Dott. Rossella Scudieri - Tempo di lettura 5 min.

Mascherina e cura della pelle: possibili problematiche correlate all’uso

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Ci siamo da poco lasciati alle spalle il 2020, un anno segnato in particolare dall’emergenza mondiale da covid-19 e da tutta una serie di cambiamenti che hanno interessato il sociale e la vita personale di ciascuno. In questi ultimi mesi la ricerca è andata avanti nel testare e mettere sul mercato i nuovi vaccini ad RNA, sono state date indicazioni su come mantenere in buona salute il sistema immunitario, ma è ancora lunga la strada che ci porterà a rivivere la quotidianità in modo sereno e senza distanziamento.

Saremo ancora legati all’uso delle mascherine come forma di prevenzione da adottare per salvaguardare la nostra ed altrui salute, e a tal proposito vediamo quali possono essere le problematiche della pelle correlate all’uso di tale presidio.

Atopia e acne

L’ atopia è per definizione la tendenza di soggetti predisposti, a diventare più sensibili alla produzione di immunoglobuline (IgE) in risposta all’esposizione ad allergeni. Si manifesta più tipicamente nei bambini e negli adolescenti, con sintomi che posso andare dall’asma, alla rino-congiuntivite e l’eczema. La condizione attuale di utilizzo, per lungo tempo e in ambenti chiusi della mascherina, ha però comportato una sensibilizzazione della pelle nella regione a stretto contatto con essa, anche in soggetti adulti che non presentano manifestazioni atopiche predisponenti. Il contatto con le fibre delle mascherine e la mancanza di ossigenazione della pelle che resta umida , sono esempi di fattori sensibilizzanti.

In farmacia le richieste più comuni di intervento di tipo dermocosmetologico, dall’inizio della pandemia, sono relative a:

  • Brufoli
  • Macchie cutanee
  • Rossore/ prurito della pelle

Le zone più colpite da tali manifestazioni sono le guance, il mento e il contorno delle labbra e del naso. L’acne è una infiammazione del follicolo pilifero e delle ghiandole sebacee, che funzionando più del normale creano una ipersecrezione di sebo. Il sebo, frammisto a cellule cornee, si accumula nel follicolo creando un tappo che impedisce al secreto stesso di defluire all’esterno. Si forma così il comedone, conosciuto come punto nero, che rappresenta la lesione primitiva dell’acne.

Uno studio pubblicato sul Journal of American Academy of Dermatology ha evidenziato che coloro che usano per più di otto ore consecutive la mascherina, manifestano comunemente gonfiore e dolore, prurito, eritema, pelle secca, desquamazione e papule (brufoli).

I quadri sintomatologici con cui può manifestarsi una sensibilità della pelle sono soggettivi, nel senso che non tutti manifesteranno uno o più di tali disagi, così come non è detto che possono verificarsi peggioramenti di pregresse dermatosi o manifestazioni atopiche.

E’ vero anche che tali manifestazioni possono dipendere dal tipo di dispositivo utilizzato, dall’uso più o meno prolungato che se ne fa, e dalla predisposizione della pelle o eventuali problematiche pregresse.

Mascherine chirurgiche o di tipo FFP1-FFP2, essendo di materiale rigido, predispongono all’irritazione della pelle da sfregamento. Quelle in tessuto, predispongono a secchezza della pelle ed essendo lavabili, i residui di detersivo possono provocare ostruzione dei pori della pelle con infiammazione e formazioni acneiche.

 Cause

I fattori coinvolti sono pertanto di tipo meccanico: l’attrito e sfregamento sulla pelle portano ad arrossamenti e nei casi più gravi a lesione del tessuto; l’umidità prodotta dal respirare e l’occlusione dei pori che permettono a sporco e sebo di accumularsi promuovendo la proliferazione di batteri e/o lieviti.

Come intervenire

Ciascuna manifestazione della pelle, può essere trattata alla base con una buona detersione del viso, sia al mattino che al rientro a casa, in modo da mantenerne puliti i pori.

In assenza di make-up può bastare l’uso di un tonico su base non alcolica, arricchito di acqua di rose, estratti di lavanda, camomilla e centaura che esplicano un’azione tonificante e lenitiva, donando freschezza alla pelle.

Diversamente, bisognerà prima rimuovere il trucco con prodotti dalla formulazione delicata e non grassa e poi utilizzare il tonico.

Una pelle che presenta già problemi di acne o di produzione eccessiva di sebo, anche solo nella zona T (fronte, naso, mento), dopo la detersione, andrebbe trattata al mattino con un idratante leggero che non ingrassi ulteriormente la pelle, per poi ricevere al ritorno a casa, o prima di andare a letto, la consueta crema anti acne, oppure una crema a base di calendula ed iperico ad azione antiinfiammatoria, o ancora un trattamento sebo astringente. In questo modo assicuriamo al mattino il giusto grado di idratazione, evitando l’effetto esfoliante che tali prodotti esercitano sulla pelle, in modo da non aumentarne la sensibilità ed esposizione a batteri e/o funghi che potrebbero raggiungere anche strati più profondi del derma in caso di lesioni.

Ottimi i prodotti a base di olio di jojoba[ e rosa damascena in formulazioni a rapido assorbimento, che rendono la cute morbida proteggendola dalle aggressioni esterne, e l’olio di Argan che racchiude attivi come l’acido linoleico, l’acido oleico-omega6, tocoferoli, caroteni, polifenoli, steroli, terpeni e che concorre a mantenere la pelle tonica ed elastica.

Per una pelle secca consiglieremo dopo la detersione una crema o un siero idratante da ripetere al rientro a casa. Per le pelli più mature o che lamentano “rughe da mascherina”, ottima l’applicazione prima di andare a letto di prodotti idratanti e ricchi di vitamina E e vitamina F ad azione antiossidante, che proteggono le membrane cellulari dai radicali liberi con notevoli effetti rigeneranti e, per questo, adatti anche in caso di rossore e lesioni da sfregamento. Buona la presenza dell’alfa bisabololo che in sinergia con gli altri attivi aiuta a prevenire secchezza, lenisce gli arrossamenti cutanei superficiali, alleviando la sensazione di prurito.

Possiamo anche consigliare maschere idratanti per le pelli secche, o esfolianti per le pelli grasse; queste ultime da ripetere con cadenza di almeno 10 giorni.

Tra i prodotti da applicare la sera prima di andare a letto, pensiamo a creme a base di vitamina C che illumina ed uniforma il colore dell’incarnato, acido ialuronico ed enzimi estratti dalla papaya, ad azione esfoliante delicata e depigmentante, per coloro che lamentano macchie cutanee insorte successivamente alla comparsa di rossore o acne, oppure già presenti.

Migliorare la reattività oltre che l’aspetto della pelle è quindi possibile, e soprattutto è possibile farlo scegliendo delle formulazioni delicate e rispettose di “tutti i tipi di pelle”. Accompagnare tutto questo ad una alimentazione corretta ed equilibrata e/o all’uso di fitoterapici o omeopatici, ci darà la possibilità di raggiungere risultati ancora più efficaci e mirati.

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