Redazione

Solitudine e declino cognitivo sono interconnessi

È quanto risulta da uno studio pubblicato di recente dalla Oxford University
25 Luglio, 2022
Tempo di lettura: 2 minuti

Gli anziani sono molto spesso soli. E, altrettanto spesso, hanno problemi di declino cognitivo che vanno dalla perdita delle memoria breve alle difficoltà di articolare le parole. Tutti noi siamo al corrente di questi due aspetti, ma nonostante ciò gli studi che approfondiscono il collegamento tra i due sono relativamente pochi. Oggi uno studio pubblicato dalla Oxford University a firma del prof. Jiamin Yin cerca di sopperire a questa mancanza.

Solitudine e declino cognitivo sono interconnessi

Il professori Yin e la sua equipe hanno condotto una serie di test per capire perché la sensazione di solitudine e la perdita di funzioni cognitive sembrino procedere di pare passo, e hanno scoperto che sono, in pratica, due lati della stessa medaglia. O che, quanto meno, abbiano il potere di influenzarsi a vicenda. Dallo studio è emerso che la solitudine può essere valutata come “predittore” del declino cognitivo. La solitudine, cioè, anticiperebbe il sopraggiungere del declino mentale”, mentre quest’ultimo peggiorerebbe gli aspetti negativi della percezione della solitudine.

Lo studio di Oxford

Il team ha seguito i 5.885 soggetti esaminati – tutti partecipanti all’English Longitudinal Study of Ageing – per un periodo di 10 anni, ripetendo i test ogni 2. La funzione cognitiva dei soggetti è stata misurata con test di richiamo anamnestico di parole e di fluidità verbale, mentre la solitudine con la versione abbreviata della UCLA Loneliness Scale. Ciò che è emerso è che l’associazione tra i due aspetti è, come dicevamo, bidirezionale. La maggior solitudine è collegata a un’accelerazione dei declino cerebrale, e in particolare con la capacità di formulare le parole. Di contro, una memoria più efficiente portava a un minor peggioramento della sensazione di solitudine. E ciò a prescindere da tutti gli altri fattori collegati, quali livello di istruzione, età, stato socioeconomico e sintomi depressivi.

Una spiegazione parziale

Perché ciò avviene? Sebbene non ci siano certezze, possiamo avanzare alcune ipotesi. La solitudine, per esempio, può portare a uno stato di infiammazione cronica, che fra le altre cose compromette il sistema immunitario, che può a sua volta incidere sui processi neurodegenerativi. Dall’altra la solitudine si accompagna spesso con una minore capacità di autoregolarsi. Quando questa minore autoregolazione conduce ad atteggiamenti non salutari, quali fumare o bere alcolici, che possono incidere sulle capacità cognitive.

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