Dott. Sergio Segantini - Tempo di lettura 6 min.

Comportamenti e dipendenze durante il lockdown

L’aderenza, ovvero la effettiva coincidenza tra il comportamento e le indicazioni ricevute dalle autorità sanitarie e politiche durante la pandemia, è stata molto elevata nella popolazione italiana.  In un certo senso anche inaspettata, almeno nei confronti di altre nazioni ritenute molto più disciplinate e virtuose della nostra, come gli USA. Già in altre occasioni in Italia il rispetto di certe regole è stato esemplare, con una risposta rapida e globale, come in seguito al decreto Sirchia del 1995, che ha posto il divieto di fumare nei luoghi pubblici. E’ noto che il calo dei fumatori negli ultimi decenni non è dovuto tanto ai divieti, quanto a una migliore informazione sul danno che produce il tabagismo. Abbiamo visto che le disposizioni restrittive delle libertà vengono accolte e seguite dalla popolazione solo se ne comprende il valore e il significato.

Lockdown e comportamenti

Gli italiani hanno accolto e rispettato le restrizioni dovute alla pandemia con un consenso molto diffuso, quasi unanime, anche se il confinamento ha generato seri problemi non solo economici ma anche umani. Probabilmente il messaggio ricevuto è stato efficace tenuto conto dell’unanimità bulgara delle informazioni mediatiche.  Le istituzioni sia politiche che sanitarie sono state tutto sommato concordi nel dare indicazioni che sono state mantenute dalla popolazione durante il lockdown e nei tempi successivi, quando la pandemia almeno in Italia, è andata via via calando di intensità.

Bambini e adulti

Durante il lockdown abbiamo rilevato nella popolazione pediatrica una elevata aderenza alle regole a scapito della comparsa di numerosi disturbi emotivi, in particolare irritabilità, attacchi d’ansia e disturbi del sonno. Da un ampio studio condotto al Gaslini di Genova vediamo che il 65% dei bambini sotto i 6 anni e il 71% sopra, ha avuto problematiche comportamentali di varia natura e sintomi di regressione. Se i bambini hanno sofferto di questi sintomi anche gli adulti non sono da meno. Viene stimato che almeno 300.000 persone in Italia hanno sviluppato disturbi psichici rilevanti, soprattutto tra coloro che hanno meno risorse e meno capacità di adattamento. Uno Studio condotto dall’Università dell’Aquila in collaborazione con l’Università di Roma Tor Vergata e pubblicato sulla rivista “MedRxiv”, rivela come, su un campione di 18.000 persone, il 20% degli intervistati ha manifestato ansia severa, il 7% insonnia e il 21% stress generico.

Comportamenti e stili di vita

Dalle osservazioni sui comportamenti e stili di vita della popolazione italiana durante il confinamento, abbiamo rilevato che una buona parte della popolazione lo ha vissuto con un senso di frustrazione e mortificazione, una parte ha mantenuto stabili le proprie abitudini e i propri ritmi, mentre una piccola parte ha avuto un giovamento dallo stare in famiglia, anche se propinato in modo coercitivo. Ogni famiglia presa in esame ha ovviato alle conseguenze dovute all’isolamento in modo personalizzato, mentre i fenomeni comuni rilevati riguardano lo sviluppo o l’aumento di alcune forme di compenso e di dipendenza. E’ noto che le forme di compensazione emotiva riflettono varie tipologie di comportamento, tra i più rilevanti vi sono quelli della sfera alimentare e quelli voluttuari, come il consumo di alcune categorie di cibi, gli alcolici, il tabacco gli stupefacenti ecc.

Consumi e dipendenze

Durante l’epidemia e il conseguente isolamento, gli spostamenti sono stati fortemente condizionati e i consumi sono cambiati, specie nelle prime fasi come testimonia l’assalto ai supermarket dove sono stati acquistati in particolare elevate quantità di pasta, riso, farine, zucchero, uova, bibite, alcolici. Nella settimana che ha preceduto la Pasqua, si è registrato un aumento record degli acquisti come farina (+213%), lievito di birra (+226), mascarpone (+100%), miele (+68%), burro (+86%), zucchero (+55%) e uova (+54%).

È interessante come sia aumentato molto meno il consumo di olio (+18%), di pesce fresco (+ 14% rispetto al +30% della carne) e quello di alcolici (vino +15%, birra +10% ). Ma in altri periodi di “lockdown” il consumo di alcolici è aumentato secondo alcune fonti del 180% con un forte incremento delle vendite online, oltre a quelle nei supermarket.

Gli alcolici e il bisogno di consolazione

Sono comparse in Rete, come spesso succede per altre situazioni analoghe, indicazioni sul beneficio dell’assunzione di alcolici nei confronti dell’infezione virali. La funzione dell’alcol per sterilizzare le superfici forse è stata estesa alla possibilità di esercitare la sua azione antisettica nei confronti del virus. La realtà invece è molto diversa, fare uso di alcolici porta a un aumento della suscettibilità alle patologie infettive in quanto è appurato che tra consumo di alcol a scopo voluttuario e infezioni virali esiste una correlazione dose dipendente.

Gli elementi giustificativi che supportano il consumo di alcolici arrivano anche dal mondo della scienza. Ricordiamo comunque che il Resveratrolo contenuto nel vino rosso, che ha indubbiamente proprietà antivirali è salutare in dosi adeguate. In realtà per raggiungere un effetto terapeutico necessitano delle quantità enormi di vino. In un litro di vino rosso sono contenuti 16 Mg. di Resveratrolo, mentre la dose giornaliera consigliata di integratori per un effetto valido antiossidante è 50 volte maggiore.

