Dott. Gaetano Maria Micciché

Il panico di Aconitum

Tempo di lettura: 2 minuti

Ore 19,15, saturimetro, inspiro, espiro, saturimetro 98%, ok bene, né tosse, né cefalea, né raffreddore. Bene, non ho il Covid, l’antigenico di ieri negativo, domani per scrupolo me ne faccio un altro. Non li conto più ormai i tamponi fatti.

“No carissima, non possiamo giovedì, troppa gente non mi sento”.

“Non ti senti bene?”

“No, benissimo, e che Clara ed io vorremmo evitare contatti stretti, che ne so, non possiamo permetterci di andare in quarantena, proprio non è il momento. Bene. Grazie spero non ti sia offesa, ma le precauzioni non sono mai abbastanza, sai”.

Dico: “Ma come gli va in questo periodo di fare feste, burrachi, riunioni e quant’altro? Come si fa ad incontrarsi in questo pandemonio”!

Mia sorella e mio cognato e la figlia grande, positivi, la mia segretaria positiva, il bar sotto l’ufficio chiuso per quarantena. Siamo circondati, anzi sono circondato! Cammino adesso per casa, come un matto, nervosissimo, su e giù, la “mugliera” è a far la spesa, il figliolo all’università. “Lavatevi le mani, aprite le finestre, cambiatevi d’abito, toglietevi le scarpe, portate la mascherina e non stiamo così vicini, perbacco!” mentre la TV snocciola migliaia di casi di nuovi positivi con l’indice RT in salita. È il panico, paura che nascondo, ma ho paura… di ammalarmi e morire. Agitato, chiamo il medico di base, non risponde. Chiamo l’altro mio amico medico che non mi dà nessun conforto, conclude… ma in fondo è solo un raffreddore”.

Mi sento gli occhi rossi, il viso brucia, misuro la temperatura 36,4°, misuro la pressione, la minima un po’ altina  prendo un diuretico. Non ho pace, “quando finirà questa storia?” ansia e angoscia mi pervadono. Ma ho fatto tre vaccini, dovrei stare al sicuro! “Al sicuro “dechè”? Si ammalano anche i plurivaccinati!” Ma non vanno all’ospedale così dicono. “E allora Luigi, mio coetaneo, allora com’è che per pochissimo ha evitato la terapia intensiva e sta ancora ricoverato?”. 

Disperazione che sfogo su mia moglie, che poverina cerca di tranquillizzarmi, mi invita a fare qualcosa per casa, e di non pensarci. Richiamo il medico di base ora sempre occupato. 

Aspetta! Idea.

Esco, metto i guanti, cappelletto da baseball calato sugli occhi, doppia mascherina, vado in farmacia a piedi qui vicino. Poca gente in giro, cammino veloce, evitando anche quelli coi cani. Fila fuori, mi distanzio. Turno mio finalmente, cerco la dottoressina che si intende di Omeopatia e le sussurro angosciato: “c’è qualcosa di omeopatico per la paura?”. Mi ascolta, e prontamente mi consiglia Aconitum 9CH tubo granuli, 3 granuli più volte al dì lontano pasti.

Poi delle gocce dal nome altisonante: “Rimedio della Salvezza”. 4 gocce sublinguali nei momenti di panico assurdo. Mentre cammino assumo tre granuli, poi altri tre, poi… una tranquillità si crea nella mia testa, nelle mie viscere. Velocemente. 

Ceniamo sereni, mi sento alleggerito, e vado a fondermi nel divano, pronto a godermi Inter-Juve per la Supercoppa italiana 2022.

Ah, che pace ora. La paura svanita, con il mio tubetto in tasca che ancora sembra emanare le sue proprietà benefiche. Evviva l’Omeopatia!

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