Dott. Maria Desiderata D'Angelo- Tempo di lettura 9 min.

2021 cambio vita! Propositi veterinari per l’anno nuovo

Lo scorso 2020 è stato un anno veramente difficile ed impegnativo per tutti. La pandemia ci ha fatto fare i conti con la fragilità della nostra specie e con l’estrema delicatezza del nostro stato di salute globale. E’ stato un anno del quale tanti vorrebbero cancellare ogni singolo giorno; tanti hanno sofferto, perso dei cari, hanno sperimentato la malattia e la solitudine.

2020, un anno distopico?

Il distanziamento sociale e la mancanza di contatti ha aggravato lo stato psicologico di molti, cagionando non pochi problemi negli adulti ma anche nei più giovani. Un anno sempre sul filo del rasoio, durante il quale i gesti consueti e le normali abitudini quotidiane sono diventati dei miraggi, accompagnati dalla costante paura del contagio. La pandemia di Sars CoV 2 è improvvisamente spuntata fuori da un wet market cinese, una cosa cosi lontana da noi che sembrava frutto dell’immaginazione di un romanziere di testi fantascientifici. In pochissimo tempo è esplosa nelle nostre vite e con la sua detonazione ha spazzato via tutte le nostre certezze.

Quello che facevamo prima non abbiamo più potuto farlo, così come non siamo più quelli che eravamo prima dello scorso febbraio. Personalmente però penso che non sia un anno completamente da dimenticare. Il 2020, insieme a tante sventure ed eventi oggettivamente negativi, ci ha insegnato e donato altrettante cose importanti e ci ha dato il tempo per riflettere sulla nostra condizione di vita, facendocela apparire per quella che è: labile.

2020, un anno maestro di vita?

Labile letteralmente significa destinato a rapida scomparsa o a imminente dissolvimento, fugace, effimero. Ecco, il 2020 mi ha fatto percepire la labilità dell’esistenza della specie umana sulla terra. Ma allo stesso tempo mi ha mostrato la forza e la fatalità della natura. Improvvisamente un microscopico virus, venuto fuori a causa delle innumerevoli ingiurie che per decenni abbiamo perpetuato ai danni della natura e degli animali, si stava riprendendo ciò che gli spettava, ovvero essere libero dalla nostra scomoda, presuntuosa ed invadente presenza.

L’ecosistema globale, con i suoi mezzi che vanno poco per il sottile, ci sta comunicando a chiare lettere che stiamo esagerando, che abbiamo esagerato e che è giunto il momento fermarsi… e ci ha fermato.

Una frenata planetaria

Questa enorme planetaria frenata globale ha fatto si che centinaia di specie animali e vegetali, da decenni compresse e relegate in minuscole nicchie di sopravvivenza, siano ritornate a fare capolino dove non avevano mai osato arrivare. Incollati ai social per avere l’ultima notizia sui contagi, ci arrivavano video di animali selvatici che si impossessavano ripopolando città metropolitane deserte o porti solitamente congestionati da interminabili via vai di navi. Guardandoli sembrava dicessero: “meno male! finalmente avete tolto il disturbo!” … e la vita inesorabile continuava a fluire con le sue leggi e le sue regole ancestrali, regole nelle quali sembrava noi non fossimo più inclusi.

A vedere queste scene una parte di me ha pensato fosse quasi giusto cosi…una specie che fa di tutto per estinguersi prima o poi si estingue…ma io facevo parte di quella specie quindi pregavo che madre natura, i medici, la scienza e pure il Padreterno, ci dessero ancora un’altra possibilità.

La coscienza primordiale

Il 2020 ci ha quindi riportato ad uno stato di coscienza primordiale, proprio come penso sia quello dei miei pazienti animali. Come tanti animali abbiamo vissuto costantemente nel presente perché era troppo angoscioso immaginare il futuro e troppe volte il passato era da dimenticare. Abbiamo imparato ad apprezzare i momenti di benessere e sicurezza quotidiani ai quali normalmente non facciamo neanche più caso, ai quali non diamo il giusto peso, la giusta importanza. Comportamenti che fino ad un mese prima erano normali di punto in bianco sono diventati impraticabili ed abbiamo dovuto stravolgere le nostre abitudini, fino a costringerci ad un nuovo equilibrio. E così facendo abbiamo messo in atto la prova di resilienza più imponente dell’ultimo secolo.

La resilienza che è appannaggio di Madre Natura e delle sue creature, animali compresi.

Siamo andati avanti giorno per giorno con quello che avevamo, ci siamo arrangiati senza fare troppe storie, ovviamente chi più e chi meno in base alle proprie possibilità. Siamo stati tanto in casa, con il nucleo familiare più stretto, del quale spesso fanno parte anche i nostri irrinunciabili compagni a quattro zampe. Loro sono stati un grande esempio per tutti coloro che avevano la fortuna ed il privilegio di condividervi la vita, la casa, la routine.

Lo scodinzolio e le fusa ci hanno rassicurato

Si sono adattati alla velocità della luce a rinunciare a passeggiate nel verde o a sopportare la nostra costante e rumorosa presenza in casa; in tanti hanno avuto anche problemi per questo cambio di abitudini così repentino, ma alla fine, hanno resistito, e mentre resistevano ci rendevano un servizio impagabile: distrarci, rassicurarci, farci sentire meno isolati ed avulsi dal mondo esterno.

