L’ultima speranza

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Quanto tempo è che soffro di questi dolori muscolari, di queste tensioni, di questi crampi e spasmi dolorosissimi che colpiscono vari tratti del mio corpo e soprattutto la schiena, le spalle, il collo sino alle gambe? Quant’è?

Non lo ricordo più, vanno ad accessi, durano qualche giorno, forti e lancinanti, invalidanti, poi passano piano piano, per poi ricomparire all’improvviso settimane dopo.

“Somatizzo tutto, proprio tutto, si è vero”. Ormai l’ho capito anche da sola. Lo stress, l’evento avverso, per me equivale ad uno spasmo, ad una contrattura dolorosa e malvagia. E quante medicine ho preso, antispastici, antinfiammatori, antidolorifici. Da morire. E poi se non bastasse:

✔️ Osteopatia fatta.

✔️ Chiropratica fatta,

✔️ Fisioterapia fatta.

✔️ Posturologia fatta.

Fatto tutto. Anche il Pilates ✔️, Yoga ✔️, e sedute di Shatzuterapia ✔️.

Risultati pochi ed effimeri. Le giornate NO, poi sono un incubo. Mi sento come non mai…. Ho cinquant’anni e quei giorni di spasmi, sembro mio nonno prima di morire, buon’anima. Altro che “passo veloce”, altro che bicicletta, altro che palestra… Ma poi arriva la terapia che non ti aspetti. Un incontro fortuito, con un Medico omeopata. Grossa barba, grosso lui, grossa la sua voce profonda. Un omeopata grosso, o un grosso omeopata? 

Mi ascolta, ma negli occhi sembra sapere già tutto. “Venga a studio da me, l’aspetto, per la prima visita sarà un onore averla mia ospite in cura”. Volo. Due giorni e sono da lui. Ascolta ancora qualche particolare e mi pone le più svariate domande, “ma che c’entra?”, mi chiedo. Poi mi visita con calma, indossa il camice, molto professionale, mi sfiora la schiena, mi preme dei punti che mi fanno saltare, e poi mi espone il suo parere. Mi dice: in Medicina classica si chiamano Fibromialgie, o Sindrome Fibromialgica. Si cura con antidepressivi, benzodiazepine, miorilassanti. Ma noi faremo, col suo consenso, un altra cura, cominceremo da farmaci omeopatici per il Sistema Nervoso insieme al suo Simillimum, poi aggiungerò del Cuprum (Rame), Magnesio e Arnica, al bisogno. Poi tra un mese ci rivediamo di nuovo per un controllo. Lo guardo ammiccante, seducente, attenta, così di avere da lui la cura migliore. Non serve. Impassibile, gioca con la sua barba, e parte di slancio a scrivere la mia ricetta. Actea Racemosa, Magnesio in Oligoelemento in fiale.

Sono emozionata, il giorno dopo ho già tutto, comincio la cura. Sono passati sei mesi da quel giorno, e rido. Dalla “Luigia Pallavicini caduta da cavallo”, all’”Amica Risanata” (Foscolo). Ora sgambetto sciolta e fluida, niente timori di mosse false, nessuna contrattura.

Il corpo mi riappartiene. E soprattutto ho un maggiore controllo degli eventi stressanti, non più di “petto o di pancia”, ma quelle situazioni da fiato “corto”, oggi mi attraversano come fossi cristallo, senza indurirmi i muscoli e senza causarmi spasmi lancinanti. “Documenti per favore, patente e libretto grazie”. “Lo sa che che è vietato usare il cellulare alla guida? C’è il ritiro della patente e il sequestro dell’auto”.

“Ohhh, la prego ero a telefono con mia figlia, non sta bene …” ma, non faccio tante storie con una punta di sorriso, non imploro venia, oggi proprio sto bene così, c’è il sole, domani si vedrà.

Ti amo Omeopata.

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