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Giovani e anziani: il patto che supera la pandemia

Storie e numeri che contraddicono la narrazione di un eterno conflitto generazionale

Quando Paolo Gisonni, rugbista della Amatori Napoli classe 2000, ha letto quella lettera non ci ha potuto credere. Il Coni gli ha conferito la Stella d’Oro al Merito Sportivo. Non per i meriti ottenuti sul campo, che pure sono notevoli, ma per l’umanità e l’impegno con cui si è profuso nell’aiutare anziani e persone in difficoltà durante il periodo più buio della pandemia. Il segno di un patto che ha contraddistinto questa pandemia. Cibo, mascherine, dpi: ogni giorno avanti e indietro per consegnarle a chiunque ne avesse bisogno, gratis, con lo stesso impegno con cui percorre avanti e indietro il rettangolo verde.

Giovani e anziani: il patto che supera la pandemia

«L’organizzazione sportiva desidera esprimerti il più sincero ringraziamento con questa onorificenza che è il tributo per l’impegno e la dedizione con cui onori la missione fuori dal campo, testimoniando la tua statura umana che è fonte di orgoglio per il nostro movimento – sono le parole di Giovanni Malagò, presidente del Coni – A nome personale, e del Comitato olimpico nazionale italiano, ti rinnovo i complimenti, perché sai onorare questo delicato compito con la stessa, impagabile passione che ti contraddistingue a livello sportivo, e in attesa della cerimonia di consegna ti rivolgo, unitamente alla gratitudine, i miei più affettuosi saluti».

Paolo Gisonni, un rugbista che vince anche fuori dal campo

Paolo Gisonni ha voluto sottolineare come questo non sia un merito personale, ma di tutta la squadra, che insieme a lui ha profuso il massimo impegno nell’aiutare chi si è trovato in difficoltà. Del resto, sottolinea, «Il rugby trasmette valori sani (sostegno, rispetto delle regole, amicizia, lealtà), che si applicano e si praticano concretamente nella vita. Ricevere questa onorificenza così prestigiosa è davvero un grande onore.

Esattamente un anno fa ho aderito all’iniziativa voluta dalla Comunità di Sant’Egidio. Ogni giorno ho svolto le più disparate mansioni, per rendermi il più utile possibile. Aiutare le persone che in piena pandemia erano e sono ancora oggi in difficoltà, è stata un’esperienza che mi ha arricchito molto, che consiglio a tutti».

Un aiuto che ha fatto la differenza

Quella di Gisonni non è una storia isolata, anzi. Questo anno così difficile per tutti ha visto moltiplicarsi le iniziative a sostegno di anziani e fasce deboli. E i protagonisti sono spesso giovani e giovanissimi, che a dispetto dei pregiudizi che li vogliono svogliati e superficiali, hanno voluto fare la loro parte. Con l’inizio della campagna vaccinale, poi, i ragazzi hanno potuto offrire un contributo fondamentale per l’immunizzazione delle persone in terza età. Aiutandole laddove le difficoltà, tecnologiche o fisiche, rendevano oltremodo difficile la partecipazione.

Non solo sanità

Ma il sostegno degli giovani agli anziani non si ferma alle sole esigenze sanitarie. Su tutto il territorio nazionale si moltiplicano iniziative di ogni genere, da quelle che offrono semplice compagnia, a quelle che prevedono consegne di libri a domicilio o altre forme di sostegno umano e psicologico. Come l’iniziativa “A casa ma non soli” di Auser Savona, che si focalizza sulle attività ricreative da svolgere a casa e offre un aiuto per imparare a usare gli smartphone per chi è a digiuno di tecnologia, data l’importanza di questi mezzi per combattere l’isolamento.

Combattiamo i pregiudizi

Una realtà, insomma, che ci fa guardare al futuro con uno sguardo più ottimista, e meno incline alla narrazione che vuole un eterno conflitto tra generazioni. L’augurio è che questo nuovo approccio possa scardinare i molti pregiudizi che gravitano attorno alle nuove generazioni, alle loro attitudini e ai loro linguaggi, spesso sconosciuti e quindi guardati con sospetto.

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