L’assistenza agli anziani ricade tutta sui familiari

Una persona in terza età su due soffre di qualche forma di disabilità, ma lo Stato non se ne occupa
Tempo di lettura: 2 minuti

Avere una qualche forma di disabilità per gli anziani è cosa comune. Superati gli 85 anni, in particolare, un anziano su due dichiara di essere disabile. Per fortuna c’è chi li assiste, ma il peso di quest’assistenza ricade quasi interamente sulle famiglie, mentre sono un’esigua minoranza coloro che ricevono assistenza dalla ASL o da altri enti statali. Ad accendere un riflettore sul problema dell’assistenza alla persone in Terza età è il rapporto “Passi d’Argento”  redatto dall’Istituto Superiore di Sanità.

L’assistenza agli anziani ricade tutta sui familiari

Passi d’Argento, il sistema di sorveglianza dedicato alla popolazione anziana, di 65 anni e più, fornisce un quadro quanto più esaustivo possibile della condizione di queste persone. Per fare ciò analizza aspetti sanitari, sociali, culturali ed economici, così da poter indirizzare l’azione statale ove ce ne sia maggiore bisogno. “L’età anziana – sottolinea la nota del Ministero della Salute sito – è una realtà complessa e variegata che va dagli anziani attivi e in salute agli anziani non autosufficienti. Da un lato l’invecchiamento della popolazione rappresenta un indubbio successo sul piano della sanità pubblica, in quanto evidenzia una aspettativa di vita molto alta. Ma allo stesso tempo richiama l’attenzione sulla necessità di ulteriori interventi di sostegno alle politiche sanitarie e sociali. Invecchiare in buona salute è, infatti, un obiettivo prioritario non solo delle strategie europee ed internazionali ma anche nazionali”.

I dati del rapporto “Passi d’Argento”

Il rapporto evidenzia come in Italia l’83% delle persone anziane vivano in case di proprietà, e nel 20% vivono da soli. Lo stato di salute influenza, com’è ovvio, in modo significativo la percezione del benessere. Tra coloro che pensano di avere una salute compromessa, o a cui siano state diagnosticate almeno tre patologia croniche, sono molti di più coloro che si dichiarano insoddisfatti della propria vita. Il 13% del totale, poi, mostra sintomi di depressione, soprattutto tra coloro che vivono soli, ha una condizione economica traballante o viene da una classe svantaggiata. Ben il 26% di loro non ha mai chiesto aiuto a uno specialista né a conoscenti.

Un anziano su due affetto da disabilità

Se tra gli over 65 sono solo il 15% coloro affetti da disabilità che richiedono assistenza, questa percentuale arriva al 50% nel caso degli over 85. Se è vero che il 99% riceve qualche assistenza,  a portare aiuto sono quasi sempre parenti, o amici, mentre coloro che riescono ad accedere all’assistenza statale sono un’esigua minoranza. Altro aspetto importante, che influisce negativamente anche sugli aspetti precedenti, è che tre su quattro non frequentano alcun luogo di aggregazione, aumentando in questo modo la percezione di solitudine, e di riflesso anche lo stato di salute.

L’anziano non è un peso

Ma gli anziani non sono un peso per la società come questi numeri, estrapolati dal contesto sembrerebbero dimostrare. Anzi, un anziano su tre contribuisce attivamente al benessere della famiglia, in molti casi occupandosi dei bambini piccoli. In molti casi, poi, si prendono cura dei parenti stretti o partecipano attivamente ad attività di volontariato. “Conoscere le condizioni di vita e di salute degli anziani è fondamentale per assicurare le azioni di prevenzione e valutarne l’efficacia nel tempo e per realizzare azioni e interventi finalizzati a migliorare la qualità di vita. La Giornata Internazionale è una occasione di riconoscimento per le persone anziane affinché possano rappresentare sempre più un valore, per sé stesse, per i loro cari, e per la società nel suo insieme”.

 

LEGGI ANCHE: Nella giornata mondiale dell’Alzheimer arriva una buona notizia

 

 

Share This