Con i loro scodinzolii, fusa ed inviti al gioco ci hanno fatto dimenticare tante volte del rischio che si annidava fuori dalla porta e ci hanno distratti dalle terribili immagini e dalle terrorizzanti notizie che tutti i giorni sentivamo ai telegiornali. Chi ha condiviso e ha vissuto il suo isolamento anche con un pet ha avuto una fortuna enorme. Loro infatti, ignari di tutto ciò che stava avvenendo intorno a noi, a parte il tempo per abituarsi alla nuova routine, ci costringevano letteralmente a dimenticarcene per un po’, il tempo di preparagli la pappa o di portarli in passeggiata, e tutti i momenti di coccole che ci scambiavamo.

Fedeli compagni di vita

I nostri pet sono stati al nostro fianco adattandosi alle novità e regalandoci anche loro una lezione della resilienza.

Durante tutto il lookdown ho lavorato, ho soccorso animali che avevano bisogno di cure necessarie e inderogabili ed ho osservato l’amore e la dedizione dei tanti umani loro compagni di vita. Queste persone erano disposte a tutto per tutelare la salute dei loro pet, ed era commovente vederli soffrire per loro, affrontando mille difficoltà per portali a visita. Questa per me è stata un’altra grande lezione che questo anno “maestro di vita” mi ha regalato.

Pertanto non credo di voler dimenticare questo 2020, ma piuttosto di ricordarlo come l’anno in cui tante novità, più spesso brutte, ma altrettante volte belle, hanno cambiato la vita di tanti.

2021, una anno di speranza o di sofferenza?

Il neonato 2021 purtroppo non nasce sotto una stella più splendente del suo predecessore. Le difficoltà sono ancora tante, come anche i rischi che non sono affatto finiti. E l’angoscia, l’ansia per il futuro e la depressione ci affliggono ancora. I problemi legati all’economia, i dispiaceri per i cari ammalati o scomparsi, il dolore e talvolta la malattia continuano ad accompagnarci.  A farci compagnia e cercare di lenire le ferite dell’anima ci sono sempre loro, i nostri cani e gatti. Finalmente c’è un po’ di libertà in più, in tanti sono tornati a lavorare in presenza. I felini si rimpossessano dei loro spazi e della loro solitudine, mentre i cani possono di nuovo finalmente correre nei parchi ed accompagnare i loro compagni in giro non solo per la canonica e breve passeggiata fisiologica. Ma il futuro che ci aspetta non è ancora ben chiaro. C’è tanta incertezza anche e sopratutto tra i sanitari e tra gli studiosi, che sono spesso disorientati nei confronti di questa nuova pandemia.

Quali sono quindi i buoni propositi che ci si può augurare di realizzare dopo un anno difficilissimo ed agli albori di un altro anno che non ci da alcuna certezza?

Viviamo nel presente ogni singolo attimo

In generale di godersi ed apprezzare ogni singola cosa bella che la vita ci continua a regalare, ed in particolare come medico veterinario, includo in queste cose belle il rapporto con i nostri amici a quattro zampe. Godiamo appieno di una passeggiata all’aria aperta col nostro cane, perché adesso sappiamo che non è scontata. Lasciamoci coinvolgere un po’ di più dalle coccole del nostro gatto perché sono state curative quando la nostra angoscia superava il senso della realtà. Riconosciamo ai nostri compagni di vita il fondamentale ruolo che hanno rivestito nel momento in cui noi avevamo bisogno della loro cura, del balsamo lenitivo che col loro affetto spalmavano tutti i giorni sulla nostra anima ferita.

Se possiamo, con tutti i mezzi a nostra disposizione, da consumatori e da fruitori, aiutiamo la natura a darci quest’altra possibilità: cerchiamo di avere consumi consapevoli, evitiamo sprechi e scegliamo materiali che non inquinano. Rifiutiamoci di mangiare animali o loro prodotti che provengono da un tipo di filiera di allevamento insostenibile ed impregnato di dolore e violenza. Cerchiamo di volerci un po’ di bene. Smettiamo di tirare la corda perché altrimenti prima o poi si spezzerà. Ricordiamoci che un piccolo gesto individuale può, sommato a quello di tanti altri, diventare immenso come il mare, che è fatto di piccolissime gocce, ma è allo stesso tempo sconfinato.

Se vuoi cambiare il mondo comincia da te stesso

Soltanto il cambiamento di ognuno di noi può realmente modificare le sorti del nostro pianeta ed il rinnovamento può iniziare dalle piccole cose, anche da un maggior rispetto per i nostri compagni animali, per poi estendersi a tutti quelli del creato. Quindi in questo 2021 premiamo i nostri compagni a quattro zampe per il servizio offertoci, gratuitamente e senza secondi fini, l’anno scorso.

Dedichiamogli una passeggiata più lunga o regaliamogli un tiragraffi più accattivante, decidiamo sempre, o anche solo ogni tanto, di premiarli con un pasto preparato per loro, magari fresco e cucinato con un quarto dell’amore che loro dedicano a noi…forse un quarto del loro amore riusciamo a darglielo… perchè il loro amore per noi è davvero troppo grande per essere restituito totalmente!

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