Il tuo cervello migliora con l’età

Sebbene rallentino le connessioni neuronali, la mente impara a gestire meglio le proprie capacità
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Forse non è quello che aspettavi di sentirti dire, ma il tuo cervello migliora con l’età. Almeno sotto alcuni punti di vista. certo, potresti avere difficoltà a ricordare il nome del negoziante sotto casa o del protagonista del libro che stai leggendo, ma sotto altri punti di vista puoi dare davvero filo da torcere ai tuoi nipotini. Con l’avanzare dell’età, infatti, la tua mente impara ad ottimizzare l’ampiezza delle connessioni cerebrali, aiutandoti a prendere decisioni razionali e a filtrare i pensieri negativi, così da non venirne sopraffatto.

Il tuo cervello migliora con l’età

Chiariamo: la velocità delle nostre connessioni neurali effettivamente rallenta. Ma allora com’ è possibile che il cervello funzioni meglio? “Il cervello inizia a compensare utilizzando di più se stesso” spiega il dottor Bruce Yankner, professore di genetica presso la Harvard Medical School. Yankner sottolinea che le risonanze magnetiche fatte a un adolescente che sta affrontando un problema mostrano molta attività su un lato della corteccia prefrontale. Si tratta della regione che usiamo per il ragionamento cosciente. Nelle persone di mezza età, l’altro lato del cervello tende a prevalere. Negli anziani, entrambi i lati del cervello condividono equamente il compito.

Connessioni più lente ma più elastiche

“Diversi studi suggeriscono che gli anziani che possono attivare entrambi i lati del cervello in realtà svolgono meglio i compiti assegnati”. Ad esempio, in uno studio su controllori del traffico aereo e piloti di linea, le persone di età compresa tra 50 e 69 anni hanno impiegato più tempo di quelli sotto i 50 anni per padroneggiare le nuove apparecchiature, ma una volta imparato hanno commesso meno errori nell’utilizzarle.

La maestria che deriva dalla maturità è dovuta ai cambiamenti nelle ghiandole e nel cervello. La diminuzione dei livelli di testosterone, anche nelle donne, si traduce in un migliore controllo degli impulsi. La fine delle montagne russe ormonali della peri-menopausa può anche contribuire alla stabilità emotiva. Dopo la mezza età, le persone hanno meno probabilità di avere problemi emotivi come sbalzi d’umore e nevrosi che interferiscono con la funzione cognitiva.

L’importanza dell’esperienza

Ancora più importante, la ricchezza di conoscenze di decenni di apprendimento ed esperienza di vita consente di valutare meglio le nuove situazioni. In tarda età età, la maggior parte delle persone è più abile nel prendere decisioni finanziarie e nell’andare al cuore dei problemi rispetto a quando era più giovane.

Secondo molti esperti, tra cui Il direttore del Medical College della George Washington University, il picco dell’attività intellettuale umana si verifica a circa 70 anni. Superata quell’età media, infatti, il cervello impara a ottimizzare il consumo di energie, e a ottenere il massimo dalla propria condizione. A suffragare questa tesi, proprio di recente è crollato uno dei pilastri di chi sosteneva l’ineluttabilità del declino mentale umano. Su Nature, infatti, un paio d’anni fa è comparso uno studio che ha chiarito una volta per tutte che quella che i neuroni siano le uniche cellule che non si rigenerano è solo una leggenda. Anzi, si rigenerano a ritmo sostenuto fino ai 90 anni e oltre.

Manteniamoci giovani con una vita attiva

Per conservare le proprie capacità cognitive, però, è necessario tenerle sempre in allenamento. Questo non vuol dire che bisogna passare la vita a risolvere cruciverba o test per il QI, anche se probabilmente la cosa non farebbe male. Significa piuttosto che dobbiamo avere una vita attiva ed equilibrata. Avere relazioni emotive soddisfacenti, mangiare bene, andare a teatro e danzare. Vedere i nostri familiari, soprattutto quelli più giovani e in grado di trasmetterci gioia e speranza nel futuro.

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