Dott. Bruno Galeazzi

La felicità in una giornata internazionale

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La Giornata Internazionale della Felicità è stata istituita nel 2012, con risoluzione A/RES/66/281 dall’Assemblea dell’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU).

“L’Assemblea generale […] consapevole che modelli di produzione e consumo insostenibili possono ostacolare lo sviluppo sostenibile e riconoscendo la necessità di un approccio più inclusivo, equo ed equilibrato alla crescita economica che promuova lo sviluppo sostenibile, l’eliminazione della povertà, la felicità e il benessere di tutti i popoli  […] consapevole di come la ricerca della felicità sia uno scopo fondamentale dell’umanità, […] riconoscendo inoltre la necessità di un approccio più inclusivo, equo ed equilibrato alla crescita economica che promuova lo sviluppo sostenibile, l’eradicazione della povertà, la felicità e il benessere di tutte le persone, decide di proclamare il 20 marzo Giornata Internazionale della Felicità, invita tutti gli stati membri, le organizzazioni del sistema delle Nazioni Unite, e altri organismi internazionali e regionali, così come la società civile, incluse le organizzazioni non governative e i singoli individui, a celebrare la ricorrenza della Giornata Internazionale della Felicità in maniera appropriata, anche attraverso attività educative di crescita della consapevolezza pubblica […]”

Di solito si valuta il grado di benessere di una nazione misurando il Prodotto Interno Lordo (PIL), secondo parametri puramente economici. In contrapposizione è stato proposto il calcolo della Felicità Interna Lorda (FIL).

Convinto sostenitore del FIL è il Dalai Lama: “Come buddhista, sono convinto che il fine della nostra vita sia quello di superare la sofferenza e di raggiungere la felicità. Per felicità però non intendo solamente il piacere effimero che deriva esclusivamente dai piaceri materiali. Penso ad una felicità duratura che si raggiunge da una completa trasformazione della mente e che può essere ottenuta coltivando la compassione, la pazienza e la saggezza. Allo stesso tempo, a livello nazionale e mondiale abbiamo bisogno di un sistema economico che ci aiuti a perseguire la vera felicità. Il fine dello sviluppo economico dovrebbe essere quello di facilitare e di non ostacolare il raggiungimento della felicità”

Per sostanziare il calcolo della felicità nelle diverse nazioni, dal 2012 viene pubblicato il World Happiness Report, una pubblicazione del  Sustainable Development Solutions Network, che utilizza i dati di Gallup World Poll. Il Report è finanziato da The Ernesto Illy Foundation, illy caffè, Davines Group, Wall’s, The Blue Chip Foundation, The William, Jeff, and Jennifer Gross Family Foundation, The Happier Way Foundation, e The Regenerative Society Foundation.

In questa pagina è possibile consultare tutti i report annuali dal 2012 al 2022.

Per la valutazione del grado di felicità delle popolazioni sono utilizzati i seguenti parametri

  • il PIL pro capite
  • la percezione di supporto sociale
  • l’aspettativa, in anni, di vita sana alla nascita
  • la libertà di fare scelte di vita
  • il grado di generosità
  • la percezione della corruzione presente nella società
  • negli ultimi report l’investigazione si è anche soffermata sulla percezione di pace, armonia, serenità ed equilibrio

Negli ultimi 4 anni la Finlandia si è piazzata al primo posto, seguita da Danimarca e Islanda, mentre tristemente negli ultimi posti troviamo Zimbabwe, Libano e Afghanistan. Su 145 Nazioni valutate, l’Italia si è piazzata trentunesima, preceduta dall’Uruguay e seguita dal Kosovo.

Le Nazioni Unite hanno mostrato lungimiranza sottolineando l’importanza di un approccio olistico allo sviluppo dei popoli, considerando il miglioramento delle condizioni economiche al pari del progresso sociale, in cui il raggiungimento della felicità rappresenta uno scopo fondamentale di ogni individuo.

Da molta letteratura scientifica e dall’esperienza diretta abbiamo conferma di quanto lo stato psicoemozionale, la qualità delle relazioni, la serenità e la felicità contribuiscano grandemente al mantenimento della salute. Speriamo che una sempre maggiore consapevolezza dell’importanza della felicità individuale e collettiva stimoli l’adozione di atteggiamenti sociali e politiche dedicate alla promozione dei più alti scopi dell’esistenza umana.

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