Dott. Marcello Aquino

Omeopatia e omicron

Tempo di lettura: 3 minuti

La nuova variante del Covid-19, Omicron (B.1.1.529), è diversa dalle precedenti: È più contagiosa ma meno pericolosa rispetto alla Delta. Omicron provoca una sintomatologia simile a un normale raffreddore ma forse con un po’ più di stanchezza e disagio.

Variante Omicron: cosa sappiamo

È stata scoperta in Sud Africa il 24 novembre e ha messo in allarme i governi di mezzo mondo: Omicron è una variante molto particolare perché presenta un numero molto elevato di mutazioni mai viste prima, oltre 50, di cui 32 sulla proteina spike (quella che attacca le cellule sane dell’organismo) e precisamente nella parte S1, quella legata alla contagiosità. Infatti, rispetto alle precedenti mutazioni, si manifesta con una trasmissibilità cinque volte superiore a quella della variante Delta ma con sintomi più lievi. Questo dato è ad oggi confermato dai risultati di sei diverse ricerche preliminari, che sembrano evidenziare come questo nuovo ceppo di Coronavirus si replichi soprattutto nelle vie respiratorie superiori (naso, gola, trachea, bronchi) ma meno nei polmoni. Tra questi, uno studio condotto da un team di ricercatori dell’Università di Hong Kong ha scoperto che Omicron si replica 70 volte più velocemente del Delta nelle vie aeree superiori e si infiltra invece molto più lentamente nel tessuto polmonare. Questo vuol dire che se il virus si replica di più nelle prime vie aeree (senza arrivare ai polmoni) sarà potenzialmente più trasmissibile e meno pericoloso.

Sintomi Omicron più comuni:

  • raffreddore, starnuti e rinorrea
  • gola irritata e tosse secca
  • dolori muscolari e ossei diffusi
  • stanchezza e affaticamento più o meno marcato
  • mal di testa lieve o moderato

 

Omicron e omeopatia

Alla luce degli studi e in base a quanto osservo ogni giorno sui pazienti, La Omicron conduce nella quasi totalità dei casi a una bronchite di lieve o moderata entità. I pazienti nelle prime ore presentano tosse secca, che evolve rapidamente e spontaneamente in una tosse grassa, dove i muchi appaiono difficili da espettorare, di colore giallo/verde, consistenti, collosi, vischiosi filamentosi. Abbiamo anche sensazione di peso al petto e dispnea. Il farmaco di elezione sarà Kalium Bichromicum. Il Bicromato di potassio per similitudine cura a dosi infinitesimali tutte le affezioni delle mucose che presenteranno flogosi, ulcere, ma sopratutto secrezioni dense e purulente  di muco consistente che presenta le sopracitate caratteristiche. Quello che è importante notare, secondo il mio parere, è che il Kalium Bichromicum oltre a essere un mucolitico è sopratutto un mucoregolatore.

Cosa significa?  

I farmaci mucolitici agiscono direttamente sul muco (catarro) già formato, rompendo fisicamente i legami chimici delle molecole che lo costituiscono. In altre parole, i mucolitici sono in grado di sciogliere il catarro attraverso la degradazione delle mucoproteine che lo compongono. Grazie a questo particolare meccanismo d’azione, le secrezioni catarrali risulteranno meno vischiose e più facilmente eliminabili dall’organismo. 

I mucoregolatori, invece, esercitano quella che viene definita come un’azione indiretta sul catarro. Questi infatti, agiscono sulle cellule mucipare alterando la secrezione e le caratteristiche del catarro da esse prodotto aumentandone la componente acquosa e riducendo così la viscosità e l’adesività.

Grazie a queste proprietà Kalium Bichromicum, in parole povere, “spezzetta” e “frantuma” il catarro in modo da favorire le ciglia vibratili, che rivestono le vie aeree, nel loro compito di sospingere il catarro che ricopre le vie respiratorie.

Che cos’è la bronchite?

La bronchite è un processo infiammatorio a carico dell’albero bronchiale, che interessa la mucosa che riveste e protegge i bronchi. La bronchite può essere acuta o cronica, a seconda della durata dello stato infiammatorio. L’episodio acuto è generalmente causato da virus e ha una breve durata. Se l’infiammazione si ripete e si protrae nel tempo è definita cronica. La bronchite cronica è la condizione tipica della Broncopneumopatia cronico ostruttiva (Bpco).

Quali sono le cause della bronchite?

A causare la bronchite possono essere agenti diversi. Nel caso della bronchite acuta, la causa prevalente è un’infezione di origine virale. I virus più frequenti sono quelli comuni del raffreddore e dell’influenza. Solitamente l’infezione riguarda le prime vie aeree, laringe e trachea, per poi estendersi ai bronchi. In alcuni casi può instaurarsi una sovrainfezione batterica.

La bronchite cronica è il risultato di una degenerazione graduale delle strutture bronchiali causata dal fumo, dallo smog o dall’inalazione di sostanze tossiche. La bronchite cronica è più pericolosa dell’episodio acuto, perché rappresenta un danno spesso definitivo e difficilmente reversibile.

Sintomi della bronchite?

I sintomi della bronchite, acuta o cronica, includono:

  • difficoltà a respirare (dispnea)
  • tosse persistente
  • dolore durante la deglutizione
  • produzione eccessiva di muco, con catarro bianco o giallastro, con piccole perdite di sangue
  • respiro sibilante
  • fiato corto
  • febbre
  • brividi di freddo
  • dolori articolari
  • faringite
  • raucedine
  • oppressione al torace
  • debolezza
  • disturbi del sonno.

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