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Non è Alzheimer, è LATE
14 Gennaio, 2026

Non è Alzheimer, è LATE

RedazioneRedazione
Un sosia dell'Alzheimer che colpisce gli ottantenni e il ruolo fondamentale della prevenzione quotidiana.

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Sempre più spesso, dietro a una diagnosi di Alzheimer fatta in età avanzata, si nasconde un “sosia” biologico quasi indistinguibile ma profondamente diverso: la LATE, una patologia che sta rivoluzionando il modo in cui comprendiamo il declino cognitivo negli anziani.

Per decenni abbiamo vissuto con l’idea che la perdita di memoria nell’anziano fosse sinonimo quasi esclusivo di malattia di Alzheimer. Tuttavia, la ricerca scientifica recente, evidenziata da studi della Harvard Medical School, ha gettato luce su un protagonista molto diffuso, che colpisce in particolare chi ha superato gli ottant’anni. Si chiama LATE, acronimo di encefalopatia TDP-43 correlata all’età a prevalenza limbica, e rappresenta una delle scoperte più significative della neurologia moderna.

Una nuova sfida per la medicina

La demenza è un termine ombrello che indica un deterioramento delle funzioni cognitive tale da interferire con la vita quotidiana. Sebbene l’Alzheimer rimanga la causa più comune, la LATE è un attore di primo piano, responsabile da sola di circa il 15-20% di tutti i casi di demenza. A differenza dell’Alzheimer, che è caratterizzato dall’accumulo delle proteine amiloide e tau, la LATE è causata dal malfunzionamento di una proteina chiamata TDP-43. Questa proteina, che normalmente aiuta a regolare l’espressione genica nelle cellule cerebrali, inizia ad accumularsi in modo anomalo, danneggiando le aree del cervello responsabili della memoria e del linguaggio.

Differenze tra late e Alzheimer

Riconoscere la LATE non è semplice perché i suoi sintomi imitano fedelmente quelli dell’Alzheimer. I pazienti manifestano spesso:

  • perdita della memoria episodica (difficoltà a ricordare eventi recenti)

  • problemi con la memoria semantica (difficoltà a trovare le parole giuste)

  • riduzione della memoria di lavoro (difficoltà a mantenere le informazioni a breve termine)

Tuttavia, esistono delle distinzioni fondamentali. Mentre l’Alzheimer può colpire anche persone più giovani, la LATE è quasi esclusivamente una patologia della quarta età, con un rischio che aumenta drasticamente dopo gli 80 anni. Inoltre, la progressione dei sintomi nella LATE tende a essere più lenta rispetto a quella osservata nell’Alzheimer tipico. Il problema principale per i medici è che, attualmente, una diagnosi definitiva di LATE può essere formulata solo attraverso l’esame autoptico, rendendo difficile la distinzione clinica nei pazienti in vita.

Il valore di uno stile di vita sano

La prevenzione e il mantenimento di uno stile di vita sano rimangono le nostre armi più potenti per proteggere la salute del cervello. Su Generiamo Salute promuoviamo l’idea che il benessere cognitivo si costruisca giorno dopo giorno attraverso scelte consapevoli. Una dieta equilibrata ricca di antiossidanti, un’attività fisica regolare adattata all’età e, soprattutto, il mantenimento di una vita sociale attiva e di stimoli intellettuali costanti sono fattori che possono rallentare l’insorgenza dei sintomi. Prendersi cura del proprio corpo e della propria mente in modo integrato non solo migliora la qualità della vita, ma crea una riserva cognitiva capace di contrastare meglio i processi degenerativi, offrendo agli anziani la possibilità di invecchiare con maggiore dignità e consapevolezza.

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