Dott. Italo Grassi

Gli incontri impossibili: Hahnemann e Oscar Wilde

Tempo di lettura: 2 minuti

Durante una violenta lite con alcuni professori universitari, ostili all’omeopatia, Hahnemann colpì uno di costoro con un bastone, provocandogli una profonda lacerazione alla testa. Il medico tedesco fu arrestato e condotto in prigione. Finì nella stessa cella di Oscar Wilde.

Hahnemann iniziò a dolersi: – Sono finito in galera per colpa dell’animo malvagio di alcuni miei colleghi. –

Wilde, le mani strette alle sbarre della piccola finestra, sbuffò: – E’ assurdo dividere le persone in buone o cattive. Le persone sono deliziose o noiose.

Hahnemann, a pugni stretti: – Mandarmi in galera è stata un’azione vergognosa!-

Wilde: – C’è una sola cosa orribile al mondo, un solo peccato imperdonabile: la noia.

Hahnemann: – Allora, voi, signor so tutto, di cosa vi occupate? –

Wilde: – Amo molto parlare di niente. É l’unico argomento di cui so tutto.- Improvvisamente gli occhi di Wilde si riempirono di lacrime. Lui si afflosciò sul suo letto e disse: – Finora ignoravo cosa fosse il terrore: ormai lo so. E’ come se una mano di ghiaccio si posasse sul cuore. E’ come se il cuore palpitasse, fino a schiantarsi, in un vuoto abisso.

Hahnemann, mosso a compassione, cercò di rincuorarlo. – Spiegatemi ciò che vi angustia. Io sono un medico e vi posso aiutare.-

Wilde parlò della condanna a due anni di prigione per avere violato le regole morali della società. Narrò dei rapporti con la moglie, con i figli e con i numerosi amanti maschi. Descrisse il patrimonio distrutto in pochi anni a causa della sua vita troppo dispendiosa. Accennò alle sue stravaganze, ai suoi bizzarri modi di vestire, come il vezzo di mettersi un serpente intorno al collo o alle parrucche piene di ricci con cui amava presentarsi in società. Si addolorò pensando a tutti i suoi impegni, come la poesia e il giornalismo, inizialmente intrapresi con grande gioia, poi abbandonati per noia e per indifferenza. Infine enumerò i problemi fisici: la fragilità dei denti che lo aveva privato degli incisivi, l’infezione all’orecchio (da sifilide terziaria) che lo rendeva quasi sordo, il terribile prurito su tutto il corpo che lo costringeva a grattarsi fino a fare sanguinare la pelle.

Hahnemann: – Voi siete un vanitoso, convinto che il mondo vi ruoti intorno. –

Wilde: – Amare sé stessi è l’inizio di un idillio che dura una vita.

Dall’esterno una voce gridò: – Il prigioniero è libero!-

Udendo il rumore della porta che si apriva, Hahnemann gli porse una bottiglietta contenente Fluoricum Acidum e disse. – Questo rimedio vi sarà molto utile. Adesso devo andare poiché Melanie, la mia amatissima moglie, è venuta a prendermi: siamo da poco sposati e il nostro è un bellissimo matrimonio. –

Invece entrò More Adey che aveva pagato per fare uscire Wilde di galera.

Hahnemann, preso dallo sconforto, si accasciò a terra. Wilde, mentre usciva, gli sussurrò all’orecchio: – Che sciocchezza parlare di matrimoni felici; un uomo può essere felice con qualsiasi donna, purché non la ami veramente.

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