L’alcol ha effetti, sia a breve che a lungo termine su tutto l’organismo. Nel complesso, l’evidenza suggerisce che non esiste un limite di “consumo sicuro” nel senso che i rischi di danni alla salute aumentano all’aumentare delle bevande alcoliche consumate, dove il rischio di danni alla salute è zero solo in assenza di consumo. Esistono tante tipologie di consumatore di alcolici. Il consumatore di alcolici abituale tende a nascondere la dipendenza a bere e con il lockdown nelle situazioni famigliari è stato più difficile consumare alcolici.

Invece coloro che hanno passato più tempo in solitudine hanno tendenzialmente consumato i pasti a casa e indugiato maggiormente nell’uso di alcol. Un fattore favorente questo atteggiamento riguarda proprio la clausura forzata che limita gli spostamenti e la socializzazione nei luoghi di lavoro e nei trasporti. Una vita lavorativa esterna e la guida inducono a comportamenti più sobri, almeno per quanto riguarda il consumo di alcolici.

Gioco d’azzardo

Un’altra forma di dipendenza ha subito dei cambiamenti durante l’isolamento: il gioco d’azzardo. Sono aumentate le telefonate da parte dei giocatori in preda a crisi di astinenza al numero verde dell’Istituto Superiore di Sanità. Sarà anche per una maggiore disponibilità di tempo ma le chiamate che prima duravano in media 15 minuti, oggi ne durano almeno 40, spiega Roberta Pacifici, direttrice del Centro Dipendenze e Doping dell’Iss, che sottolinea: “la presa di coscienza di avere un problema è aumentata con il lockdown”.

Economia e globalizzazione

Sebbene la gran parte della popolazione sia favorevole alle disposizioni dei decreti e delle ordinanze, non si avverte da parte delle istituzioni la percezione della gravità delle conseguenze che caratterizzano questo processo sia da un punto di vista sociale che economico. Aver ottenuto un corposo sostegno finanziario da parte della UE da’ un senso effimero di protezione. In realtà le condizioni socio economiche del nostro paese erano in crisi da tempo, sia per un mancato adeguamento agli standard imposti dal mercato, che per una inerzia atavica della nostra popolazione a intraprendere riforme e ad adeguarsi alla contemporaneità sia economica che culturale.

La chiusura può aver accentuato questa tendenza, specie se non vengono considerate adeguatamente le conseguenze psicologiche sulla popolazione. D’altro canto potrebbe essere una occasione di riscatto se riflettiamo meglio sul significato globale di questo evento. Potrebbe essere una occasione per capire che l’esplosione demografica, delle comunicazioni, degli spostamenti, della velocità eccessiva fine a sè stessa, delle informazioni inutili e dannose ecc. porta a un collasso del sistema.

Passività, restaurazione, reazione e salute

Come abbiamo visto, le dipendenze sono state favorite dallo stop delle attività che hanno colpito una buona parte delle persone, accentuando la mancanza di progettualità all’ombra di un assistenzialismo non supportato da proposte di adeguamento sociale. L’immigrazione, il dominio dei mercati, il cambiamento climatico, obbligheranno sempre più le nazioni a operare delle scelte più etiche e sane. Abbiamo visto come sia facile da parte della gente rifugiarsi nelle dipendenze per alleviare la noia e il vuoto prodotti dalla stasi, dall’immobilismo e dalla mancanza di progettualità.

Spetta a tutti noi far sì che l’evento pandemico non porti solo elementi distruttivi. Per far questo occorre attingere alle nostre risorse reattive e positive dandoci possibilità e nuovi obiettivi invece che rimanere ancorati a un modello che molte forze, politiche e sanitarie, tendono a restaurare. Lo spostamento e la scelta di un modo di curarsi e di prevenire più umano e meno tecnocratico potrebbe diventare una componente rilevante verso un futuro più sano.

Sitografia:

https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/04/24/coronavirus-iss-vendite-di-alcolici-aumentate-del-180-durante-il-lockdown/5781135/

https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/sars-cov-2-stili-vita-alcol-infografica-oms

https://www.sigmagazine.it/2020/05/ricerca-nielsen-fsfw/

https://www.fondazioneveronesi.it/magazine/i-blog-della-fondazione/il-blog-di-emanuele-scafato/il-coronavirus-e-la-paura-di-un-uso-smodato-di-alcol

https://www.dire.it/13-05-2020/459435-aumentato-il-consumo-di-sigarette-durante-la-quarantena-conseguenze-gravi/

https://www.corrierenazionale.it/2020/05/13/con-il-lockdown-aumentato-il-consumo-di-sigarette/

https://www.topdoctors.it/articoli-medici/alcol-e-lockdown-perche-non-dobbiamo-bere-eccessivamente

https://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/alimentazione/2020/04/22/coronavirus-iss-troppo-alcol-aumenta-rischio-di-infezione_6648e516-46d8-442e-a574-4c5410cb1349.html

https://www.repubblica.it/oncologia/news/2020/05/19/news/niente_piu_sigarette_al_mentolo_in_tabaccheria_ecco_perche_-257068518/?ref=RHRS-BH-I0-C6-P4-S1.6-T1 

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Share This