Dott. Italo Grassi

Seduta spiritica con cadavere

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Blade Runner, scena finale, quella dove il poliziotto Deckard lotta con il replicante Roy. Il dottor Giretti, l’attenzione completamente assorbita dal suo film preferito, stava sdraiato sul divano. Il campanello squillò. Lui non rispose. Il campanello tornò a squillare. Giretti continuò a guardare il film. Ma la porta era aperta. Il magistrato Ortensia Pecca, rossa di capelli e rossa in viso per avere percorso cinque rampe di scala senza fermarsi, entrò sbuffando come una locomotiva:

– E’stato ucciso Antonio Geranio, detto lo smilzo brufoloso, noto killer mafioso, relegato al confino nel nostro piccolo paese. –

Giretti: – Pace all’anima sua.- 

Ortensia Pecca: – E’stato ucciso con Calcarea Silicata.-

Giretti: – Dubito che un rimedio omeopatico possa uccidere.-

Ortensia Pecca:- Sì, invece, se nel tubulo hanno messo del cianuro.-

Giretti la guardò come si osserva un ubriaco che farnetica.

Il magistrato si mise a sedere e disse: –  Antonio Geranio stava per diventare un collaboratore di giustizia. Prima di rivelare i segreti di Cosa Nostra, però, pretese una seduta spiritica durante la quale avrebbe chiesto consigli al padre, Pasquale Geranio, ucciso trenta anni fa in uno scontro con la polizia.-

Giretti, mentre sul video del televisore scorreva la sequenza finale del film, grugnì:- A me cosa importa?-

Ortensia Pecca estrasse una biro dalla borsa e fece alcuni schizzi su un foglio di carta:- Durante la seduta spiritica io mi trovavo qua, alla destra di Antonio Geranio, mentre alla sua sinistra c’era la medium, donna grassa, bionda di capelli, una vistosa acne rosacea sul viso. Di fronte a me, dall’altro capo del tavolo, c’era il nipote del boss, Pippo, un ragazzo timido dal volto pieno di eruzioni come lo zio, talmente emozionato da lasciare vistose impronte delle sue mani sudate sul tavolo. Sedeva, alla destra del nipote, Gaetano, fratello della vittima, uomo dall’aspetto vecchieggiante, lento nei movimenti, cute del viso pallida e sottile, le labbra screpolate. Tra Gaetano e la medium si trovava Franca, cugina di Antonio, donna sofferente di una malformazione alla schiena poiché da bambina aveva sofferto di rachitismo. Tutti i presenti, per precauzione, erano stati ispezionati dai miei agenti. Cercavano armi e, purtroppo, il tubulo omeopatico passò inosservato. –

Il magistrato cercò un minimo di interesse sul volto del medico, non lo trovò ma, essendo una donna testarda, continuò nel racconto: – La medium, in un buio quasi completo,  invocò il defunto. Antonio Geranio, visibilmente nervoso, beveva sorsi d’acqua da un bottiglietta che teneva sul tavolo. Si udì un grosso tonfo. Quando le luci si riaccesero, il corpo senza vita di Antonio Geranio giaceva a terra. L’assassino, approfittando del buio, aveva versato del cianuro nella bottiglia d’acqua. Il tubulo, contenente il veleno, è stato trovato più tardi, dalla scientifica, nel cestino accanto al tavolo. –

Giretti aprì il giornale e iniziò a sfogliarlo. Ortensia Pecca s’indispettì: – Perché non mi stai ad ascoltare?-

Giretti prese un foglio di carta e scrisse il nome di uno dei presenti. Disse:- Questo è l’assassino.- 

Passarono cinque giorni. Ortensia Pecca entrò, con il volto radioso, nell’appartamento di Giretti, dicendo:- Il colpevole ha confessato. Ma tu come hai fatto a capire?-

Giretti: – Ho supposto che il colpevole utilizzasse Calcarea Silicata, rimedio piccolo, utile per la cura dei problemi di pelle. E’ un rimedio, Calcarea Silicata, che possiede un sintomo chiave: quello di parlare con i morti. Quindi l’assassino non poteva essere che la medium.-  

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