Dott.ssa Maria Giovanna Careddu

Menopausa: secchezza vaginale – ecco cosa fare

Tempo di lettura: 4 minuti

La Menopausa è una fase molto delicata della vita di una donna, caratterizzata, da un punto di vista fisiologico, dalla graduale scomparsa della funzione ovarica, quindi da un nuovo riassetto ormonale, i cui sintomi sono principalmente legati al calo estrogenico. 

Oltre a sintomi quali un cambio del metabolismo, del tono dell’umore, del tono e dell’elasticità cutanea, la comparsa di vampate di calore con aumento della sudorazione, in un’elevata percentuale di donne si verifica anche un altro sintomo ingombrante, rappresentato dalla secchezza vaginale.

Sintomi della secchezza vaginale

Come descritto in questo articolo per la pelle in menopausa, il calo estrogenico determina  sia una diminuzione del tono e spessore della mucosa vaginale che delle normali secrezioni, portando ad una vera e propria atrofia vaginale. La riduzione della normale secrezione di muco da parte della mucosa è responsabile non solo di un aumento della secchezza, ma anche di un aumento del pH vaginale, che causa una diminuzione delle difese locali e una conseguente maggiore esposizione alle varie infezioni.

I principali sintomi sono rappresentati da prurito, fastidio e dolore che si accentua durante i rapporti sessuali, e che può essere accompagnato da un leggero sanguinamento. A questi si somma anche una diminuzione della libido che ostacola ulteriormente la vita sessuale nel postmenopausa.

L’atrofia vaginale fa spesso parte di una più ampia sindrome genito-urinaria, ed è accompagnata da perdita del tono uretrale e da una diminuzione delle difese a livello di vescica e uretra, con sintomi quali incontinenza, bruciore durante la minzione e un aumento della frequenza della minzione, oltre ad una maggiore esposizione alle infezioni urinarie, soprattutto cistiti.

Ovviamente tutti questi sintomi sono di ostacolo al normale svolgimento della vita di una donna che spesso deve ricorrere ai ripari per cercare quantomeno di limitarne l’intensità.

Rimedi naturali per la secchezza vaginale

Possono essere sia rimedi topici che rimedi per uso interno. I primi sono rappresentati dai classici lubrificanti vaginali e da detergenti specifici, mentre i secondi sono degli integratori che contengono molecole con un’azione simil estrogenica, oppure molecole che agiscono idratando e lubrificando la mucosa con un meccanismo differente. 

Per quanto riguarda i prodotti per uso topico dobbiamo sempre considerare che un buon trattamento parte sempre dalla detersione: un detergente troppo aggressivo contribuisce notevolmente alla secchezza vaginale, in quanto ne diminuisce la sua lubrificazione. No quindi a detergenti che contengono tensioattivi troppo sgrassanti e schiumogeni, così come no al bagno doccia per l’igiene intima. Sì invece a detergenti naturali e poco aggressivi, formulati proprio per l’igiene intima nel post menopausa. 

Per quanto riguarda i lubrificanti locali possiamo optare per degli oleogel a base acquosa da associare eventualmente a degli ovuli che contengano agenti idratanti, ma allo stesso tempo anche lenitivi: uno su tutti l’acido ialuronico, che è una molecola altamente igroscopica, quindi in grado di trattenere acqua per fronteggiare la secchezza, ma anche estratti calmanti e ricchi di mucillagini, come la malva o l’altea. Sottolineo inoltre la calendula che con la sua doppia azione, sia antinfiammatoria che riepitelizzante, può essere di grande supporto al trattamento della secchezza vaginale. Periodicamente poi, soprattutto se compaiono delle piccole infezioni, potrebbe essere utile aggiungere qualche  goccia di tea tree oil al nostro detergente: ha un’azione antimicrobica ad ampio spettro e contrasta sia le infezioni batteriche che virali o micotiche. Non abusiamone però, un uso eccessivo di antimicrobici diminuisce ulteriormente le difese ed è sempre controproducente.

Per quanto riguarda le lavande vaginali non tutte sono adatte, soprattutto per trattamenti prolungati: Sono infatti spesso aggressive e diminuiscono le difese immunitarie locali. Meglio optare per lavande naturali, con estratti di Malva, Calendula, Camomilla dalle proprietà lenitive, Polygonum bistorta, Tormentilla e Lythrum salicaria, che uniscono all’azione antinfiammatoria quella vasocostrittrice, che le rende idonee anche in presenza eventualmente di emorroidi. 

Integratori per la secchezza vaginale

A volte possono essere utili quelli ricchi di isoflavoni,  estratti vegetali che mimano l’azione degli estrogeni, in genere ottenuti dalla Soia o dal Trifoglio rosso. Nella fase della premenopausa, quando i sintomi non sono ancora evidentissimi, si procede con l’assunzione di 30 mg di isoflavoni al giorno che deve essere almeno raddoppiata dalla menopausa in poi (in genere si consiglia l’assunzione di un quantitativo di isoflavoni che va dai 60 agli 80mg/die). 

Gli integratori che non hanno azione similestrogenica sono diversi. A me piace consigliarne uno in particolare: il Fitoembrioestratto (FEE) di Noce, ecco un approfondimento sulla  fitoembrioterapia. E’ l’emblema della difesa del territorio e come tale agisce sia sulla pelle che sulle mucose, con un’azione che è lenitiva ma anche ricostitutiva, e pertanto può essere di grande aiuto per contrastare la secchezza. Agisce inoltre proteggendo le strutture di collagene e contribuisce a dare tono e struttura non solo alle mucose, ma anche alla pelle. Può essere assunto da solo o, meglio ancora, in associazione simbiotica con Olmo e Cedro del Libano, altri due rimedi di grande aiuto per contrastare la secchezza. 

Per quanto riguarda invece la diminuzione della libido, suggerisco il Fitoembrioestratto di Quercia, da solo oppure in associazione con Vite e Mandorlo.

Gestire la menopausa è vivere in sintonia con il cambiamento

Avere un atteggiamento mentale positivo nei confronti del cambiamento è una situazione che può fare la differenza; la menopausa è una nuova fase della vita che va accolta con energia e con l’entusiasmo per scoprire tutte le nuove possibilità e prospettive che la vita ci pone davanti.

Si tratta di cercare di acquisire uno stile di vita che sia in sintonia con il cambiamento, perché è proprio lì la chiave del nostro benessere. Oggi si parla sempre più di un “invecchiamento di successo”, che si verifica quando, in assenza di malattia, si hanno, in età avanzata, delle prestazioni fisiche e mentali simili a quelle dell’età giovane, e per il quale solo una piccola parte è genetica, mentre il grosso della responsabilità risiede proprio nelle scelte di vita e nell’atteggiamento mentale nei confronti di questa nuova fase della vita.

Tè e menopausa

Da Sommelier del Tè mi piace consigliare un Tè cinese particolare, che è uno di quelli più orientati al nutrimento dello Yin: il Tè bianco Yue Guang Bai. Per la Medicina cinese i sintomi della menopausa rientrano in un quadro definito “deficit di Yin”,  e il Tè bianco, da Tè dell’elemento Acqua, aiuta a prenderci cura di questa energia molto più di altri Tè. Ogni tanto concediamoci però anche un buon Tè verde, è vero che tende ad essere essiccante, ma è ottimo per depurare il Fegato e anche questa è una buona pratica in menopausa.

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