Gli incontri impossibili: Hahnemann e Michelangelo Buonarroti.

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17 Febbraio, 2023
Tempo di lettura: 2 minuti

Hahnemann tornò nella sua casa di Parigi tormentato da una fastidiosa gastroenterite. Si precipitò in bagno. Ma lo trovò occupato da Michelangelo. L’artista, sdraiato e con la testa appoggiata sul pavimento, soffriva di una colica renale.

Hahnemann: – Proprio nel mio bagno dovevate venire?-

Michelangelo: – Circa il male mio del non poter orinare, io ne sono stato poi molto male, muggiato dì e notte senza dormire e senza riposo nessuno. Io son consigliato di andare al bagno di Viterbo, e non si può prima che al principio di maggio-

Melanie: – Poveraccio, guarda com’è vestito male. –

Hahnemann:- Tu, come al solito, non conosci la storia. Costui è, nonostante le apparenze, ricchissimo.- Aprì la borsa che lo scultore portava sempre con sé. Era piena di denaro. – Si veste da povero poiché non vuole dare nulla a suo padre e ai suoi fratelli.- 

Michelangelo: –  Si affermano mille menzogne sui più celebri pittori, e la prima è il dire che essi sono strani, e che la loro conversazione è dura e insopportabile. E così, non la gente moderata, ma quella stupida, li giudica fantastici e capricciosi.-

Hahnemann, piegato in due, in preda a spaventosi dolori di pancia: – Signore, uscite dal mio bagno, per amor del cielo! –

Michelangelo: – L’amore è l’ala che Dio ha dato all’anima per salire sino a lui.-

Hahnemann, disperato:- Sono anche disposto a pagarvi.-

Michelangelo: –  Puoi comprare il mio tempo, ma non la mia mente.-

Hahnemann:- Non voglio la vostra mente, ma il mio bagno!-

Michelangelo, a braccia conserte: –  Assai acquista chi perdendo impara.-

Hahnemann: – Siete infido e falso come quell’animale.- Indicò il gatto bianco di Melanie che, seduto sopra una cassapanca, li osservava con sguardo fisso e attento.

Michelangelo, scambiandolo per la statua del suo Mosè, gli scagliò contro un martello, urlando: – Perché mi guardi e non favelli?-

I coniugi Hahnemann, terrorizzati, fuggirono fuori dal bagno assieme al gatto ferito e miagolante. I medico tedesco, timoroso di farsela addosso, ebbe un’idea. Da una parete del corridoio tolse un quadro, un dipinto senza valore che raffigurava una delle sue figlie.

  Melanie, ti mostro questo quadro che, quando verrà esposto al Louvre di Parigi, diventerà il ritratto più famoso di tutto il mondo. L’autore è Leonardo da Vinci, il grande pittore toscano, che l’ha intitolato: La Gioconda.-

Michelangelo, roso dall’invidia, balzò fuori dal bagno e, con un coltello, fece a pezzi il povero quadro. Subito dopo gli diede fuoco e, mentre la tela bruciava, lui ci ballava intorno declamando: – Come fiamma più cresce più contesa dal vento, ogni virtù, che il cielo esalta, tanto più splende quant’è più offesa.- Poi nuovamente affranto rivolse le mani verso l’alto:- Desti a me quest’anima divina e poi la imprigionasti in un corpo debole e fragile, com’è triste viverci dentro.-

Fece per tornare in bagno ma Hahnemann l’aveva preceduto. Prima di chiudere a chiave la porta, il medico tedesco aveva affisso questo biglietto: – Caro Michelangelo, voi siete un uomo collerico, portato a distruggere le cose, un insoddisfatto, un permaloso facilmente offeso, un avaro nei confronti della vostra famiglia e soffrite pure di calcoli renali: quindi per voi il rimedio giusto è Nux vomica. Adesso cercate di fare silenzio poiché io, dall’altra parte della porta, sono impegnato … in un intenso lavoro di meditazione. Cordiali saluti, dottor Samuel Hahnemann.-

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