piramidi
La “Nouvelle vague” americana ha allargato ancora di più la base della piramide sociale estendendo e rimpolpando gli strati subalterni e aumentando il divario del benessere economico tra i vari livelli. Gli americani stessi ora devono fare tre lavori per sopravvivere per via di un aumento dei costi della maggior parte delle merci, beni alimentari compresi. A pensarci bene fare tre lavori per campare, vivere con l’ansia di essere acchiappato e diventare obeso per via del cibo e di una vita triste, non è una prospettiva tanto attraente neanche per l’immigrato.
L’ultima proposta rivoluzionaria è quella di rovesciare la piramide. È vero, si tratta solo della piramide alimentare ma una cosa tira l’altra. “È una piramide che dice una cosa e ne disegna un’altra”. Così, con una sintesi lapidaria l’epidemiologo Franco Berrino interpreta le nuove “linee guida alimentari USA” elaborate da Kennedy. Già prima la piramide ideata non si sa da chi, era foriera di bizzarre interpretazioni, ora con la punta verso il basso farà ancora più fatica a stare in piedi. Abbiamo chiesto a un fisico una valutazione statica. Il fisico ci ha risposto che solo in uno stato dinamico la piramide può stare verticale senza cadere. Ovvero dovrebbe ruotare a una alta velocità anche se in questo modo tutti gli alimenti si mescolano anarchicamente. In sostanza è quello che già si fa, grandi frullati, barrette energetiche, mix di tutto e di più in modo tale che si abbiano tutte le componenti necessarie per nutrirsi in modo rapido e completo senza stare troppo ai fornelli. In ogni modo se il 70% degli americani (ma sono in buona compagnia) è sovrappeso o obeso, qualcosa bisogna pur fare. In una realtà così disperata non poteva mancare un ulteriore contorsione delle disposizioni alimentari e perchè non dare una scrollata alla piramide? Magari magicamente si riesce a ribaltare la tendenza al consumo spregiudicato.









