L’Omeopatia è straordinaria. Intendo come fuori dell’ordinario. Arrivare all’Omeopatia è sempre frutto di percorsi particolari. Ognuno ha il suo. Di rado ne ho sentiti di banali. Per quanto mi riguarda ci sono arrivato per una strada decisamente poco ortodossa.
Conoscevo Marcello, un amico di mio padre, un tipo di quelli che hanno le mani d’oro e il cervello sopraffino. Nella vita aveva fatto di tutto, dal fotografo all’allevatore di polli, dal pilota di auto da corsa, all’operatore turistico, al falegname. La moglie si chiamava Alba. Un giorno mi telefona e mi chiede se posso andare a trovarlo a casa. A quell’epoca ero ancora studente di medicina, frequentavo, credo, il quinto anno. Arrivo a casa e lo trovo al tavolo con un pendolino in mano e un foglio di carta davanti che aveva stampate le lettere dell’alfabeto intorno, a cerchio.
‘Vedi – mi dice senza battere ciglio – qualche tempo fa ho sentito la necessità di prendere un pendolo da radioestesia e ho iniziato ad avere messaggi che mi danno consigli su quali cure fare con le erbe. Io dico una lettera per volta e Alba le trascrive. Non capisco il senso delle lettere via via che le dico, ma alla fine i messaggi sembrano sensati. Avevo una fastidiosa infezione urinaria resistente a tutti i farmaci e mi è passata con i consigli del pendolo. Lo stesso è accaduto per i malanni di alcuni amici. Non ho idea del perché, ma i suggerimenti funzionano. Adesso per un altro amico il pendolo ha consigliato una cura omeopatica: cos’è?’
‘E che ne so, Marcello mio? Io questa parola qui non l’ho mai sentita. Cercherò notizie’.
In epoca abbondantemente pre-internet non era facilissimo avere informazioni, ma dopo pochi giorni, guarda caso, conosco per caso una ragazza tedesca che mi parla per caso di Omeopatia e dopo pochi giorni entro per caso in una libreria e chiedo se esiste qualche libro di Omeopatia e per caso mi ritrovo in mano, ultima copia del negozio, un libro con la copertina verde scuro, in similpelle, con scritto ‘Organon – L’arte del curare’ (edizioni Edium): il libro basilare dell’Omeopatia, che tutt’ora riposa nella mia libreria.
Apro il libro, leggo le prime righe e precipito con tutte le scarpe in quell’incantesimo che solo una materia straordinaria può creare e che mi ha cambiato l’esistenza.
Per i curiosi, l’amico di Marcello fece la cura omeopatica e risolse i suoi problemi. Marcello seguitò a ricevere messaggi dal pendolo con successo crescente nell’arco di diversi anni.
Poi una mattina si svegliò e decise di punto in bianco che il suo rapporto con il pendolo era finito. Così, senza motivo apparente, smise di usarlo.
Il mio incantesimo omeopatico, invece, non si è più interrotto.









2 commenti
Enrico
Sull’arte della radioestesia ci sarebbe tanto da dire e le “esperienze” in merito sono molto diversificate fra loro (d’altronde anche l’agricoltura è stata definita arte da Plinio, il vecchio: “Maxima pars est agriculturae, ex qua ceterae artes pendent.” “L’agricoltura è la più grande delle arti, da cui dipendono tutte le altre.”)
Una spiegazione del perchè funziona e che mi ha sempre molto affascinato, è che tutti gli esseri umani sono in contatto con “l’universo-Dio” e quindi possono avere accesso a qualsiasi informazione: del passato del presente e del futuro.
E quindi, per esempio, se quando si vuole sapere quale rimedio omeopatico può essere adatto a una determinata persona per un determinato disturbo, basta “rivolgere la domanda al pendolino” (o ad altri strumenti) e si avrà la risposta, a condizione che … (l’onestà dell’operatore è al di sopra di tutte …)
Viene insegnato dagli esperti che non è il pendolino a rispondere, ma è alla persona che ha in mano lo strumento che “arriva la risposta”: il pendolino la rende semplicemente intellegibile e quindi è solo un “evidenziatore”.
La cosa ancora più affascinante è che tutti quelli con cui ho parlato che “frequentano” l’arte, ottengono, quasi sempre, risposte efficaci come il signor Marcello e che più sono “ignoranti”, meglio funziona la cosa (la mente/razionalità/conoscenza pregressa può influenzare la risposta).
Mi fermo qui, senza però concludere scrivendo … meditate gente, meditate …
Generiamosalute
Grazie per l’interessantissimo contributo!
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